Consiglieri M5S contro Assicurazioni di Roma: A rischio polizze dei mezzi Ama e Atac

Roma - Palazzo Senatorio Campidoglio (2) Imc

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(di Andrea Arzilli – Corriere della Sera Roma)

L’accusa dei consiglieri: «Adir pronta a cedere all’esterno con una gara d’appalto europea uno stock patrimoniale da 300 milioni di euro, con il rischio è che questi fondi possano essere investiti nella finanza speculativa»

È scontro tra maggioranza Cinque Stelle e Assicurazioni di Roma, e presto potrebbe esserci il passaggio in Assemblea per decifrare il piano di «finanza creativa» deciso da Adir. Perché la questione non è banale: Adir sarebbe pronta a cedere all’esterno, con una gara d’appalto europea, uno stock patrimoniale di circa 300 milioni di euro. E il rischio è che questi fondi possano essere investiti nella finanza speculativa (e «spericolata», dicono i consiglieri M5S), mettendo a rischio risorse che servono a pagare gli indennizzi di soggetti o veicoli assicurati con la compagnia (dai mezzi di Atac e Ama ai dirigenti comunali).

La denuncia arriva direttamente dai consiglieri Cinque Stelle. «Ho effettuato una valutazione del bilancio 2014 di Adir e mi sono resa conto che nello stato patrimoniale c’erano 300 milioni di euro investiti, il 60% in titoli di stato e 40% in altri titoli. Nulla da eccepire — spiega la consigliera Monica Montella fino a quando, durante l’ultima seduta della commissione Trasparenza, sono riuscita a farmi dire dal presidente di Adir che si sta preparando una gara d’appalto europea per gestire questo capitale, con costi aggiuntivi che si aggirano sui 300mila euro l’anno». Due questioni: ci sono l’esternalizzazione della gestione e i costi aggiuntivi, ma soprattutto un fattore rischio tutto da valutare.

«Chi ci dà la garanzia che questo pacchetto sia tutelato da una finanza speculativa? — si chiede Montella —. Sono soldi dei romani, per garantire gli indennizzi agli assicurati e così non ne avresti più il controllo. Sarebbe forse più opportuno prevedere che questi fondi vengano utilizzati per un investimento nell’economia reale, nel territorio, o affidati per esempio a una banca etica. Mentre se escono fuori dal nostro Paese possono essere gestiti in maniera speculativa». Ma, se così, con qualche rischio per le casse (provate) del sistema comunale, e proprio in un momento di «spending review» globale.

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