Cronache dal workshop Hermeneut sulla sicurezza cyber (Milano, 5 marzo)

Protezione (Foto rawpixel.com) Imc

Protezione (Foto rawpixel.com) Imc

Dopo il grande interesse raccolto dal primo seminario del 2018, si è svolto ieri a Milano l’incontro Insurance in Cyber-security, il secondo workshop del progetto sulla sicurezza cyber realizzato da Hermeneut con il patrocinio di ANRA, (Associazione nazionale dei risk manager e responsabili assicurazioni aziendali) ed elaborato nell’ambito del programma di ricerca applicata dell’Unione Europea Horizon 2020, in collaborazione, tra gli altri, con il Politecnico di Milano.

Presso la sede del Cefriel, ricercatori, professionisti, broker e assicuratori si sono riuniti per approfondire diversi aspetti del rischio cyber, articolati in workshop e affrontati in tre corner tematici: Risk Assessment, Wording & Pricing e Claims & Risk Conduction.

Nella sessione Risk Assessment, tra gli altri, erano presenti Marco Vivian di Generali e Michele Lavaggi di AIG che hanno offerto spiegazioni del processo necessario per portare ad una corretta analisi dei rischi cyber.

Nella sessione Wording, in particolare, Rossella Bollini di Beazley ha offerto una panoramica delle problematiche che affrontano le compagnie per la redazione dei testi e per un corretto pricing di tali prodotti. Nella sessione Claims & Risk Conduction, Alexander Szanto di BIGS, ha esposto i rischi cyber ed il relativo costo, mentre Helen Nuttall di Beazley ha affrontato l’importanza del Data Breach Management, così importante da attivare nell’immediatezza di un attacco cyber.

Luca Save di Deep Blue ha invece sottolineato l’importanza di intervenire tempestivamente anche sotto il profilo della comunicazione del data breach, al fine di mitigare i danni arrecati ai diretti interessati. Infine, l’Avv. Giorgio Grasso, senior Partner di BTG Legal e Global Leader del Cyber Team di Global Insurance Law Connect, uno dei maggiori esperti italiani di coperture assicurative cyber (nonché apprezzato docente ospite delle sessioni di aggiornamento formativo per gli intermediari assicurativi curate da Intermedia Channel), ha esposto le azioni risarcitorie che potranno nascere da un data breach, esponendo il reale problema – ad esempio – della quantificazione del danno psicologico e da stress.

Il seminario ha rappresentato l’occasione per condividere modelli, metodologie e strumenti per la valutazione del rischio per la sicurezza informatica sviluppate dal programma Hermeneut, in un momento di confronto aperto con i partecipanti.

“Ancora oggi, nonostante la diffusa interconnessione nelle aziende permangono criticità basilari – ha commentato l’Avv. Grasso, da noi raggiunto a margine del seminario –. La maggior parte delle aziende italiane, non solo non ha acquistato una copertura cyber, ma neanche si è premurata di effettuare un vero e concreto procedimento di risk assessment per limitare il rischio potenziale di tale settore, omettendo di agire, tanto sotto il profilo IT che quello normativo o di training dei dipendenti. Il trasferimento del rischio alle compagnie non può essere la soluzione di tutti i mali, deve essere semplicemente l’ultimo tassello di una profonda attività di risk management preventivo”.

Intermedia Channel

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