CONVEGNO GALBUSERA: QUALE IMPATTO DALL’ARRIVO DI IMD2

Fondazione Severo Galbusera

Fondazione Severo GalbuseraSi è svolto venerdì pomeriggio presso l’auditorium Bisoffi della sede di Cattolica assicurazioni il terzo convegno della Fondazione Severo Galbusera dal titolo Novità nell’intermediazione assicurativa; progetto europeo IMD2 e mercato italiano.

Dopo i saluti di rito portati dal presidente Paolo Capogrossi, il prof. Giulio Ponzanelli ha introdotto il tema, sottolineando come la revisione della direttiva 92/02 intervenga dopo solo dieci anni dalla sua promulgazione.  Tale fatto costituisce un elemento di diversità rispetto alla modalità legislativa cui siamo abituati e che normalmente tende a produrre norme che valgono per lungo tempo. Il criterio ispiratore di questa accelerazione è costituito dalla “consumer protection“, alla luce delle crisi economica e finanziaria in corso in Europa.

Si possono così individuare, all’interno della proposta di revisione della Direttiva, profili privatistici, profili pubblicistici e 4 punti centrali così riassumibili:

  • Nuova definizione del perimetro dell’attività di intermediazione che, seguendo esigenze che privilegiano la certezza, spariglia tutte le qualifiche soggettive;
  • Attenzione rivolta alla ridefinizione della remunerazione dell’intermediario ed alla trasparenza, secondo i criteri di “full disclosure” e “on request“;
  • Riferimento ai requisiti professionali, sottolineando competenza, professionalità ed aggiornamento;
  • Necessità definitoria della terzietà dell’intermediario, con particolare riferimento alla consulenza, all’imparzialità ed al conflitto di interessi.

Il prof. De Strobl ha poi  proposto un breve excursus sulle differenze genealogiche tra la mediazione e l’intermediazione, stimolando la riflessione della platea su come la disciplina tra le due professioni sia affine fin dalle sue origini e come forse esse appartengano, seppur diverse, allo stesso filone, così da poterne parlare in termini di  intermediazione propria ed impropria.

Guardando il fenomeno dell’intermediazione in senso globale, ha poi concluso, il brokeraggio nasce come consulenza del cliente ma si trasforma anche in mediazione a favore della Compagnia. Con questa variazione dell’attività del broker, nasce il timore per il conflitto di interessi inteso come l’ipotesi di commistione dei ruoli, nei quali il mediatore venga ad acquisire un personale interesse.

La prof.ssa Volpe Putzolu si è poi chiesta in modo critico perché si parli di IMD2, segnalando in cosa essa modifichi veramente la prima direttiva. Forse la finalità è quella di armonizzare il mercato ed il contratto di assicurazione. Informazione del contraente, tutela del consumatore, trasparenza sulla remunerazione e conflitto di interessi sono principi i cui testi della proposta di modifica andrebbero profondamente rivisti, anche perché la commissione può emettere atti delegati, che sono in realtà regolamenti, immediatamente applicabili negli stati membri senza necessità di un legge di recepimento.

E’ poi previsto un continuo intervento dell’EIOPA (l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali), che monitorerà tutte le attività degli stati e ne porterà conoscenza alla commissione, costituendo un vero e proprio pressing della commissione nei confronti degli stati membri.

Sotto il profilo normativo, la IMD1 non si applicava ai clienti che costituivano i cd. “grandi rischi” e alle imprese di assicurazione nella loro attività di collocamento; ora IMD 2 si applicherà alle imprese quando intermediano direttamente ma non ai clienti professionali. Nella realtà italiana, i Regolamenti ISVAP 5 e 35 avevano gia applicato molti degli istituti della IMD2, quindi, tranne per ciò che riguarda il compenso, Isvap avrebbe anticipato IMD2.

L’avv. Bignotti ha ripreso quest’ultimo argomento, dicendo la direttiva introduce l’obbligo di informazione sulla remunerazione, ma già l’Art. 131 del Codice delle Assicurazioni – come modificato dalla Legge Bersani – ha introdotto il principio per la Rc auto, ed analoga misura ha introdotto l’ Isvap con il Regolamento 35 per le polizze connesse con mutui. La trasparenza  dei costi si è rivelata, però, quasi sostanzialmente inefficace; in sostanza la comunicazione obbligatoria non comporta benefici.

L’esperienza  italiana non è stata tenuta in gran conto dall’indagine della commissione in 14 paesi e dimostra che il Mercato Unico è tutt’altro che integrato.

In Europa sta acquisendo sempre più importanza l’onorario quale forma di remunerazione non compresa nel premio; in Finlandia e Danimarca, ad esempio, l’intermediario percepisce direttamente dal cliente un onorario per le proprie prestazioni. Nel Regno Unito, nei rami diversi dal vita, tale onorario non si sostituisce alla provvigione pagata dall’impresa, ma vi si aggiunge perché una serie di servizi viene fatta pagare a parte dall intermediario. Esistono poi le “contingent commissions“, che sono compensi condizionati al raggiungimento di obiettivi di sviluppo o parametrati a diversi profili di rendimento.

In Italia, quest’ultimo tipo di remunerazione è vietata ai broker, e sia l’Ivass sia il Consiglio di Stato, sancendo il principio di imparzialità, hanno riconosciuto il divieto per il broker di essere in qualsiasi modo cointeressato. Il giudice Luberti – magistrato della Corte dei Conti – si è poi soffermato sugli aspetti più strettamente pubblicisti, sottolineando la finalità della Direttiva, che intende instaurare un principio di vigilanza europea sui mercati finanziari e disciplinare le attività regolamentari degli stati membri nell’espletamento di un’attività sovranazionale rigida.

Nella seconda parte una vivace discussione moderata da Fausto Panzeri, ha visto protagonisti Vittorio Verdone di ANIA, Paolo Iurasek di Unapass, Luigi Viganotti di Acb, Andrea Scagliarini di Aiba, Jean Francois Mossino di Bipar, Roberto Soldati di Sna, Vincenzo Cirasola di Anapa e Filippo Gariglio di Uea.

Gli atti del convegno saranno pubblicati, come di consueto, per i tipi della editrice Giuffrè.

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