Cybersecurity individuale, un mercato assicurativo potenziale da 3 miliardi di dollari

Sicurezza informatica - Cybersecurity (Immagine Pixabay) Imc

Sicurezza informatica - Cybersecurity (Immagine Pixabay) Imc

Secondo quanto rilevato dal gruppo riassicurativo Swiss Re, il mercato mondiale contro i danni digitali potrebbe arrivare a valere 10 miliardi di dollari entro il 2020. E il segmento delle polizze individuali sulla cyber security è destinato a crescere sempre più di importanza, arrivando a valere oltre tre miliardi di dollari entro il 2025

Il mercato mondiale assicurativo contro i danni digitali vale oggi 4,5 miliardi di dollari ed è probabile che arrivi a 10 miliardi entro il 2020. Secondo il gruppo riassicurativo Swiss Re, il solo segmento delle polizze individuali sulla cyber security potrebbe arrivare a valere più di 3 miliardi di dollari entro il 2025. Tanto è vero che già oggi quasi due persone su tre sono disponibili ad assicurarsi contro i danni digitali.

Ogni aspetto del nostro quotidiano, hanno spiegato dal Gruppo, è sempre più legato al digitale e per quanto questo faciliti la nostra vita ci espone anche a rischi informatici di ogni tipo. Gli attacchi informatici nel mondo oggi pesano per 600 milioni di dollari ogni anno, ma la cifra è inevitabilmente destinata a salire. Anche perché i privati saranno sempre più colpiti. Secondo una rielaborazione dei dati da parte di Swiss Re, nel 2017 si sono verificati 978 milioni di attacchi informatici a singoli individui in venti diversi Paesi del mondo, sono stati rubati 172 miliardi di dollari (in media 142 dollari a testa), il 60% dei teenagers è stato vittima di fenomeni di cyberbullismo, mentre nel 2016 si sono registrati 1,1 miliardi di furti di identità digitali.

Un sondaggio effettuato dal gruppo riassicurativo elvetico ha inoltre dimostrato come più di quattro persone su cinque (81%) abbiano timore di accesso illecito ai loro dati finanziari, tre su quattro temano per la loro identità digitale (75%), mentre il 69% ha paura di perdere dati a causa di problemi tecnici e il 59% è preoccupato che i propri dati possano essere pubblicati in rete. Tra i privati, il 60% si è dichiarato disponibile ad assicurarsi contro i danni da attacchi informatici, il 63% la vorrebbe aggiungere ad una polizza esistente e il restante 37% la vorrebbe creare ex-novo. Curiosamente, due donne su tre e solo la metà degli uomini.

In particolare, quasi un intervistato su due vorrebbe che nelle polizze assicurative contro i danni da cyber crime fossero messi a disposizione servizi di alert automatico in caso di pericolo, assistenza legale 24 ore su 24, un “training” generale sulla cyber security e un analisi sul proprio livello di rischio, mentre il 61% vorrebbe avere sempre a disposizione un servizio di assistenza tecnica non-stop. Quattro persone su cinque sarebbero pronte ad acquistare la polizza online, mentre solo il 20% vorrebbe farlo attraverso un incontro personale con un intermediario / consulente.

Swiss Re ha elaborato anche una serie di coperture per i vari tipi di attacco: phishing, frodi finanziarie, furti di identità digitale, cyberbullismo, estorsioni e ricatti, come per eliminare i virus dai sistemi salvando i dati. Dopotutto, spiegano infine dal Gruppo, anche i singoli individui possono essere coinvolti anche se non attaccati direttamente. È accaduto quando il database di Yahoo! è finito sotto attacco, quando il sistema di prenotazione di Starwood Hotel (appartenente a Marriot International) è stato oggetto di furto di informazioni riguardanti 500 milioni di persone e nel 2017, quando i dati biometrici di un miliardo di persone sono stati rubati da Aadhaar (il più grande sistema mondiale di riconoscimento basato sulla biometria, che identifica in modo univoco ogni cittadino indiano) per poi essere venduti online.

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