Dichiarazioni 2015: Precompilata, primo passo per le polizze

Spese - Fiscalità - Compilazione Unico Imc

Spese - Fiscalità - Compilazione Unico Imc

(Autori: Marco Mobili e Giovanni Parente – Quotidiano del Fisco)

L’Ivass dovrà definire a stretto giro il perimetro della responsabilità che potrà essere assicurata. Dopo il parere dell’Authority di settore partirà il confronto tra professionisti, Caf e compagnie per sciogliere il nodo dei costi delle coperture

Qualcosa si è mosso. Primi passi verso le polizze sulle nuove responsabilità di Caf e professionisti abilitati per l’invio del 730. Sarà l’Authority di settore, l’Ivass, a definire nei prossimi giorni il perimetro entro il quale potrà essere garantita la copertura assicurativa. È quanto emerso nel vertice di ieri mattina tra l’amministrazione finanziaria e tutti gli attori interessati dai rappresentanti dell’Ivass e dell’Ania a quelli dei Caf e dei professionisti. E la direttrice Entrate, Rossella Orlandi, ha chiarito senza mezzi termini che la definizione del perimetro entro cui possono operare le polizze assicurative non rientra nella competenza delle Entrate.

In questo modo ha obbligato i rappresentanti dell’Ivass a uscire allo scoperto una volta per tutte arrivando alla conclusione che spetterà proprio all’Istituto di vigilanza definire con un proprio parere se tutto o in parte è assicurabile. Occorre ricordare, infatti, che secondo le norme che disciplinano la dichiarazione precompilata nei casi di visto di conformità infedele (mancato riscontro dei giustificativi delle spese che danno diritto a sconti e agevolazioni), a eccezione per le ipotesi di condotta gravemente colposa o, addirittura, dolosa del contribuente, sia professionisti che Caf sono tenuti al pagamento di un importo corrispondente alla somma dell’imposta, degli interessi e della sanzione che sarebbe stata richiesta al contribuente. In sostanza operatori e compagnie assicurative chiedono da più tempo la risposta netta a due quesiti: le sanzioni sono assicurabili o no? Nel caso lo fossero la perdita del loro effetto di deterrenza a chi è attribuibile?

La risposta arriverà dunque nei prossimi giorni (comunque prima del 15 aprile quando la precompilata inizierà a entrare nel vivo) e secondo i partecipanti all’incontro la soluzione sarà quella attesa dalla stessa amministrazione finanziaria che ha scommesso e non poco sull’operazione 730 a domicilio, ovvero che la responsabilità di Caf e intermediari sarà totalmente assicurabile, sanzioni incluse.

Dal canto loro le compagnie assicurative non hanno mai manifestato la loro contrarietà alla stipula di polizze assicurative con chi sarà chiamato ad assistere i contribuenti sulla dichiarazione precompilata. Per le assicurazioni è pur sempre un potenziale business da monitorare ed esplorare a cui difficilmente in questo periodo anche per loro è impossibile rinunciare.

Sarà da valutare con attenzione, ha sottolineato il delegato fiscale del Cndcec (Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili), Luigi Mandolesi, cosa accadrà dopo il parere dell’Ivass, soprattutto in termini di costi assicurativi: «Sarà necessario che il rischio sia poi assicurato a condizioni di mercato». L’aumento dei premi delle polizze è infatti dietro l’angolo. Al crescere della responsabilità di Caf e professionisti anche il pricing inizierà la sua corsa verso l’alto provocando un inevitabile aumento dei premi e dunque del costo delle polizze. Solo il mercato dell’assistenza fiscale potrà dire poi se l’aumento dei compensi riconosciuti a Caf e professionisti sarà in grado di ammortizzare il possibile rincaro delle polizze.

I Caf puntano a effettuare controlli sia nella finestra temporale di invio del 730 sia in quella successiva per ridurre il numero degli errori. Un segnale da leggere nell’ottica anche di «ridurre il costo e il rischio sia per le assicurazioni sia per lo Stato», come sottolinea il presidente della Consulta nazionale dei Caf, Valeriano Canepari, che lancia l’ipotesi di individuare e arrivare a formule flessibili di polizze.

Allo stesso tempo Canepari esclude possibili ricadute in termini di aumenti sulle tariffe richieste ai contribuenti: «Inviteremo tutti i Caf a non procedere ad aumenti indiscriminati dei costi a carico dei cittadini».

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