DEMOZZI: “UN SINDACATO NUOVO E NESSUN COMPROMESSO”

Pochi minuti dopo la proclamazione, Intermedia Channel ha intervistato il neo presidente dello Sna, Claudio Demozzi (nelle foto), ancora visibilmente emozionato. Ecco che cosa ha dichiarato nella sua prima intervista ufficiale a un organo di stampa. 

Domanda. Da lunedì tutti al lavoro. Quale sarà la prima cosa che farà?

Risposta. Innanzitutto mi confronterò in modo sincero e trasparente con tutti i componenti della squadra che con me ha vinto le elezioni, allo scopo di rinsaldare il legame fortissimo che si è formato in questa campagna elettorale. Il progetto politico sindacale che abbiamo messo in piedi deve essere come un monolite. La visione deve essere unica, l’obiettivo uno solo. Ciò, però, non vuol dire sopprimere il confronto. Tutt’altro. Da questo devono nascere delle posizioni comuni che dobbiamo essere disposti a sostenere fino in fondo perché la squadra deve essere coesa. In secondo luogo, ovviamente, prenderò contatto con la realtà organizzativa del sindacato e cercherò di attivare immediatamente i gruppi di lavoro.

D. Quanto tempo ci vorrà per definire le varie commissioni?

R. I responsabili di area saranno nominati subito. In seguito si valuterà se sarà il caso di relazionarsi in modo tradizionale con gruppi di lavoro più o meno estesi. Quello che posso dirle è che, rispetto al passato, le commissioni saranno più operative.

D. Secondo quale criterio si sceglieranno i componenti?

R. Metteremo in primo piano le capacità professionali. Vede, io ho un grande vantaggio rispetto ad alcune esperienze del passato e cioè quello di non aver fatto compromessi con nessuno, per cui non ho conti da saldare. Il sindacato oggi è guidato da una squadra che non ha debiti con nessuno. Non a caso abbiamo scelto come slogan, La forza della coerenza, che significa rompere con vecchie logiche geopolitiche.

D. In effetti, anche nel suo programma (chiunque può prenderne visione sul sito www.claudiodemozzi.it), viene evidenziata proprio questa volontà di voltare pagina e di cambiare registro. 

R. È una ventata di novità molto rilevante che chi ha espresso il voto a nostro favore è riuscito ad apprezzare e a sposare. Le vecchie logiche geopolitiche ci hanno portato una realtà che ormai non soddisfaceva più la categoria. Anche il calo del numero degli iscritti dimostra una lieve disaffezione. Con questa aria nuova che si respira e coinvolgendo tutta la categoria spero che il sindacato riesca a sposare le istanze di tutti i colleghi. Nei gruppi di lavoro intendiamo inserire quelle persone che dichiareranno una sincera disponibilità a operare per il bene della categoria, che mettano a fattor comune le proprie capacità e che collaborino non chiedendo in cambio nulla. E quindi il loro contributo sarà vero, sincero e non può non dare frutti.

D. Insomma, mi pare di capire che non siete scesi a compromessi con nessuno…

R. Assolutamente. Era uno dei miei punti cardine e l’ho dimostrato anche non partecipando a nessun tipo di trattativa elettorale, depositando la mia lista così come io l’avevo concepita ad apertura dei lavori e non il giorno seguente come tradizione avrebbe voluto.

D. Qualcuno punta l’indice sulla inesperienza della sua squadra, visto che l’età media è molto bassa. Lei come risponde?

R. Può essere perplesso solo chi non ha letto il curriculum dei componenti dell’esecutivo. Tutti hanno un’esperienza sindacale di lungo corso. La squadra è in prevalenza composta da presidenti provinciali e questo a mio parere è importante perché significa che è il territorio che ha preso possesso del vertice del sindacato come lo statuto vorrebbe. Non è più un vertice quasi esterno alla macchina sindacale che definisce una linea che poi il territorio deve seguire, ma è il territorio che si impossessa del vertice. Del team fanno poi parte elementi che comunque hanno fatto parte di commissioni nazionali, che hanno avuto incarichi nei gruppi aziendali. In definitiva si tratta di persone giovani anagraficamente, ma di esperienza consolidata dal punto di vista sindacale.

D. Lo scrutinio ha evidenziato che su 495 voti disponibili, 70 sono andati persi, tra schede bianche, nulle o di elettori che nemmeno si sono presentati al seggio. Questo cosa significa?

R. È evidente. Durante i lavori congressuali c’è stato un richiamo di alcuni importanti esponenti sindacali a votare in questo modo, cioè ad annullare la scheda o a presentarla bianca. Il monito è arrivato da alcuni presidenti di gruppi aziendali numerosi e ben presenti. Alla fine la disciplina di gruppo ha inciso meno di quanto mi aspettassi. A chi non ha seguito sin dalla prima ora questo congresso, un dato del genere potrebbe sembrare negativo. A me, invece, rincuora, se penso all’importanza numerica dal punto di vista elettorale che veniva accreditata ai gruppi ai quali i rispettivi presidenti avevano suggerito di non votare. A mio giudizio ritengo sia un ottimo segnale anche l’elevata presenza di delegati a questo congresso.

D. Cosa pensa dei movimenti di opinione in seno allo Sna? Crede possano essere utili oppure sono ingombranti? Lei tra, l’altro, ha aderito a uno di questi movimenti. Adesso che è diventato presidente dello Sna quale è la sua posizione?

R. Non cambio il mio pensiero. Se i colleghi sentono la necessità di esprimere idee e progetti devono essere liberi di farlo.  Democrazia vuol dire anche libertà di parola, di stampa, di espressione. Purché lo si faccia nel rispetto della dignità della persona e delle regole della civile convivenza. Guai se un giorno  fossi indotto a limitare la libertà di espressione. Faccio sempre tesoro dei suggerimenti. Le critiche le accetto sempre, meglio se costruttive e con una soluzione a fianco.

D. Quale appello lancerebbe, in questo momento, agli iscritti allo Sna. E a coloro che non aderiscono ad alcun sindacato?

R. Roberto Salvi, mio degno avversario, mi ha dato una grande mano presentandomi, nel momento della proclamazione, come il suo presidente. Ha fatto passare un messaggio, e di questo lo ringrazio, di rispetto e di disponibilità. Agli iscritti dico che mi impegnerò per coinvolgere tutti i colleghi di buona volontà.

Ai non iscritti dico: i tempi sono cambiati ed è cambiato anche il sindacato, che ha tra gli obiettivi quello di essere più attrattivo. Chiederò loro tre cose. Primo: il motivo per cui non si sono mai iscritti. Secondo: che cosa manca per suscitare il loro interesse. Terzo: che cosa vorrebbero per iscriversi. Per me, questa rappresenta una scommessa: riavvicinare e avvicinare quegli agenti che per qualunque ragione non hanno maturato quello spirito solidale che li spinga a entrare a far parte almeno di una delle due organizzazioni sindacali di categoria. Personalmente comprendo di più un collega che preferisce un sindacato a un altro, che uno non iscritto ad alcun sindacato. Quest’ultima condizione mi lascia perplesso, perché mi fa pensare che c’è qualcosa che noi, nel senso di istituzione,  finora non siamo riusciti a dare. Ed è nostro obiettivo capire dove sbagliamo.

 

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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One Comment;

  1. Fulvio Barion said:

    Lettera spedita al governo.

    Buongiorno.
    Non so se qualcuno mi risponderà dato che il cittadino non conta! Ciònonostante porto la mia opinione.
    Sono un agente di assicurazione, lavoro nel campo assicurativo dal 1975 e dal 1995 sono agente con regolare mandato (monomandato). Vorrei che mi fosse chiarito se chi ha fatto questo parto aveva un minimo di cognizione su cosa stava facendo.
    Caro Monti: vendere polizze non è come vendere barattoli di pomodoro! Non si prendono dalle scansie.
    La polizza di assicurazione richiede spiegazioni accurate, tempo, documenti e richiede anche personale e formazione. Ma voi avete mai guardato sulle polizze di assicurazione auto cosa incassa un’agenzia per tutto il servizio che dà? Dopo aver dato tutte le spiegazioni, costi , stampe ( tonner, carta,manutenzioni ecct.) tempo medio 1,30 h quello che resta è una percentuale tale che un extracumunitario che recupera carrelli nel piazzale di un supermercato guadagna di più. Ora si impongono ulteriori incombenze! Campate sulla approssimazione, dobbiamo creare ulteriore disoccupazione dato che non riusciamo ad andare avanti? Io vivo e lavoro a Rovigo dove i premi sono i più bassi d’Italia e con le percentuali che si prendono non si pagano le spese. E’ comodo, facile, immediato andare a picchiare sulle assicurazioni , ma bisogna anche capire che ogni volta che si parla di assicurazione chi subisce le vessazioni sono coloro che seriamente svolgono il loro lavoro con dedizione e non riescono neppure più ad andare a produrre contratti che sarebbero necessari a far stare in piedi le agenzie. Noi non siamo come le banche che impongono le polizze con la minaccia di negare il fido, il mutuo oppure il finanziamento. Vorrei che ci si rendesse conto che bisogna avere la competenza che deriva dalla conoscenza di un settore e non dall’approssimazione con cui i poveracci si trovano a confrontarsi. La rete agenziale ha al suo interno un sacco di posti di lavoro e questa situazione creerà l’impossibilità per molti di mantenerli con conseguente incremento della disoccupazione. Perchè, questo masochistico assurdo modo? Il detto dice che i soldi è meglio prenderli ai poveri perchè è vero che di soldi ne hanno pochi ma sono tanti !Caro Monti per innescare una guerra tra poveri non era necessario andare alla Bocconi. Io sono un misero ragioniere e in quel poco di economia che ho fatto tanti anni fa quando andavo a scuola si parlava di mettere in moto l’economia facendo si che la gente portasse a casa lo stipendio e non con la disoccupazione.
    A disposizione signor presidente, fino a che ci riuscirò porterò avanti la mia agenzia. Sono certo che non gliene fregherà nulla di questa mia. Sappia comunque che qui a Rovigo, con questo misero agente di campagna, un piccolo stipendio se lo portano a casa le famiglie dei collaboratori che risultano iscritti a mio carico e paghiamo tutti le tasse al punto che non ne resta quasi per vivere.
    Saluti
    Fulvio Barion ( agente UNIQA Rovigo e agente responsabile assicurativo per GEASS s.r.l. mandataria di HDI assicurazioni)

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