Consulenti finanziari in cerca di un Albo e di un “nome”

Promotori finanziari - Studio associato Imc

Promotori finanziari - Studio associato Imc

(di Gianfranco Ursino – Plus24)

Bufi (Anasf) accoglie con favore le novità e richiama l’apertura della professione agli assicuratori

«Chi siamo? Consulenti finanziari in regime di esenzione, consulenti finanziari autonomi o quant’altro. Alla fine anche i nostri clienti che in questi anni ci conoscono come consulenti finanziari indipendenti molto probabilmente ci confonderanno con i Consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, ovvero gli ex promotori finanziari. Un groviglio di nomi che stravolge la nostra attuale denominazione, nascondendo agli occhi dei risparmiatori la vera natura dei due soggetti». È questo lo sfogo di Cesare Armellini, presidente Nafop, all’indomani dell’ennesimo cambio di nome della categoria dei consulenti fee only decisa negli ultimi giorni nei vari passaggi parlamentari delle norme che dovrebbero dar vita al loro Albo. «Tutto questo – prosegue Armellini – solo per togliere l’aggettivo “indipendente” a coloro che sono in possesso del requisito di indipendenza soggettiva previsto fin dagli albori dall’articolo 5 del Dm 206/2008».

I consulenti finanziari fee only, pagati a parcella dai clienti come qualunque professionista non si rassegnano e continuano quindi a chiedere che venga mantenuta la loro denominazione originale. «Abbiamo sempre sostenuto che il termine indipendente – replica Maurizio Bufi, presidente Anasf non è riconducibile solo ad alcuni soggetti, ma si riferisce alla prestazione del servizio, appunto “su base indipendente” o “su base non indipendente” come recita espressamente la Mifid2. Si tratterebbe quindi di una modalità fuorviante, impropria e persino sbagliata, in quanto già oggi il promotore finanziario, domani ridenominato “consulente finanziario, abilitato all’offerta fuori sede” può prestare il servizio di consulenza su base indipendente per conto dell’intermediario per cui opera, a sua volta autorizzato a fornire tale prestazione, oggetto di riserva legislativa». Bufi commenta anche le proposte di modifica della denominazione dei consulenti finanziari “fee only”: «La prima definizione “in regime d’esenzione” è coerente con la Mifid: si parla di esenzione perché i fee-only e le società di consulenza finanziaria (Scf) non sono imprese d’investimento e/o intermediari, eppure la Mifid accorda loro la possibilità di prestare il servizio di consulenza. Tale esenzione era già riportata dalla Mifid1 del 2004 e permise di introdurre i consulenti fee-only e le Scf in Italia. Che poi la definizione possa piacere o meno è un altro discorso, si può trovare anche una qualificazione diversa, ma non certo utilizzare – per i motivi su esposti e altri ancora – il termine indipendenti. In realtà, la soluzione più lineare sarebbe stata quella che da sempre ha proposto Anasf e cioè di cambiare solo la nostra definizione da promotori a consulenti e lasciare quella degli altri operatori così come già definita negli articoli 18-bis e 18-ter del Tuf all’interno del progetto di riorganizzazione dell’attività di consulenza. Infatti, si parla di un unico Organismo dei consulenti finanziari, poi diviso in sezioni a seconda del modello distributivo adottato».

Il rappresentante dei promotori finanziari, invece, non esprime contrarietà all’accesso facilitato degli agenti assicurativi all’Albo dei consulenti abilitati all’offerta fuori sede. «La recente proposta dell’onorevole Sottanelli – afferma Bufi – è volta a una semplificazione della modalità d’esame che l’agente assicurativo deve comunque sostenere se desidera diventare promotore finanziario, perché si tratta di un’attività che va oltre l’ambito prettamente assicurativo, quello finanziario appunto, anche perché le compagnie d’assicurazione non sono abilitate all’offerta fuori sede come le banche, le Sim e le Sgr».

Tutti coloro che sono iscritti all’Albo dovranno rispettare la normativa di settore, nonché essere sottoposti alla medesima vigilanza. E lo stesso vale per i promotori iscritti al Rui. Per Bufi «questo è un discorso di diversa natura, perchè riguarda i promotori finanziari che collocano ai risparmiatori prodotti assicurativi per conto della loro società preponente e per i quali è necessaria la sola iscrizione alla sezione E del Rui. Quindi stiamo parlando di una tempesta in un bicchiere d’acqua».

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