CONGIU (UNAPASS): RINNOVARE ACCORDO ANA CON NORME PIU’ MODERNE

Massimo Congiu IMCDopo 7 anni di lungo silenzio ufficiale, sono ripartite poco prima della pausa estiva le prove di dialogo tra le organizzazioni di rappresentanza degli Agenti e l’Ania. In attesa del prossimo incontro e alla vigilia della convocazione al Ministero dello Sviluppo Economico, ne parliamo con Massimo Congiu (nella foto), presidente Unapass, per conoscere in anteprima i possibili sviluppi.

Partiamo dalla Relazione annuale del presidente Ania Minucci. Nel capitolo sulla distribuzione si parte dall’assunto che negli ultimi anni il dibattito – soprattutto politico – sia stato incentrato sul prezzo della Rc auto e sulle iniziative normative adottate per la sua riduzione: “apertura delle reti distributive” e “libera collaborazione” si sono rivelate, secondo Minucci, inefficaci. Qual è il suo pensiero su queste norme, sulla loro efficacia e sugli interventi necessari per ridurre il prezzo della Rca in Italia?

Innanzitutto, di quella Relazione abbiamo apprezzato la riapertura del dialogo con le Rappresentanze degli Agenti come fattore strategico per il rilancio del settore assicurativo; contrariamente alla stessa apprezziamo invece buona parte delle attività del legislatore, laddove è intervenuto per modificare la struttura dei costi della Rc auto come il risarcimento in forma specifica, la tariffa Rc Auto standard e la regolamentazione delle micro invalidità permanenti. Il calo delle tariffe, che la stessa Istat certifica al mese di luglio, è dovuto anche agli effetti di questi provvedimenti. L’abolizione del vincolo di esclusiva e le collaborazioni tra intermediari vanno intese come sana apertura del mercato alla libera concorrenza; deve rimanere ovviamente salvaguardata la libertà degli agenti di rimanenere monomandatari per scelta propria, così come va evitato un sistema di libere collaborazioni privo di regole condivise.

Ridurre la Rc Auto è un impegno che deve essere mantenuto da tutti ed in tempi brevi, ma non può prescindere dalla contestuale riduzione del costo dei sinistri e dalla lotta alle truffe; siamo fortemente contrari alla tesi in base alla quale la riduzione delle tariffe Rca passi per la trasformazione degli intermediari in plurimandatari per legge ed attraverso la diffusione agevolata dei comparatori: nel Regno Unito, paese ad elevatissimo tasso di concorrenza in cui la metà degli assicurati ogni anno cambia assicurazione e dove gli agenti monomandatari coprono una quota poco significativa del mercato Rc Auto, il premio medio è pari a 520 euro molto vicino ai 540 euro pagati in Italia.

E’ vero che home insurance e contratto base favoriscono la disintermediazione? Esiste in Italia un tale rischio?

Di per sè rappresentano norme che aprono alla trasparenza con l’assicurato, come del resto è accaduto nel comparto bancario con la home banking; l’informatizzazione, se utilizzata correttamente per ridurre carta e burocrazia, non può che esaltare il ruolo commerciale e di consulenza dell’agenzia.

Le compagnie dirette, grazie ad internet, erodono importanti quote di mercato – soprattutto Rc auto – agli intermediari tradizionali. La tecnologia favorisce la vendita diretta a discapito della rete agenziale? Come possono gli agenti sfruttare la tecnologia a proprio vantaggio?

Ritengo che il loro sviluppo, seppur crescente negli anni e nei momenti di crisi economica, rimarrà contenuto nel medio e lungo periodo. Le compagnie dirette, fintanto che rimarranno di nicchia, fortemente selettive e per fasce limitate di clientela, potranno praticare offerte molto concorrenziali sul prezzo; diversamente, con quote di mercato maggiore dovranno gestire le stesse problematiche tecniche e commerciali che caratterizzano le compagnie tradizionali e a quel punto non potranno prescindere dalla collaborazione con reti di intermediari.

Il presidente Ania Minucci dice che “le imprese hanno interesse a rafforzare il rapporto fiduciario con gli agenti”, aggiungendo però che “per costruire legami solidi nel tempo è necessario che ci sia condivisione sul significato del rapporto fiduciario”; Vittorio Verdone, direttore centrale auto, distribuzione e consumatori Ania, alla presentazione del rapporto annuale sull’assicurazione italiana si chiede se in futuro “esisterà ancora la figura dell’agente assicurativo, così come era considerato prima, oppure no”. Cosa c’è dietro queste affermazioni? Cosa spetta agli agenti nel futuro prossimo?

Si è riaperto un primo tavolo di confronto con Ania e Rappresentanze degli Agenti proprio per comprendere anche il significato di quelle affermazioni e confrontarci sui rispettivi punti di vista; è vero che la figura dell’agente come lo conosciamo fino ad oggi, con i 4 profili di esclusiva e con le limitazioni di operatività presenti nel vigente accordo ANA, dovrà essere superata anche con un normativo più moderno.

Secondo Unapass, come si potrà evolvere il ruolo dell’agente di assicurazione?

Sulla evoluzione del ruolo ripongo molta fiducia, perchè avverrà in un mercato, quello assicurativo, sempre più grande in termini di volumi e di dimensioni, dal momento che una parte del nuovo welfare sarà necessariamente gestito anche dall’industria assicurativa; un’agenzia “non solo auto, ma dall’auto per soddisfare tutte le altre esigenze del cliente“, con una forte caratterizzazione per i servizi offerti.

Può anticipare alcuni degli argomenti che intendete portare sul tavolo delle trattative?

Sin dalla primo incontro in agosto abbiamo posto come prioritaria la questione delle liquidazioni e delle rivalse, così come la proprietà dei dati informativi del cliente; nel prossimo incontro intendiamo argomentare le soluzioni per il loro superamento, così come quelle per il superamento degli attuali regimi con tre nuovi profili: l’agente collegato o “tied agent“, un agente pluri o mono ma certamente più autonomo, un agente indipendente.

Avete spesso parlato di unità della categoria e sottolineato come il numero dei non appartenenti ad alcuna organizzazione siano i più numerosi. Il momento che vi apprestate a vivere è pero centrale e diverso da ogni precedente; avete pensato a come coinvolgere tutta la categoria, a stimolare riflessione e partecipazione?

Rimaniamo dell’idea che all’unità della categoria non c’è alternativa… attenderemo, ma non rimaniamo fermi, chi non è ancora convinto. Abbiamo apprezzato l’attività dei Gruppi Agenti di Anapa nel ricercare in questi mesi un dibattito quanto più possibile unitario sulle questioni del cambiamento e sulla trattativa con Ania; come Unapass, con lo stesso spirito unitario, stiamo costruendo un evento per la seconda metà di ottobre.

Dobbiamo tutti insieme sforzarci di raccogliere spunti, riflessioni e suggerimenti con grande umiltà senza la presunzione di avere “la migliore delle soluzioni“. Utilizzeremo anche forme nuove di frequentazione come quelle dei social media e delle consultazioni innovative come “change.org“….. Sarà un autunno molto intenso e vivace e la nostra categoria deve acquisire la piena consapevolezza della propria qualità e della propria forza.

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One Comment;

  1. maurilio traetto said:

    In questi anni SNIASS ha cercato di proporre nuovi mandati di collaborazione, soluzione innovative e in linea con le direttive europee.
    I due sindacati, fino a qualche giorno, sono stati sordi e ciechi hanno continuato a tutelare le caste i marchi e i territori.
    Adesso parliamo che gli intermediari devono operare nella consulenza, che il mandato è obsoleto, etcc. etcc.
    nessuno invece ha il coraggio di dire che l’attività agenziale e morta, in questi anni oltre 15000 intermediari A hanno lasciato la loro posizione riciclandosi in B e E, altri hanno lanciato nuove professioni…il consulente del Cliente con parcelle da far pagare ai Clienti a risultato ottenuto, cioè, percentuale da applicarsi sul risparmio che ottiene il Cliente. Inoltre attività come quelle di perito di parte, recupero del danno in nome e per conto del proprio cliente, etcc. etc..
    Queste saranno le attività del presente e sempre più nel futuro. Invito i due sindacati SNA e Unpass a collaborare e formare i nuovi intermediari, soprattutto i neofiti i figli d’arte, che vedono i loro padri soffrire come non mai per spalmare quelle misere e poche provvigioni tra A/B ed E. Basta !!! cambiamo regime !!!! Maurilio Traetto Presidente di SNIASS

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