Contro la carica dei pirati informatici il paracadute aziendale resta piccolo

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(di Roberto E. Bagnoli – Corriere Economia)

Verso nuove formule assicurative per proteggersi

Sottrazione di dati sensibili, attacchi da parte di hacker sino alle vere e proprie truffe online: i rischi informatici, o cyber risks, sono sempre più diffusi e temuti. E sempre più spesso non colpiscono più solo medie e grandi aziende, come avveniva in passato, ma anche quelle più piccole e perfino gli studi professionali. La crescente esposizione, però, non si accompagna a un corrispondente incremento nella diffusione delle coperture assicurative contro questi rischi.

«Tutte le analisi evidenziano, su scala globale, il cospicuo aggravio delle conseguenze degli attacchi informatici, in termini di frequenza e gravità — sottolinea Davide Gilli, direttore commerciale di XL Catlin in Italia, filiale di un gruppo assicurativo globale che opera in tutto il mondo ed è specializzato nel settore aziende — e la richiesta di coperture assicurative è aumentata in modo esponenziale. Nel nostro paese, però, a questo non ha corrisposto un incremento nella diffusione delle polizze contro i rischi informatici. Il budget stanziato dalle aziende italiane per queste coperture sembra per ora modesto e residuale: spesso l’effettivo acquisto avviene solo in caso di risparmio su altre polizze tradizionali».

Da cosa deriva questa disparità fra il rischio percepito e la scarsa propensione a trasferirlo al mercato assicurativo? «In primo luogo – risponde Gilli – come per ogni pericolo emergente, a fronte della chiara percezione della sua esistenza, soprattutto nelle culture latine vi sono scetticismo e incredulità, e quest’approccio è forte in un ambito come il Cyber, dove il rischio non è tangibile. Questa reticenza, inoltre, è accentuata dall’assenza in Italia di una chiara e diffusa normativa in materia. Escludendo il settore delle telecomunicazioni, per le aziende non esiste alcun obbligo di comunicare un attacco informatico ai propri clienti: questi ultimi, quindi, sono ignari del fatto che i propri dati possano essere stati sottratti da hacker anonimi». La strada sembra comunque segnata. «È inevitabile che, a fronte del trend di crescita del rischio, continui ad aumentare l’interesse per la copertura – sostiene Gilli – e si assisterà a un’evoluzione: accanto alla responsabilità civile, che rimborsa i danni procurati a terzi, le polizze copriranno sempre più anche i danni subìti dalla stessa azienda, per esempio quelli provocati dall’eventuale interruzione del servizio. Da parte nostra, siamo pronti rispetto a quest’evoluzione: utilizziamo un processo di sottoscrizione che permette ai nostri clienti di ottenere polizze ottimizzate alle reali esposizioni, evidenziando il reale profilo di rischio cui sono sottoposti».

Nel settore dei rischi aziendali, un altro tema che assume sempre maggiore importanza è quello dei programmi assicurativi internazionali. «Quando una società cresce oltre i confini nazionali investendo in nuove aree geografiche, un approccio decentralizzato diventa sempre più difficile da gestire e spesso non conveniente – spiega Gilli – utilizzando un assicuratore globale si conseguono importanti vantaggi: copertura omogenea dei rischi in tutti i paesi, ottimizzazione della spesa, compliance con tasse e regolamenti locali, monitoraggio centralizzato dei sinistri ed efficienza nella loro gestione». Quando si parla di programmi assicurativi internazionali, quest’ultimo aspetto viene spesso trascurato. «Si tratta invece di elemento cruciale – sottolinea Gilli – in un’economia globale, la gestione dei sinistri richiede competenze sofisticate e la disponibilità di strumenti tecnologici all’avanguardia. Le diversità linguistiche, culturali, legislative e di pratiche di mercato devono essere affrontate con una gestione che sia in grado di assicurare la compliance legale e fiscale a ogni livello». Il gruppo XL Catlin opera in oltre duecento paesi sottoscrivendo oltre tremila programmi assicurativi globali, nel 75% dei quali ha il ruolo di leader; è fra i primi tre assicuratori dei rischi aerospaziali e fra i primi cinque per quelli politici.

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