Cronache dalla prima Assemblea AssoFintech – Milano, 5 aprile

AssoFintech

AssoFintechPrima Assemblea dell’associazione che riunisce i rappresentanti dell’ecosistema italiano dei settori fintech e insurtech. Presentati obiettivi e piano dei lavori

Si è tenuta lo scorso 5 aprile a Milano l’Assemblea che ha approvato il primo bilancio annuale di AssoFintech, l’associazione che riunisce e rappresenta persone e aziende che lavorano nei settori fintech e insurtech in Italia. Fondata alla fine del 2017 da un gruppo di professionisti attivi nei due settori, AssoFintech oggi conta oltre 100 associati tra rappresentanti di startup, di realtà bancarie, assicurative e infrastrutturali e del mondo accademico.

L’Assemblea è stata anche l’occasione per presentare agli associati e al pubblico gli obiettivi e i temi di lavoro dell’associazione, ma anche per discutere con gli addetti ai lavori e con le autorità degli argomenti più caldi per il settore.

A presentare le prossime attività di AssoFintech sono stati il presidente Fabio Brambilla, il segretario generale Fabio Allegreni e il responsabile degli accordi internazionali Cristiano Motto. Brambilla, in particolare, ha spiegato che AssoFintech “è un think tank dedicato alle tematiche fintech che verranno selezionate dagli associati come le più rilevanti da un punto di vista tattico (urgenze da risolvere) e strategico (temi di lungo periodo che non hanno ancora toccato il mercato italiano, ma che rappresentano priorità da monitorare)”.

Il tutto avverrà “nel quadro di un dialogo su base continuativa con le autorità di vigilanza e le istituzioni, anche con l’obiettivo di promuovere la conoscenza tra i consumatori finali italiani, attraverso momenti comuni di divulgazione”. Motto ha invece annunciato che l’Associazione si sta già confrontando a livello internazionale con altre associazioni fintech di riferimento, tra le quali Swiss Finance + Technology Association (SFTA) e Asociación Española de FinTech & InsurTech.

A guidare le attività di ricerca di Assofintech sarà il Comitato scientifico, presieduto dall’avvocato Alessandro M. Lerro (che è anche presidente dell’Associazione italiana piattaforme equity crowdfunding, a sua volta associata ad Assofintech) e composto da Sebastiano Barbanti (deputato della precedente legislatura, che ha avuto un ruolo attivo nel promuovere la costituzione del Comitato di coordinamento per il fintech presso il Ministero dell’economia e delle finanze), Giancarlo Giudici (School of Management del Politecnico di Milano, responsabile tra l’altro dell’Osservatorio Crowdinvesting), Paolo Giudici (Università di Pavia, coordinatore del laboratorio di Financial Data Science), Cristiana Schena (Economia degli Intermediari Finanziari all’Università degli Studi dell’Insubria, coautrice del primo volume della collana sul fintech promossa da CONSOB), Carlo Arlotta (Università degli Studi dell’Insubria, coautore del primo volume della collana sul fintech promossa da CONSOB) e Gianluigi Ciacci (Informatica Giuridica, Diritto Civile dell’Informatica e Legal Aspects of I.T. alla LUISS Roma).

Il Comitato scientifico ha già individuato i primi tre temi di ricerca che saranno affrontati da altrettanti tavoli di lavoro. Un tavolo sarà dedicato a blockchain e criptovalute, coordinato da Lerro. Un secondo tavolo sarà dedicato alla digital identity e coordinato da Nicolò Romani (Sia). Il terzo tavolo si concentrerà invece su rischi e opportunità della PSD2 (la nuova direttiva europea sui servizi di pagamento) e sarà presieduto da Stefano Andreani (Opentech).

La mattinata di lavori si è chiusa con una tavola rotonda, alla quale ha partecipato, tra gli altri, Domenico Gammaldi (Dipartimento Mercati e sistemi di pagamento di Banca d’Italia), che ha commentato i risultati di un sondaggio condotto nei mesi scorsi dall’Autorità di vigilanza tra i principali gruppi bancari, nel quale si osserva che a oggi sono stati investiti solo 135 milioni di Euro in progetti fintech e che il rischio di non cogliere questo trend è quello di lasciare spazio alle big tech. Banca d’Italia l’anno scorso ha intanto fatto due passi importanti sul tema fintech. Da un lato con un regolamento ha riconosciuto per la prima volta l’esistenza del social lending e dall’altro ha aperto il canale fintech. Gammaldi ha poi spiegato qual è l’approccio al fintech delle banche italiane, anche tenuto conto del rischio/opportunità offerto dall’entrata in vigore della direttiva PSD2.

Di questo argomento ha parlato anche Maurizio Pimpinella, presidente dell’Associazione Prestatori Servizi di Pagamento, con la quale AssoFintech ha di recente siglato un accordo di collaborazione. Dal suo punto di osservazione Pimpinella ha commentato su quanto in Italia la PSD2 stia incentivando la costituzione di nuovi operatori specializzati in assemblaggio di informazioni dai conti correnti e di nuovi operatori in grado di gestite pagamenti elettronici, addebitando direttamente i conti. Pimpinella ha però in primo luogo tenuto a precisare che in tema di istituti di pagamento ci sono differenze importanti di adempimenti tra il diritto italiano e altri paesi europei, tanto che ne va di mezzo la competitività degli operatori italiani.

Paolo Giudici ha quindi spiegato come l’analisi dei Big Data possa essere utilizzata nel mondo della finanza e in particolare come dai big data si possa arrivare a tracciare il rischio di credito di un soggetto che chiede prestiti su una piattaforma di P2P lending.

A rappresentare il settore bancario c’era infine Demetrio Migliorati, innovation manager di Mediolanum, che ha spiegato che cosa vuol dire innovazione in tempo di fintech per una banca italiana, quanto questa cerchi ispirazione e collabori con le startup e quanto invece investa in sviluppo di soluzioni interne, delineando infine quali aspetti operativi si stiano trasformando maggiormente grazie alle soluzioni fintech.

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