Dal parlamentino SNA pieno sostegno alla linea Demozzi

Claudio Demozzi (6) Imc

Claudio Demozzi (6) Imc

(di Alessandra Schofield – Iomiassicuro.it)

Si è tenuto ieri il settantanovesimo Comitato centrale SNA, l’organo sindacale composto dai presidenti provinciali, dal presidente, vicepresidente e delegati del Comitato dei gruppi, dai membri dell’Esecutivo nazionale e dagli ex presidenti nazionali. I presenti – oltre il 75% degli aventi diritto al voto – hanno approvato il bilancio di esercizio 2014 e il preventivo 2015, con l’unico voto contrario di Roberto Salvi, presidente del Gruppo agenti Toro. Il calo degli iscritti, che ha costantemente caratterizzato SNA negli ultimi sette anni (dagli 8.837 del 2007 ai 6.865 del 2012), ha comportato un notevole ridimensionamento dei ricavi (oltre 500mila euro in meno). Tuttavia, ha osservato il presidente Claudio Demozzi (nella foto), la riduzione più che proporzionale della spesa, messa in atto con particolare incisività negli ultimi tre anni, ha permesso di riequilibrare il bilancio del Sindacato e ritornare ad accantonare risorse, seppure limitate, senza ridurre – anzi, ampliando – i servizi offerti agli iscritti e l’attività di tutela e assistenza di stampo prettamente sindacale.

Negli ultimi cinque mesi, inoltre, si è realizzata un’inversione di tendenza: appare in forte aumento il numero di iscrizioni, al punto che secondo Demozzi “il risultato storico dell’anno 2007, di oltre ottomila iscritti al Sindacato, non sembra più costituire un traguardo impossibile”. Nella relazione, il presidente Demozzi ha rivendicato una linea politica “coerente e determinata, senza tentennamenti o facili cedimenti al volere dei poteri forti”. Durante i lavori è intervenuto per un saluto il neo eletto presidente del Comitato dei gruppi SNA Roberto Fresia, che ha promesso appoggio al Sindacato in un’ottica di reciproco ascolto fra SNA e Gruppi agenti.

Ma il tema cui sono stati dedicato lo spazio e l’attenzione maggiori è stata la situazione del fondo pensione Fonage, il cui presidente Francesco Pavanello ha esposto un lungo intervento rispondendo alle numerose domande da parte della sala. Unico intervento fuori dal coro, quello di Roberto Salvi, che ha criticato la gestione della questione da parte del Sindacato. Con una dura mozione conclusiva, gli agenti SNA hanno confermato lo stato di agitazione della categoria, dando mandato all’Esecutivo di attivare la mobilitazione e porre in essere qualunque iniziativa idonea a preservare l’esistenza, la consistenza e l’autonomia del fondo pensione. Il piano di riequilibrio proposto da ANIA, che prevede la trasformazione del regime da prestazione definita a contribuzione definita, senza un corrispondente adeguato contributo economico di risanamento, “avrebbe l’effetto di un taglio delle prestazioni di portata insostenibile per gli associati, pari al 40% per le pensioni in corso di erogazione e fino al 75% delle promesse pensionistiche”, ha ribadito il Comitato centrale sottolineando inoltre che questa proposta disattende gli obblighi delle imprese in quanto parte sociale del fondo e che la trasformazione del regime potrebbe presentare profili d’illegittimità. Nonostante lo SNA abbia presentato “proposte alternative in grado di risolvere lo squilibrio prospettico, senza mortificare le attese pensionistiche della categoria né ricorrere ad interventi finanziari da parte delle imprese”, secondo il Sindacato “l’irrigidimento delle imprese rende impossibile, di fatto, attuare soluzioni differenti da quella del commissariamento”. La mozione – approvata da tutti gli aventi diritto, con la sola eccezione di Salvi – condanna “l’insensibilità, l’avidità e l’arroganza dell’Ania, che nessuna considerazione ha mostrato per gli agenti di assicurazione che con il proprio lavoro hanno procurato e continuano a procurare alle imprese utili miliardari di straordinaria rilevanza”. Al via un’iniziativa che vedrà l’invio a tutti i clienti, da parte degli agenti, di una lettera esplicativa del comportamento dell’ANIA nella vicenda del fondo.

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