Concorso della vittima nel sinistro, il risarcimento agli eredi sarà ridotto

Corte Cassazione (4) Imc

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(di Mario Piselli – Quotidiano del Diritto)

In caso di concorso della vittima nella determinazione dell’evento dannoso, nei confronti dei congiunti che agiscono iure proprio opera la corrispondente riduzione del risarcimento del danno non patrimoniale da perdita del rapporto parentale. Questo il principio della Cassazione espresso dalla terza sezione civile con la sentenza 12 aprile 2017 n. 9349.

Il principio per cui, in caso di perdita del rapporto parentale ciascuno dei familiari ha diritto a una liquidazione comprensiva di tutto il danno non patrimoniale subito, non può ritenersi applicabile nelle particolari ipotesi in cui vi è il concorso della vittima alla causazione della sua morte; ma ciò non avviene per effetto dell’applicazione della limitazione di cui all’articolo 1227 del Cc, bensì perché la lesione del diritto alla vita, dolosamente o colposamente cagionata da chi perde la vita, non può ritenersi integrare un illecito della vittima nei confronti dei propri parenti, che costituiscono l’altra parte del rapporto parentale. Pertanto, in caso di concorso di colpa del deceduto nella causazione della propria morte, il relativo ristoro non è configurabile quale conseguenza del danno non patrimoniale subito iure proprio dai congiunti-eredi.

Il ristoro di tale voce di danno è configurabile, infatti, esclusivamente nei confronti dei terzi estranei che hanno concorso a determinare la rottura di tale rapporto, per la quota parte di relativa responsabilità.

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