Cronache dal convegno “La mediazione nella responsabilità medica e nel volontariato” (Milano, 3 maggio)

Medici - Sanità - Stetoscopio Imc

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Insurance Skills Jam – Il Convivio Assicurativo è stato fra i patrocinatori del Convegno La mediazione nella responsabilità medica e nel volontariato, organizzato da DPL Mediazione & C. e A.V.O. (Associazione Volontari Ospedalieri) che si è tenuto settimana scorsa a Milano.

Nell’occasione, circa 200 fra medici, avvocati, mediatori e rappresentanti del mondo assicurativo si sono confrontati sulla Legge Gelli – Bianco (n.24/2017), entrata in vigore a marzo ma per la quale si è ancora in attesa dei decreti attuativi che andranno a definire e completare la norma primaria per garantirle piena efficacia.

Fra le novità più rilevanti introdotte dalla Legge, spiegano da Insurance Skills Jam, l’estensione dell’obbligo assicurativo (“o di altre analoghe misure”) da parte delle aziende sanitarie sia pubbliche sia private per le conseguenze di eventuali errori commessi nell’esercizio dell’attività assistenziale e clinica. Obbligo assicurativo che riguarda anche le prestazioni svolte in regime di libera professione intramuraria o in regime di convenzione con il servizio sanitario nazionale o attraverso la telemedicina. In precedenza, con la legge n. 148 del 2011, era già stato definito per i professionisti sanitari l’obbligo di sottoscrivere coperture assicurative. Le strutture sanitarie assumono quindi ora nuove e maggiori responsabilità, divenendo il soggetto primario al quale i pazienti potranno rivolgersi in caso ritengano di aver subito un danno. Quanto indicato comporterà l’implementazione misure di risk management nell’ambito del servizio erogato.

Fra gli interventi, il Convivio segnala quello di Umberto Genovese, Professore Associato in Medicina Legale, Coordinatore del Laboratorio di Responsabilità Sanitaria presso Università degli Studi di Milano e membro del Comitato tecnico scientifico di Insurance Skills Jam, che non ha mancato di esternare alcune perplessità in merito ad alcuni “limiti espressivi” nel testo di legge ed aree tutt’ora meritevoli di un adeguato e auspicato chiarimento in sede di decreto attuativo.

Fra queste l’obbligo sicuramente il ricorso ad “altre analoghe misure” alternative alla stipula di una polizza così come anche l’obbligo – in un contesto di trasparenza – per le strutture sanitarie di pubblicare sul proprio sito internet i danni relativi a tutti i risarcimenti erogati nell’ultimo quinquennio, verificati nell’ambito dell’esercizio della funzione di monitoraggio, prevenzione e gestione del rischio sanitario. Per non parlare dell’introduzione del diritto di rivalsa da parte dell’impresa di assicurazione verso l’assicurato nel rispetto dei requisiti minimi inderogabili che verranno stabiliti dal decreto attuativo che potrebbe minare la finalità della norma volta a ricostruire una nuova alleanza tra medico e paziente e contenere gli eccessi del ricorso alla c.d. medicina difensiva.

Altre perplessità derivano dai non meglio chiariti criteri di determinazione “della adeguatezza e comprovata competenza nell’ambito della conciliazione ,acquisite anche mediante specifici percorsi formativi in merito” da parte dei c.t.u. nominati nei giudizi civili e di perito nei giudizi penali in materia di responsabilità medica medico specialista in medicina legale e/o più specialisti nella disciplina che abbiano specifica e pratica conoscenza di quanto oggetto del procedimento e non si trovino in posizione di conflitto di interessi nel procedimento stesso o in altri connessi.

Non ultime, per gli operatori del comparto, l’evidente contraddizione derivante dalla c.d. “Clausola di invarianza finanziaria” in base alla quale le amministrazioni interessate dovrebbero provvedere all’attuazione delle disposizioni di cui alla nuova normativa in termini di prevenzione e sicurezza nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Nel corso dell’incontro, Francesco Colombo e Nadia Bordoni (rispettivamente presidente e vicepresidente di A.V.O.) hanno inoltre evidenziato il valore aggiunto ma anche i limiti operativi della figura del volontario ospedaliero, così prezioso nelle attività di supporto del personale medico e paramedico ma la cui attività deve rimanere complementare senza mai sostituirsi nei compiti funzionalmente già previsti in ambito sanitario.

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