33 Comments

  1. mo bast said:

    Mo’ Bast: Contro il caro RCA al Sud, ma la Federconsumatori da che parte sta?

    Era il 4 luglio 2011, da un’appello sul web si incontrano a Napoli in piazza del Plebiscito dei cittadini e delle associazioni stanchi di subire ancora i taglieggiamenti da parte delle Assicurazioni. Tutti eravamo convinti di non poter sopportare piu’ una cosi’ schifosa discriminazione che rappresentava una questione morale ma che di giorno in giorno nel silenzio e disinteressamento totale della politica e delle istituzioni snche un serio problema sociale . Tra i presenti anche il presidente della Federconsumatori Campania, Rosario Stornaiuolo, con cui abbiamo intensamente lavorato e condiviso la lotta divulgando e promuovendo una petizione popolare indirizzata al Parlamento Europeo il 15 Luglio per chiedere tariffe eque sul territorio nazionale . Senza voler entrare nei particolari la nostra stretta collaborazione con la Federconsumatori è stata troncata dopo tre mesi, ma abbiamo parallelamente portato avanti la stessa battaglia come associazione Orgoglio Meridionale, movimento MO’ BAST e con l’appoggio di altre associazioni come la Sveglia e Diritti dei Cittadini, presentando la stessa richiesta di petizione al Parlamento Europeo il 15 ottobre. Abbiamo avuto modo di incontrare nel tempo vari esponenti della politica, tutti vicini alla nostra causa, tutti concordanti nel condannare le assicurazioni,tanti cittadini stanchi ed incazzati almeno quanto noi, ma nessuno forse se ne era accorto prima, o meglio nessuno mai si era preoccupato di portare la questione in parlamento unico posto dove poter porre rimedi. Incominciamo la raccolta di firme, mobilitazione convegni manifestazioni con la partecipazione anche dei vertici della Federconsumatori nazionale e altri rappresentanti di regioni meridionali come Puglia e Calabria, e dopo due mesi circa invitano Noi e dopo apprendiamo anche Loro, per il 21 Dicembre a presentare le nostre istanze presso la Commissione Petizione del Parlamento Europeo che è presieduta dall’onorevole Erminia Mazzoni. Il primo impatto a Bruxelles fu agghiacciante, tra i banchi degli Europarlamentari Italiani, oltre allla presidente della Commissione, il solo onorevole Enzo Rivellino a darci supporto e poi opporsi alla prima indicazione della commissione che voleva liquidarci con un “non sussistono a loro modo di vedere discriminazioni”, poi dopo le insistenze e l’inoppugnabilità dei dati che presentammo, venne dichiarata ammissibile e rimasta aperta. Ad oggi hanno gia’ richiesto ben due volte spiegazioni all’ISVAP e all’ANIA, che ad oggi non hanno prodotto, rischiando l’Infrazione, e da cui siamo certi di dover aspettarci unteriori risultati. Oggi, forse su pressione dell’UE, con il decreto liberalizzazioni sono state apportate diverse modifiche sul ramo delle RCA, per contrastare le frodi e facilitare l’abbassamento delle tariffe, tra di esse vi è un emendamento firmato dal Senatore Francesco Pontone, che fu promotore di una stessa legge, poi subito abrogata, nel 2002 , che praticamente impone le assicurazioni ad una parita’ di trattamento sul territorio per gli automobilisti virtuosi nelle massime classi di sconto.

    Chiaramente chiedere equità di trattamento significa che a chi paga di piu’ si deve per forza abbassare la tariffa a discapito di chi paga di meno che dovrà vedersela chiaramente aumentata.

    OGGI CON RAMMARICO E STUPORE APPRENDIAMO DI QUESTO COMUNICATO STAMPA DELLA FEDERCONSUMATORI.

    Il comunicato delle federconsumatori dice cosi:

    Con l’emendamento che è passato nel pacchetto liberalizzazioni, sono in vista nuove regole per le tariffe rc auto.

    La nuova normativa prevede, infatti, che la prima classe, vale a dire quella a cui appartengono gli automobilisti virtuosi, si adegui sullo stesso livello in tutta Italia.

    Ci aspettiamo e ci auguriamo che in relazione alle modalità di applicazione di questo provvedimento l’Ania si comporti in maniera virtuosa.

    È indispensabile evitare di approfittare della situazione. Il rischio, infatti, è che, pur di mantenere le tariffe ai livelli elevatissimi e del tutto ingiustificati a cui si trovano attualmente, si adeguino al rialzo tutte le tariffe applicate sul territorio nazionale.

    In questo modo, infatti, qualche beneficio forse ne potrebbe venire ai cittadini del Sud Italia che, come purtroppo è noto, da anni devono fare i conti con costi esorbitanti e comportamenti scorretti delle compagnie, ma dall’altro lato sarebbero sicuramente penalizzati tutti gli automobilisti del Centro-Nord.

    Ovviamente, come sempre abbiamo fatto, monitoreremo l’andamento della tariffe, controllando che l’ipotesi speculativa appena descritta non si concretizzi.

    Ci aspettiamo, anzi, che com’era nell’intento del provvedimento, le tariffe si abbassino per tutto il territorio nazionale, valorizzando così l’aspetto equitativo della norma.

    Preoccuparvi oggi che l’ANIA possa agire in modo virtuoso, dimenticandovi che non lo ha mai fatto per il Sud, dimostra quasi che vogliate fare in modo che questo emendamento non debba essere applicato, adeguare significa per forze di cose aumentare le tariffe al Nord che senza alcun dubbio serve a far abbassare quelle del Sud senza che questo possa far scandalizzare nessuno in quanto era immorale quello che hanno fatto fino ad ora, ed i penalizzati eravamo in special modo noi Napoletani senza che nessuno se ne sia mai preoccupato . La vostra lotta deve essere prima per l’allineamento equo, e poi casomai per la diminuzione nazionale qualora fosse possibile. I Consumatori come gli assicurati vanno trattati alla pari, pertanto non vorremmo trovarvi come amici di percorso tra quelli che stanno già operando affinchè questo gesto di semplice equità e giustizia morale e sociale venga affossato e cancellato.

    Cara Federconsumatori, al Centro Nord dovranno senza dubbio aumentare le tariffe per fare giustizia e quindi abbassarle al Sud, voi da che parte state?

    La vostra lotta alla disciminazione è per abbassare di 20 euro le tariffe del Nord Italia per adeguarle a quelle Europee o preoccuparvi di abbassarle al Sud della stessa Italia di 1.000 euro per non farci considerare una colonia di schiavi ?

    tonyav

    http://www.facebook.com/groups/mobast/

  2. Sergio Zappettini said:

    Da 25 anni svolgo questa professione come agente monomandatario e vorrei continuare ad esercitarla senza essere obbligato per legge a diventare plurimandatario, potendo invece collaborare con i miei colleghi agenti.
    Vorrei anche che gli obblighi ai quali da oltre un lustro siamo tenuti, avessero almeno portato vantaggi concreti ai consumatori e non soltanto costi gestionali per me: possibile che i milioni di euro spesi in consulenze dai Governi che si sono succeduti siano stati spesi retribuendo chi non conosce nemmeno la differenza tra un agente ed una compagnia di assicurazione?
    Per non parlare poi dei media, delle associazioni dei consumatori, dell’Ania, dei nostri sindacati: nessun cenno agli aumenti a carico degli assicurati dovuti al D.L. 68/2011: è veramente il colmo!!!!
    Viene in generale chiesto agli agenti di svolgere compiti non retribuiti, ad esempio la preventivazione multipla, alle compagnie di assicurazione di diminuire le tariffe Rca, e …….lo Stato aumenta di fatto l’aggravio fiscale sulle polizze!!!!!
    Non ci siamo proprio: evidentemente non esiste la volontà politica di affrontare il comparto “assicurazioni” in modo serio e a tutto tondo. Si cuciono toppe ad un sistema ormai esausto.
    Venendo poi all’articolo 34.6 del Decreto in questione, e non avendo motivo per dubitare che i dati di bilancio delle compagnie siano corretti, il delta premi negativo derivante dal predetto emendamento, secondo lei Dr.Lirosi, da chi dovrebbe essere ripianato?
    Auguro a tutti i colleghi di trovare la forza e la volontà per proseguire nello svolgimento della nostra professione.

  3. ANTONIO D. said:

    SERVE UN PO’ DI CHIAREZZA

    Il tentativo di inserire in fase di conversione dell’art.34 nuovi contenuti normativi che non erano stati previsti dal Governo non ha funzionato ma non scrivete che i Senatori o i politici ed il Governo in generale non conoscono i problemi del settore perchè non è vero. Se leggete gli emedamenti ammessi dalla X Commissione del Senato sull’art. 34 e che trovate pubblicati sul sito del Senato vi renderete conto che i problemi e le soluzioni sono rappresentati molto bene. Ma questa conoscenza non emerge adesso. E’ sufficiente andare a leggere le relazioni al Senato del Presidente di AGCM (fù lo stesso Catricalà a presentare quel lavoro) per apprendere che le strozzature del sistema distributvo sono oggetto di studio da molto tempo (trovate questo materiale sempre sul sito del Senato).

    E QUALCHE IDEA

    E’ evidente, allora, che è mancata, fino ad oggi, quella forza o volontà che permettesse l’evoluzione tanto caldeggiata da molti intermediari.

    Di contro tutti gli operatori del settore hanno dovuto accettare molte novità nell’operatività del proprio mestiere a partire dal 2005 in poi e non tutte dello stesso peso. E’ indubbio che i maggiori oneri a carico degli intermediari ne hanno compromesso i precedenti equilibri operativi ed economici ma non sempre si è trattato di migliorie.

    Restano, così, alcune storture alle quali sarebbe necessario porre rimedio e sulle quali riflettere.

    Certo la possibilità di svolgere concretamente il plurimandato anche in forma attenuata (ad es: per difendere i propri interessi da quelli dell’impresa mandante che decide di sacrificare un ramo in passività) è determinate per la sopravvivenza di una agenzia ma forse questa non è l’unica cosa sulla quale concentrare tutte le attenzioni.

    Gli intermediari, ad esempio, sono destinatari di un obbligo di formazione professionale il cui riscontro è stato affidato alle compagnie che ne caratterizzano la fuizione creando un ulteriore vincolo con i propri intermediari. A tutti è evidente l’inadeguatezza della formazione offerta dalle imprese e l’anacronismo dell’obbligo di formazione sui nuovi prodotti rilasciati (un intermediario che svolge il plurimandato per 5 compagnie che fossero abbastanza diamiche nella riscrittura dei propri prodotti rischia di passare più tempo un aula che al lavoro per apprendere, magari, delle piccole novità che potrebbero essere riassunte in due pagine !). Eppure nessuno ha gridato alla scandalo ! Nessuno ha confutato l’inadeguatezza dell’offerta formativa delle imprese a quegli operatori che vendon le polizze rca al banco in una sub-agenzia esterna e che non tratteranno mai altri rami ma che vengono formati lo stesso sui prodotti previdenziali e via discorrendo. Che dire poi della formazione sulle novità normative ? Avete mai letto un corso valido ai fini della formzione sul pc della compagnia ?

    Come vedete di impedimenti ad una maggiore indipendenza professionale ce ne sono e non si esauriscono con l’opportunità persa in fase di conversione dell’art. 34.

    Per cambiare, allora, occorre che le attenzioni di tutti siano condotte con maggiore apertura ed interessino ogni disposizione che costituisce un freno alla crescita della professione, altrimenti l’intermediario resterà solo un distributore di prodotti e non diventrà mai un professionista capace di erogare quei servizi che le imprese non prestano e che non hanno interesse ad erogare.

    Buon lavoro a tutti

  4. sanna maurizio said:

    l’art. 34 andava stralciato subito senza tentennamenti.

  5. marco m. said:

    …è la solita storia,ci siamo già passati nel momento in cui il Sig. Bersani, un altro che non conosce il mondo assicurativo, ci ha regalato nel 2007 la sua perla di saggezza, mettendo, da un giorno all’altro in braghe di tela tantissime agenzie che sino a quel momento hanno lavorato, a posteriori sbagliando in preconto.
    Come si sono mossi i sindacati?
    Nulla è stato fatto,a questo punto sono davvero necessari?
    Continueremo ad essere considerati dei benestanti e dei ladri se non ci organizziamo seriamente a contrastare questa non cultura assicurativa…del resto tutte le categorie si sono organizzate,avvocati,tassisti autotrasportatori e noi????

  6. Roberto Gambuzza said:

    Dico la mia: l’Art.34 è stato scritto da persone che non hanno nulla a che fare con il mondo assicurativo pertanto è privo di senso e di logica…ormai questo l’abbiamo capito tutti ( tranne ovviamente chi l’ha scritto ). Però questa è proprio la nostra Italia, il paese in cui più si è ignoranti in materia e più si scalano i vertici ” a tutti i livelli “. Poi andiamo nel concreto e dovendo lavorare, e quello del’intermediario assicurativo resta un lavoro come tanti altri, ci adegueremo ognuno a suo modo e secondo la sua inventiva e capacità: insomma ovvieremo al tutto ” all’italiana “. E se proprio incontreremo nelle NOSTRE agenzie UN cliente che vorrà ” informazioni su polizze RCA di altre due Compagnie oltre a quella che rappresentiamo ” lo accompagneremo velocemente alla porta per non fargli perdere tempo, mettendogli sotto braccio l’elenco telefonico cartaceo che tanto ormai nessuno di noi lo usa più perchè sostituito da Pagine Bianche on line e gli suggeriremo con entusiasmo di recarsi personalmente in TUTTE le altre agenzie assicurative presenti nel territorio circostante ricordandogli che un agente monomandatario è un professionista che intermedia il prodotto della propria mandante che si è scelto di rappresentare…così in mano si ritroverà non tre ma trecento preventivi scritti e sceglierà quello che più gli aggrada avendo l’accortezza di lasciare al ” fortunato ” agente che gli venderà la polizza almeno 2 preventivi scritti … così l’Art.34 è salvo, il cliente è contento e il monomandatario non ha ” perso tempo ” a fornire informazioni. Questo è liberalizzare il mercato…opps… ma è già così…! Forse è meglio dirlo anche a chi legifera.

  7. matteo said:

    Chiara la volonta’ di alcuni nostri rappresentanti di avallare la tesi del plurimandato, anche nel confronto con il governo. Lo SNA non sta tutelando gli agenti monomandatari che sono 85% del lavoro nazionale. Mi dovrebbero spiegare cosa significa emettere due preventivi di altre compagnie, quando si e’ vincolati da mandato, a non poterlo fare, poi spiegare bene le caratteristiche garanzie delle due compagnie, per poi dire al cliente che non se ne fa nulla, perche’ non si puo’ emettere l’eventuale altra scelta, si produrrebbe sul mercato non una concorrenza, ma uno sputtanamento del settore, in quanto l’agente non ha interesse ad appoggiare una scelta diversa. ALLORA bisogna che prima l’ANIA svincoli , annullando tutti i mandati liberalizzando i propri agenti dopo, allora si potrebbe si , intervenire con l’applicazione del plurimandato , ma finche’ le compagnie non mollano l’esclusiva, come fanno gli agenti ad operare, non mi vorrete dire che in italia ci sono piu’ plurimandati che monomandati adesso. ECCO perche’ noto negativamente l’ intervento dei nostri rappresentanti nei confronti del governo, non sono stati in grado di spiegare come funziona attualmente il settore assicurativo, e di far comprendere quali finalità ha la modifica e obbligo, apportata nel decreto, non mi sembra corretto che debba fare l’istruttore assicurativo al comsumatore per ore e ore della giornata per poi dire vai dove vuoi. Non so cosa succedera’ nel futuro, ma vedo segni molto negativi
    saluti buon lavoro
    agente m.stagnoli

  8. toto' said:

    E alla fine vinsero loro.
    Era palese sin dall’inizio che le imprese d’assicurazione avessero il telecomando in mano ed infatti con una facilità quasi disarmante hanno cambiato il “canale” a loro piacimento.
    Alla fine, non solo gli agenti non si ritrovano la possibilità di operare tra di loro, ma si ritrovano a far fronte ad altri impegni.
    Impegni che le imprese dirette, le banche e la Posta, ovviamente, non hanno.
    Mi verrebbe da dire che perfino i taxisti hanno più “palle” di noi e che ci meritiamo quello che ci fanno. Ridicole riunioni a Roma, ai margini del giro che conta, ne sono la più palese conferma!
    D’altronde i Sindacati non fanno altro che rispecchiare ciò che siamo. Ne più ne meno. Scorretto è perciò prendersela con loro.
    Peccato che mi manchino ancora ben 18 anni alla pensione.

  9. pier luigi incerti said:

    io sono un agente plurimandatario e come tale potrei essere d’accordo con l’obbligo delle tre preventivazioni. Ma essendo anche (e soprattutto) un libero (e sottolineo libero) professionista, la parola obbligo mi fa rizzare gli ormai scarsi capelli. Quale categoria di venditori professionisti ha l’obbligo di fornire preventivi della concorrenza? Credo nessuno e perche’ mai noi agenti dovremmo farlo? Per la tutela della clientela? Balle e lo sappiamo tutti. Chi fara’ i preventivi presentera’ quelli che vorra’ presentare,favorendo la propria compagnia (i monomandatari) o la compagnia preferita (i pluri). Quindi ci sara’ solo l’ennesimo aggravamento di costi inutili a carico delle agenzie, con surplus di lavoro. E questo per che cosa? Per tacitare le coscienze degli italiani, che finalmente potranno dire anche nel settore assicurativo e’ arrivata la libera concorrenza….
    Non so se i nostri governanti si rendono conto che siamo in piena recessione e che la maggior parte delle agenzie non riesce piu’ ad avere riscontri economici che possano assicurare agli agenti perlomeno un decoroso stipendio. Se non lo sanno e’ compito dei nostri sindacati farglielo sapere, ricordando che sono i sindacati di tutti gli agenti e non solo di una certa oligarchia, che vorrebbe la chiusura dei piccoli, ma sempre pericolosi concorrenti.

  10. roberto zatta said:

    Sottoscrivo quanto detto dal collega Sergio Luigi Signore e lancio comunque una provocazione:
    se passasse l’art.34 così come è stato scritto e senza modifiche comunque non sarebbe un male: sarà poi il mercato a
    stabilire chi opera con organizzazione professionale e rivolta al cliente. Mi spiego meglio:
    se un cliente andrà da un agente professionista che lavorerà presentando tre preventivi effettivamente acquistabili dal potenziale cliente (compagnie che hanno già oggi la volontà di operare con mentalità ed organizzazione plurimandataria ce ne sono già parecchie senza far troppi nomi: AVIVA, DONAU, SASA, RSA, HELVETIA, NATIONALE SUISSE, TUA, ZURICH, UNIQA, MILANESE e mi fermo qui) o piuttosto si recherà da un agente che gioco forza non è in grado di proporre tre preventivi acquistabili ma solo una compagnia acquistabile e due preventivi “pilotati” verso l’acquisto della sola compagnia monomandataria con cui lavora (le solite Generali, Unipol, Allianz, Cattolica, Vittoria, Reale Mutua, Fondiaria Sai, ecc ecc che guarda caso stanno facendo sui senatori grande azione di lobbing…) IL CLIENTE che oramai NON è uno stupido come qualcuno pensa che debba essere farà le proprie debite considerazioni e trarrà le conclusioni.
    Forse poi piano piano le compagnie MONOMANDATARIE e i rispettivi AGENTI si accorgeranno che per non perdere quote di mercato dovranno porre la massima attenzione sulla tariffa e condizioni contrattuali (le compagnie) e sull’attaccamento ad una sola compagnia (gli agenti) e faranno ognuno la propria scelta.

    Chi vivrà vedrà…….Ad Maiora!!

  11. Mario solanas said:

    Si tratta dell’ennesimo colpo di mano in favore delle lobby ed in pregiudizio dei diritti del cittadino!!!!!
    Non è accettabile mascherare un provvedimento che non fa altro che incrementare gli utili delle compagnie di assicurazione con un intervento liberalizzatore!!!!! Ma di cosa??
    Se un tale obbrobrio normativo dovesse passare penso che il diritto costituzionale alla salute, all’integrità fisica ed al risarcimento del danno subirebbe un attacco senza precedenti!!!
    Anche perchè tutti gli ultimi interventi normativi sembrano più rivolti ad incrementare le rendite delle compagnie che invece a tutelare i diritti del consumatore assicurato.
    Avete per caso mai visto la riduzione dei premi assicurativi promessi dalle compagnie prima dell’approvazione dell’indennizzo diretto?
    Mi auguro che ci ripensino prima che sia troppo tardi.

  12. Sergio Luigi Signore said:

    Ho 62 anni e faccio l’assicuratore da quando ne avevo 18.
    Sono passati tanti anni, ma non riesco ancora ad abituarmi al masochismo della nostra categoria o, meglio, di alcuni che la rappresentano ufficialmente.
    Eppure, nella mia ormai troppo lunga carriera anche rappresentativa (sono stato più volte Presidente di Gruppo, membro elettivo al Comitato Centrale Sna) ne ho viste tante e ne ho anche passate tante (compresa una querela per diffamazione per aver dato del “bischero” – testuale – ad un vice segretario nazionale).
    Ma oggi, quando finalmente si intravede una grande apertura alla vera libertà di impresa, attraverso il plurimandato o, in alternativa, alla collaborazione A con A…..parte il fuoco di sbarramento di chi (qui prodest?) rivendica la libertà attraverso il legame stretto, coatto, del mono mandato (questo si obbligatorio nei fatti e vero blocco alla liberalizzazione dei mercati).
    Spero che il governo Monti decida di andare fino in fondo e che ascolti le mille voci che, dal basso e senza vincoli “politici”, invocano, fiìnalmente, di essere libere di scegliere la propria imprenditorialità, unica e vera garanzia di rispetto delle esigenze e degli interessi di consumatori ed agenti. Ed in questo nuovo scenario che ne verrebbe fuori, anche le compagnie più pronte ne troverebbero indubbiamente giovamento e nuova spinta verso un indispensabile cambiamento che metta il mercato italiano – vecchio, bloccato ed obsoleto – all’onor del mondo.

  13. Antonio Giannoccaro said:

    Gen.mo Massimo
    ti “scrivo ” da ex componente dell’UNAPASS per ricordarti che gli agenti in passato sono sempre stati soggetti passivi delle compagnie di assicurazione. Esse non hanno consentito lo sviluppo e la crescita dell’intero comparto assicurativo in quanto ritenevano la rete agenziale era superata, ovvero una realtà obsoleta da sostituire in poco tempo con gli strumenti telematici di ultima generazione. Gli agenti non hanno mai potuto proporsi diversamente al mercato grazie a quelle “esclusive zoppe” che gli hanno sempre impedito di proporsi come vero “libero professionista – Imprenditore autonomo”. Orbene il plurimandato per tutte le agenzie rappresenterebbe il vero cambiamento, che sicuramente apporta benefici all’intera collettività, ossia agli agenti ed agli assicurati. Infatti i primi potranno comportarsi da professionisti ed imprenditori, proponendo molti più servizi anche non strettamente appartenenti al settore assicurativo ed i secondi potranno beneficiare di più servizi a prezzi con minore costo aggiunto. Attualmente svolgo l’attività di perito industriale e perito assicurativo, dopo aver svolto per diversi anni l’agente iscritto UNAPASS. Mi piacerebbe essere ancora dei vostri. Cordialmente Antonio

  14. LUCIO ORLANNO said:

    Caro SNA, con Bersani avete dapprima posto il divieto al monomandato, IN EUROPA ESISTE ANCORA, inoltre avete distorto e annientato la Bonus/Malus invece di fortificarla, infatti, a mio parere se fatta funzionare è il rimedio più forte per contrastare le frodi e quindi ridurre il caro polizze.

    Oggi addirittura volete far nascere l’obbligo del plurimandato, forse la parola ” Liberalizzazioni”, nel vostro vocabolario significa DIVIETO e OBBLIGO.

    Se un Agente per sua scelta vuole restare “monomandatario” o meglio ancora non può fare il Plurimandatario cosa fa va a fare? Il Sub/Agente?

    E’ evidente che da quando si sta “Liberalizzando” in questo modo, noi Agenti, almeno la maggior parte, stiamo sempre peggio e nulla avremmo potuto dire se le tariffe auto fossero diminuite, invece credo che voi siete responsabili ancor prima delle Compagnie di Assicurazioni.

    IN BREVE, I PROBLEMI DELLE RETI AGENZIALI SONO CRESCIUTI SIA ECONOMIVAMENTE CHE
    LAVORATIVAMENTE, LE TARIFFE CONTINUANO A CRESCERE, QUINDI VI IMPLORO FERMATEVI E RIFLETTETE BENE PRIMA DI SBAGLIARE ANCORA.

  15. Paola Schettino said:

    NON Mollare – Spero che l’Iniziativa della scorsa settimana non sia stata un’esperienza sporadica – Se lasciamo ora per noi il futuro sarà più grigio – Non Mollare –

  16. Riccardo Bapi said:

    Sono un Funzionario delle Poste e fondamentalmente sono d’accordo con le liberalizzazioni – è anche vero però che siamo stanchi di improvvisarci venditori di titoli – promoter di casalinghi e venditori di polizze – sostengo pertanto le vostre ragioni e spero ci sia qualcuno che vi ascolti – altrimenti … poveri utenti in primis ed al primo risarcimento …… ci fanno a pezzi

  17. Roberto Gambuzza said:

    RIDICOLA – PESSIMA – INUTILE … il cliente può chiedere tutte le informazioni che desiderà a tutti gli intermediari abilitati per sua libera scelta.

    • Roberto Gambuzza said:

      Cerchiamo ora di essere costruttivi:
      1-Le Compagnie di Assicurazione sono più o meno tutte uguali ( i propri prodotti sono i migliori del mercato );
      2-I clienti sono più o meno tutti uguali ( vogliono le maggiori garanzie al prezzo più basso );
      3-Gli Agenti sono più o meno tutti uguali ( offrono la soluzione che ritengono più adeguata, se costa troppo … vai con gli sconti ).
      Conclusione: è impossibile trovare una soluzione che soddisfi le tre parti in gioco in egual misura, gli interessi sono obbligatoriamente contrapposti.
      Liberalizzare dovrebbe significare dare la scelta al cliente di fare ciò che vuole…ma oggi è già così, il cliente può fare ciò che vuole, scegliere qualunque Compagnia Assicurativa, farsi rilasciare preventivi scritti e scegliere liberamente dove e con chi assicurarsi. Che senso ha emanare una legge dello stato che impone ad un Agente di fornire altre ” informazioni ” in merito a contratti RCA di Compagnie delle quali ha scelto di non avere mandato ?
      Mi auguro, ma ne sono sicuro, che l’ART.34 sia stralciato perchè privo di senso pratico e logica.

  18. ALDO said:

    Ritengo che l’art. 34 possa essere considerato con la frase di fantozziana memoria relativa al film “La corazzata Potemkim”.
    Vogliamo liberalizzare l R.C.Auto? non la si liberalizzerà certo proponendo ai clienti potenziali i preventivi di due compagnie (oltre a quella di cui ho il mandato) SCELTE DA ME e non dai clienti.
    Basterebbe invitare le Compagnie ad inviare l’attestato di rischio almeno 45 – 60 giorni prima della scadenza: l’utente avrà così la possibilità e la tempistica necessaria per contattare le Società che più gli aggradano e comparare non i tre preventivi imposti dagli Agenti, bensì molti di più.
    Soluzione troppo semplice? Beh! non per piangerci addosso, ma noi italiani siamo famosi per complicare le cose semplici.
    Buon lavoro

  19. Giorgio said:

    Credo che per l’ennesima volta abbiamo avuto la dimostrazione che come categoria di Professionisti siamo considerati zero.
    Siamo l’unica categoria che deve mettere in pubblico il proprio introito provvigionale ed ora siamo l’unica categoria che deve promuovere i prodotti della concorrenza.
    Perchè per ridurre i premi assicurativi della RCA oltre che a tutte le valide iniziative sulle truffe e furbirie varie il Governo non riduce le tasse che gravano sugli stessi contratti e non le porta in tutti i Rami, non solo l’RCA a livello degli altri Paesi Europei???

    Una considerazione è bene farla a questo punto anche sui ns. Sindacati di Categoria. E’ bene a mio avviso che si arrivi al più presto ad un unico Sindacato, un sindacato moderno e che abbia mezzi, risorse economiche e competetenze importanti per diventare davvero una lobby che possa contare. Lobby non è una cosa sporca e solo in Italia viene spesso intesa come concetto negativo.

    Chiudo dicendo che certamente l’art. 34 non può stare in piedi così come è stato concepito e che quanto previsto non può raggiungere gli obbiettivi che il Governo ha nei suoi pensieri. Ma la panacea non è secondo me la possibilità di aprire la collaborazione tra gli iscritti A del Rui, anche se è una anomalia, ma se parliamo di liberalizzazioni già oggi abbiamo la possibilità di assumere più mandati, occorre forse una definitiva presa di posizione di tutti noi che operiamo in questo settore nei confronti degli ostracismi al plurimandato che le Compagnie in qualche modo hanno fatto in questi anni.

  20. DIEGO said:

    Premetto che non sono mai stato iscritto a nessun sindacato per ragioni che non sto qui a spiegare in questo momento, ma devo ammettere che FINALMENTE sembra che lo SNA con il nuovo Presidente abbia intrapreso la strada giusta, durante l’audizione in X Commissine Industria, Turismo del senato della Repubblica tenutasi a Roma il 03.02.2012 è stato formalmente richiesto per supportare ancora di più l’art. 34 di ” obbligare” le Compagnie a rilasciare un mandato agenziale a tutti quegli Agenti che, per adempiere all’obbligo previsto dal suddetto articiolo ne facciano richiesta , purchè in possesso dei requisiti previsti dalla legge.
    Inoltre cosa fondamentale per riqualificare la nostra figura di Agenti di Assicurazione e liberalizzare davvero il mercato assicurativo e stato chiesto di consentire la collaborazione tra tutti gli iscritti al RUI per tutti i rami esercitati.

  21. Davide Meloni said:

    Lavoro nel mondo assicurativo da 19 anni. Volevo solo raccontare la mia recente esperienza con un potenziale cliente che ha avuto il coraggio di chiedermi un preventivo RC Auto. Premesso che lavoro con due mandanti e che mi serviva un terzo preventivo da presentare all’incauto e ignaro “cliente”. Dopo avergli consegnato i documenti da leggere e firmare (7A, 7B, ecc, ecc) ho avuto la brillante idea di utilizzare il preventivatore ISVAP per mostrargli la convenienza ad assicurarsi presso altre mandanti. Il momento della raccolta dei dati è stato da libro cuore: essendo presente un altro assicurato, per mere questioni di privacy, l’ho fatto sedere accanto a me ed ho cominciato a domandargli tutto quello che il preventivatore ISVAP chiedeva. Dopo una decina di minuti di compilazione invio i dati e dopo un’altra decina di minuti ricevo il file in pdf con l’elenco delle Compagnie. Dopo aver scelto insieme a lui la Compagnia X, più conveniente rispetto alle altre, decido di scaricare le relative condizioni auto, le leggo velocemente, e le illustro all’assicurato, insieme a quelle delle mie mandanti. Per farla breve: rinnova presso la sua attuale Impresa, ma l’aspetto terrificante è che questa persona è entrata in ufficio alle 9,45 ed è uscita alle 10,37 !!! Avrei potuto prendere la prima Compagnia a caso, ma se poi l’assicurato scoprisse che esistono altre Compagnie con premi meno onerosi per lui ? Andandosene, si è rivolto a me sorridendo: pensavo che per un preventivo auto ci volessero 5 minuti…

  22. Davide Meloni said:

    Per una vera riforma del mercato dell’RC Auto occorre combattere seriamente (e prevenire) le truffe assicurative e “vivisezionare” i sinistri con lesioni: possibile che i colli degli italiani siano più fragili rispetto a quelli dei nostri vicini europei ? Tutti noi conosciamo le statistiche, ma con il passare degli anni il divario tra i sinistri con lesioni in Italia e nel resto d’Europa aumenta sempre più. Come possiamo fare se i medici scrivono “Distorsione del rachide cervicale” anche se uno si fa male giocando con la WII ? E qualcuno controlla la veridicità delle testimonianze che ci giungono in ufficio ? Non sarebbe curioso creare una piccola banca dati con i codici fiscali dei testimoni ? Ne vedremmo delle belle, temo.

  23. Marco said:

    La vera liberalizzazione, per sviluppare la concorrenza tra i competitors del mercato italiano, dovrebbe essere a mio avviso condizionare l’autorizzazione isvap all’esercizio del ramo rca alla presenza obbligatoria della compagnia in ciascuna provincia d’Italia con almeno un punto vendita agenziale…..vedi la desertificazione di molte aree di campania, puglia, calabria e sicilia.

  24. angelo said:

    Nel merito delle liberalizzazioni, credo che occorra :
    • avere una visione sistemica, Assicurato-Agente-Assicurazione, riprendendo una terminologia molto cara al buon Salvati, delle 3 A;
    • concentrarsi sugli interessi in gioco e non sulle posizioni da mantenere.

    In questo periodo la rete degli Agenti è cresciuta molto professionalmente, consapevole di assumere un ruolo di catalizzatore degli interessi del cliente con quelli della compagnia.
    La sua indipendenza e la forte radicazione sul territorio, rappresenta un ostacolo per le Compagnie che perseguono obiettivi trasferiti dal settore bancario: massimizzare i profitti con la gestione diretta del cliente.
    Questa è una mia lettura a tutte quelle iniziative che abbiamo assistito intraprendere, in questi ultimi anni, dalle Compagnie:
    • mancato rinnovo dell’ANA;
    • diminuzione delle aliquote provvigionali;
    • codici etici e accordi integrativi che sostituisco la contrattazione di 1° livelli o modificano il mandato di agenzia;
    • quadro sanzionatorio sproporzionato e iniquo.

    Sugli intermediari, con l’ultimo decreto sulle liberalizzazioni, si aggiungono ulteriori sanzioni.
    Come se il problema del caro tariffe RCAuto possa essere risolto sanzionando la rete distributiva.

    Nel decreto, l’aver esteso l’obbligo di preventivo agli intermediari al pari delle altre professioni (avvocati, dentisti, notai, ecc), non persegue il medesimo scopo.
    L’obbligo del preventivo per il professionista consente al cliente di potere scegliere il prezzo migliore per la prestazione richiesta.
    I preventivi fatti dagli intermediari assicurativi, tuttavia, non possono essere diversi da quelli di altri colleghi, in quanto le compagnie sono le stesse.
    Ai preventivi non corrisponde una prestazione bensì un prodotto con tariffa depositata dalla Compagnia.

    Un ultimo richiamo al decreto merita l’adozione delle scatole nere.
    Valutiamo questo inciso sulla base degli interessi e pensiamo per un attimo a quelli delle compagnie telefoniche-online, canali distributivi diretti.

    Un provvedimento del genere è quanto di meglio poteva accadere alle Compagnie che gestiscono queste reti.
    Se a ciò aggiungiamo che l’AD del primo gruppo è diventato il capo dei capi (ANIA)…si capisce che gli interessi difesi con il decreto non sono di certo quelli dei clienti.

    Le soluzioni al caro tariffe vanno perseguite con il giusto compromesso tra efficienza ed equità, favorendo lo sviluppo sistemico del settore, riconoscendo e valorizzando gli interessi di tutti i soggetti e non prevaricando i soggetti stessi.
    Con e non contro.

    Guai a non conoscere le pecuniarità dei servizi interessati.

    Il decreto sulle liberalizzazioni doveva e poteva risolvere il caro tariffe intervenendo sui sinistri RCA con danni fisici, vera anomalia del mercato italiano.
    Andava corretto il quadro normativo-giuridico dando indicazioni imprescindibili di equiparare la valutazione dei piccoli danni fisici (colpo di frusta e simili) agli stessi criteri adottati per INAIL.
    Possibile che quando un giudice deve valutare qualsiasi danno fisico, dal più piccolo al più grave, se a pagare è la Compagnia di Assicurazione, applica criteri più elevati rispetto ad altri soggetti?

    I provvedimenti degli ultimi anni hanno liberalizzato la domanda a vantaggio del consumatore.
    Molto altro si potrebbe fare, per rendere altrettanto libera l’offerta, chiedendo maggiore attenzione alla chiarezza normativa nei contratti, all’innovazione di prodotto, alla qualità del servizio erogato.

    Elementi che costituiscono i vantaggi competitivi e rafforzano la concorrenza all’interno di un mercato libero dalle oligarchie.

  25. gio2802 said:

    Purtroppo le compagnie hanno avuto la meglio sugli interessi degli utenti e degli stessi intermediari..un mercato veramente libero sarà impossibile da realizzare finchè vengono anteposti gli interessi delle grandi società. Monti ha avuto splendide intenzioni, ma anche uno splendido dietro front, che ha incluso un obbligo di confronto che sta facendo scompisciare dalle risate i grandi manager delle Compagnie assicurative

  26. Mauro Atzori said:

    Cari Colleghi,Sono davvero tempi duri per noi intermediari: da una parte la grande crisi economica, dall’altra il Governo Monti, che, con vivo impegno, anziché snellire il duro compito che abbiamo quotidianamente, lo complica con un decreto assurdo in particolare con l’art. 34 ,dove ci obbliga a mostrare tre preventivi Responsabilità Civile Auto, compreso il nostro, al cliente; ma non solo, come se non bastasse dobbiamo anche informarlo sulle condizioni generali dei rispettivi preventivi.
    Allora io mi chiedo: “ il regolamento ISVAP n. 5 del 2006 non vieta l’intermediazione assicurativa se non si e’ iscritti all’apposito registro dalla compagnia per la quale si propongono gli affari?”

  27. UMBERTO said:

    Cari colleghi, non è facile essere sintetico su questioni importanti e delicate come queste. Ammiro che in questa sede si sia creato un FORUM.
    Ci vogliamo rendere conto che mancherebbe poco per far entrare in vigore l’Agenzia Antifrode e non si fa nulla e non se ne sa nulla?
    Ci vogliamo rendere conto che noi, Agenti del Meridione, non riusciamo ad avere mandati da “una” Compagnia e si parla di obbligo di confronto di tre preventivi? Ma c’è contezza dei fatti, o no?
    Perchè non agire su questo? Anche in campo assicurativo si è creata UNA QUESTIONE MERIDIONALE!!!
    Le liberalizzazioni, in questo, fanno poco o quasi nulla.
    Si potrebbe vedere di buon occhio la collaborazione tra A e A, ma il problema è più generale.

    Grazie a tutti e buon lavoro a SNA e UNAPASS!!!!

  28. roberto zatta said:

    Sono in parte d’accordo con alberto duranti: se non verrà inserita la collaborazione tra intermediari A con A o con B è chiaro che non resterà altra scelta per l’intermediario che voglia effettivamente ottemperare in maniera professionalmente seria all’obbligo di confronto di almeno tre condizioni di polizza e tariffe di compagnie diverse, e cioè operare per almeno tre imprese ovverosia con il plurimandato, altrimenti rimanendo monomandatario l’offerta sarà giocoforza in maniera poco seria “pilotata” ma in questo caso sarà il consumatore a valutare……

  29. alberto duranti said:

    A mio avviso non va modificato nulla. A me, l’impianto del decreto sta’ bene cosi’ com’è. Anch’io confido nel fatto che le Associazioni di Categoria & i Gruppi Agenti, nel tempo, possano far percepire alle Compagnie la giusta Direzione. Ora non l’hanno e marciano a vista.

  30. Maurizio said:

    Bella come iniziativa, molto ci sarebbe da dire ma non voglio dilungarmi troppo. Appoggio anche io tutte le iniziative volte al controllo delle frodi, come il tagliando elettronico e brevetti simili. Ma vedo anche alcuni aspetti che potrebbero portare alla chiusura di molte agenzie di piccole dimensioni. Aspetto di vedere quanto saranno in grado di fare SNA e UNAPASS per limitare i danni.

    Maurizio M.

  31. Paolo said:

    Si può liberalizzare fissando degli obblighi? Per favorire la concorrenza ed aumentare quindi i servizi non sarebbe meglio togliere dei divieti? Permettere agli intermediari di collaborare tra loro, per esempio, potrebbe essere una soluzione?

  32. Arturo P. said:

    Sono d’accordo sulle misure relative al contrasto alle frodi, ma va assolutamente modificata la parte sull’obbligo del confronto delle tariffe. Confido che le azioni di Sna e Unapass possano sortire gli effetti sperati.

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