Così i prodotti assicurativi entrano nei portafogli «Private»

Private Insurance - Asset Management (2) Imc

Private Insurance - Asset Management (2) Imc(di Francesco Gran – Il Giornale, Focus Private Banking)

Dal 6,8% al 16,6% la crescita in 10 anni

Negli ultimi anni si è assistito a un aumento del peso dei prodotti assicurativi nei portafogli private italiani. In base ai più recenti dati di AIPB (Associazione italiana private banking), la quota di polizze e assicurazioni nel mercato italiano Private è passata dal 6,8% del 2007 al 16,6% del 2016. Negli ultimi tre anni è cresciuta dal 9,3% del 2013 al 16,6%, confermando un’accelerazione nella preferenza di questa tipologia di investimenti (private insurance) da parte della clientela più abbiente. Il private insurance propone prodotti assicurativi su misura.

«Il target di clientela necessita di uno strumento adatto per i passaggi generazionali, la pianificazione patrimoniale, il trasferimento della ricchezza, con particolare attenzione alla gestione finanziaria degli asset, in ogni scenario di mercato», fa sapere Monica Di Luccio, responsabile marketing di Intesa Sanpaolo Private Banking, la cui gamma completa di prodotti di investimento è declinata su soluzioni mirate sulle specifiche esigenze di ogni cliente, nel rispetto del profilo di rischio e le soluzioni assicurative, realizzate con partner d’eccellenza, quali compagnie assicurative e broker nazionali ed internazionali, sono particolarmente attente ai clienti High Net Worth Individual.

Ma quali sono, nello specifico, le polizze utilizzate di più nell’ambito del private insurance? A fine 2016, erano le polizze vita del ramo III con il 49,5% del totale. Si tratta di assicurazioni le cui prestazioni principali sono direttamente collegate al valore di quote fondi comuni di investimento, di comparti di Sicav o di fondi interni, come le polizze unit linked e quelle index linked. Contratti che consentono di allestire gestioni patrimoniali che sono però più efficienti dal punto di vista fiscale per il sottoscrittore. Molto gettonate pure le polizze vita ramo I (31,2% del totale), le assicurazioni sulla durata della vita umana legate alle gestioni separate.

Queste ultime sono gestioni il cui patrimonio è separato da quello della banca: nel caso di fallimento dell’istituto i clienti mantengono la piena proprietà del 100% del valore sottostante.

Inoltre, le gestioni separate sono investite quasi totalmente in titoli di Stato e obbligazioni di alta qualità, e il loro rendimento viene certificato ogni anno da una società esterna specializzata: il rendimento certificato è attribuito al possessore della polizza sottoscritta e non può più essere intaccato negli anni successivi.

È interessante notare, però, come la percentuale di private insurance sul portafoglio totale del cliente Private sia differente a seconda della tipologia di banca. Infatti, mentre nella banche specializzate (gli operatori focalizzati principalmente su servizi d’investimento diversi da quelli bancari generalisti) tale percentuale si attesta al 7,3%, nelle banche estere sale al 12,6%, nelle business unit (istituti che hanno sviluppato il servizio Private all’interno di banche commerciali) è al 14,3% e, nelle banche universali grandi (con patrimoni in gestione superiori a 20 miliardi) sfiora il 20% (19,7%).

Una delle ragioni di questa divergenza è che nelle banche universali grandi del private banking, i prodotti del private insurance sono considerato lo strumento più adatto per la trasmissione patrimoniale e generazionale, coerenti soprattutto con il profilo della clientela HNWI, in quanto specializzati in tema di pianificazione fiscale e successoria. I principali vantaggi fiscali sono: l’esenzione delle imposte di successione in caso di decesso, il differimento del momento della tassazione e la flessibilità nella nomina dei beneficiari. Un ulteriore vantaggio deriva dall’elevata personalizzazione e dalla qualità dell’offerta a costi competitivi, flessibili e contenuti, in rapporto ai vantaggi offerti. In quest’ottica, AIPB ha promosso un’indagine ad hoc (GFK per AIPB, Indagine sulla clientela Private in Italia 2016) nella quale ha posto alcune domande ai clienti Private al fine di conoscere, in relazione al proprio nucleo familiare, a quali di rischi si sentisse maggiormente esposti. Le principali risposte hanno riguardato la necessità di dover sostenere importanti spese a seguito di malattia o infortunio (73%) e subire danni a specifici beni del patrimonio familiare (67%).

Related posts

Top