Congresso Sna, il rischio di smantellare il Fondo pensione

SNA HiResNella relazione conclusiva del suo primo mandato, Claudio Demozzi ha ripercorso le attività e i risultati conseguiti dall’Esecutivo nazionale uscente, rivendicando il successo della possibilità di collaborazione tra intermediari e il risultato dell’istruttoria Antitrust, che ha costretto le imprese ad assumere impegni precisi nei confronti delle reti distributive, in modo da evitare le sanzioni. Demozzi ha tenuto a sottolineare la coerenza delle azioni dell’Esecutivo con le proposte del programma elettorale risultato vincente nel 2012. Perché convocare questo Congresso straordinario?

Perché, secondo l’Esecutivo, è giunto il momento di prendere decisioni che richiedono una delibera collettiva e non possono essere demandate esclusivamente al vertice Sna: la necessità di individuare gli articoli dell’Accordo nazionale (Ana) che debbono restare oggetto della contrattazione collettiva e quelli che debbono essere demandati alla trattativa di secondo livello; la proposta dell’Ania sul Fondo pensione agenti, che secondo il vertice sindacale uscente è inaccettabile perché avrebbe come conseguenza lo smembramento del fondo e la cancellazione di ogni peculiarità solidaristica collettiva; il rinnovo del Ccnl dipendenti, rispetto al quale per il nuovo Esecutivo potrebbe vedersi affidato l’incarico di intraprendere un confronto con altre sigle sindacali nazionali, finalizzato al raggiungimento di un nuovo accordo. Desta preoccupazione il costante calo degli iscritti (circa un migliaio dal 2011 al 2013), che la gestione Demozzi non è riuscita ad arginare, imputando la diminuzione di associati a fattori negativi esterni, tra i quali spicca la nascita di Anapa. Tuttavia, l’Esecutivo afferma la certezza che – nel medio lungo periodo – “l’attività politica sindacale messa in atto dai responsabili nazionali e locali riuscirà a recuperare quell’ampio consenso che negli ultimi tempi è venuto a mancare”. Nella relazione di Demozzi non sono mancate le bordate nei confronti di chi “purtroppo è asservito ai poteri forti e mette in atto una subdola politica di persuasione occulta, che cerca di indurre quote crescenti di colleghi a sposare le tesi delle imprese, a diffondere un comune senso di abbattimento che pregiudica la capacità rivendicativa della categoria”.

Il nodo del fondo pensione. Com’era prevedibile, la questione del fondo pensione, che eroga circa 15mila prestazioni suddivise fra le varie categorie, ha occupato molto dello spazio dedicato agli interventi post-relazione. Il presidente Francesco Pavanello ha ricordato che le due proposte di riequilibrio prospettico attualmente sul piatto della bilancia sono quella inizialmente approvata dal Consiglio di amministrazione del Fondo, che consente di mantenerne le attuali caratteristiche di collettività, e quella più recente, di matrice Ania, disponibile solo a un contributo una tantum pari al 4% di quanto richiesto (circa sedici milioni di euro) e che dovrebbe passare attraverso la trasformazione del fondo in un sistema di piani individuali previdenziali. Pavanello ha esortato alla massima coesione della categoria, superando le attuali divisioni di qualsiasi tipo, e mettendo in guardia contro i rischi impliciti nell’accettazione di una proposta che smantella il fondo e di cui ha sottolineato le lacune sotto il profilo delle prestazioni erogate e della reversibilità. Domenico Fumagalli ha trattato il tema delle sanzioni Ivass a carico degli agenti (10,5 milioni di euro il dato ufficiale del 2011); uno spunto per il futuro Esecutivo Sna è quello di un intervento presso l’istituendo Oria, ai fini di una riduzione delle pesantissime penalità economiche per gli intermediari agenziali trovati inadempienti rispetto a quanto previsto dai regolamenti emanati dall’Istituto di vigilanza.

Autore: Alessandra Schofield – Iomiassicuro.it (Articolo originale)

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