CyberSecurity360 Summit: Rischio cyber in aumento, ma le PMI italiane sono sottotutelate

Sicurezza informatica - Cybersecurity (Immagine Pixabay) Imc

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Secondo Gabriele Faggioli, CEO di P4I-Partners4Innovation, presidente del Clusit e responsabile scientifico dell’Osservatorio Information Security & Privacy del Politecnico di Milano, che ha aperto i lavori del Summit, dai controlli del Garante della Privacy all’adeguamento al GDPR proviene però una nuova spinta alla sicurezza

Con una media di oltre quattro episodi gravi ogni giorno, 1.552 casi rilevati dal Clusit nel 2018, +38% rispetto all’anno precedente, gli attacchi informatici sono sempre più numerosi e devastanti. Ma le aziende italiane – e soprattutto le PMI – sono ancora in larga parte impreparate a difendersi: il mercato italiano delle soluzioni di Information Security & Privacy, seppur in crescita del 9%, vale solo 1,19 miliardi di euro nel 2018, con investimenti principalmente concentrati sull’adeguamento al GDPR o su componenti di sicurezza tradizionali, fortemente sbilanciato sulle grandi imprese, che rappresentano il 75% della spesa.

“Di fronte a minacce crescenti e sempre più gravi, i cui casi più eclatanti sono ormai protagonisti delle cronache, una fetta importante delle imprese italiane è ancora gravemente non protetta: quasi una su cinque non ha un piano di investimenti specifico per l’information security o stanzia risorse solo in caso di bisogno – ha dichiarato Gabriele Faggioli, CEO di P4I-Partners4Innovation, presidente del Clusit e responsabile scientifico dell’Osservatorio Information Security & Privacy del Politecnico di Milano, aprendo il CyberSecurity360 Summit, l’evento di Digital360 che ha delineato lo stato di avanzamento del mercato in materia di sicurezza delle informazioni e del cyber risk attraverso il confronto tra esperti del tema e rappresentanti dell’imprenditoria –. L’allarme riguarda in particolare le PMI, chiamate a compiere un salto in avanti per affrontare con strumenti adeguati minacce ormai quotidiane, in particolare nel cybercrime, allo scopo di estorcere denaro o sottrarre informazioni per ricavarne soldi, che rappresenta il 79% degli attacchi dello scorso anno”.

“Già negli scorsi mesi l’adeguamento al GDPR ha rappresentato un’occasione per aumentare i livelli di sicurezza delle imprese italiane, ora una nuova spinta verrà dall’inizio della fase due di applicazione del regolamento europeo – ha però rilevato Faggioli –. Sono iniziati, infatti, i controlli del Garante della Privacy che prevedono importanti sanzioni in caso di irregolarità. Le imprese non sono chiamate solo a presentare una check list di adempimenti, ma devono dimostrare la rispondenza alla normativa, la capacità di risposta e le logiche interpretative scelte in materia di sicurezza e privacy. Una nuova fase che deve essere colta come un’opportunità per realizzare nuovi piani di information security e privacy di lungo periodo per affrontare le sfide crescenti”.

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