Dante Cattaneo: Salvaguardare in Europa la specialità italiana

Strasburgo - Parlamento Europeo (Foto Artur Roman - Pexels) Imc

Strasburgo - Parlamento Europeo (Foto Artur Roman - Pexels) Imc

L’agente assicurativo italiano è unico nel suo genere in Europa. La disintermediazione selvaggia impedisce le scelte dei consumatori. Troppo presto per prevedere effetti della Brexit

Incontriamo Dante Cattaneo, sindaco di Ceriano Laghetto da due mandati, laureato in scienze politiche con specializzazione nelle Relazioni Internazionali e dell’Integrazione Europea e candidato alle prossime elezioni europee. A margine dell’incontro con ANAPA Rete ImpresAgenzia Regione Lombardia (del quale abbiamo dato notizia in un precedente articolo) gli abbiamo rivolto alcune domande per sapere cosa ne pensi dell’intermediazione assicurativo, delle prospettive italiane in Europa e della Brexit.

Dottor Cattaneo, cosa pensa del futuro dell’intermediazione assicurativa, per l’importanza sociale che riveste il settore e soprattutto alla luce della sua imprescindibilità nella la tutela del consumatore?

Ritengo che l’intermediazione assicurativa rivesta un ruolo veramente importante per consigliare in modo adeguato e tutelare nelle loro scelte assicurative i consumatori. L’incontro con il presidente di ANAPA Lombardia Erik Somaschini e con il delegato al Bipar Alberto Tartaglione è stato costruttivo e molto utile per identificare come l’agente assicurativo italiano per storia, professionalità e capacità di coniugare consulenza e servizio agli assicurati, sia un “unicum” nel panorama della distribuzione europea da tutelare e valorizzare nell’interesse dei cittadini al pari di altre grandi eccellenze italiane.

Avere un soggetto che, con serietà e competenza, accompagni nelle decisioni assicurative le famiglie e le imprese, in scelte importanti come la tutela della salute, il futuro pensionistico ed anche la gestione dei rischi ambientali, è molto importante. Ritengo il fenomeno della disintermediazione selvaggia piuttosto pericoloso, poiché, premesso che il consumatore debba avere piena libertà di scelta fra prodotti e canali distributivi differenti, quando si tratta di decisione importanti, come la tutela della vita umana, la sicurezza dei lavoratori o la protezione assicurativa delle imprese, nessuno meglio di un intermediario professionale può guidare il consumatore verso le scelte più idonee e soprattutto consapevoli.

Come vede la prospettiva di una armonizzazione delle politiche fiscali in ambito europeo e quali le possibili ripercussioni sul settore finanziario e assicurativo derivanti dalla Brexit?

È evidentemente un passaggio importante, che si innesta nel più ampio discorso dell’armonizzazione fiscale europea in generale. Sarà sicuramente un tema importante da affrontare nel prossimo futuro nel Parlamento Europeo. Riguardo agli impatti della Brexit, penso che sia presto per fare previsioni accurate. Ciò detto, la volontà manifestata dagli inglesi va rispettata, come ogni decisione espressa elettoralmente in modo democratico. Confido che il settore assicurativo saprà adattarsi velocemente al nuovo contesto politico continentale.

In che modo il suo partito intende tutelare gli intermediari assicurativi italiani nella propria attività all’interno del prossimo parlamento UE?

Ritengo che potremo lavorare, come di consueto, nell’interesse della tutela dei cittadini e della salvaguardia delle imprese italiane, confrontandoci con le associazioni rappresentative di categoria come ANAPA, che riunisce migliaia di piccole e medie imprese, nonché decine di migliaia di posti lavoro; ritengo la loro attività quotidiana preziosa per tutelare ed orientare i consumatori di prodotti assicurativi. Il mio partito sarà particolarmente attento agli interessi della categoria come di tutte le altre eccellenze italiane anche in ambito europeo.

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