DIMISSIONI DALLO SNA E UNAPASS PER DAR VITA A UNA NUOVA ASSOCIAZIONE SINDACALE

L'incontro di Bologna del 12 settembre scorso

L’inizio di una nuova era del movimento sindacale degli agenti di assicurazione italiani

Sono iniziate in questi giorni le dimissioni eccellenti dal Sindacato Nazionale Agenti di Assicurazione.

La fuori-uscita di Vincenzo Cirasola, presidente provinciale dello SNA di Bologna da 16 anni e vice-presidente nazionale per 9 anni nell’esecutivo guidato da Tristano Ghironi, nonché attuale presidente del Gruppo Agenti Generali, ha aperto la strada a tanti altri Presidenti di Gruppo, a responsabili territoriali dello SNA e a semplici iscritti che hanno rassegnato le dimissioni da membri del Sindacato.

Solo per fare alcuni nomi: i presidenti di GAA Alessandro Lazzaro, Pierangelo Colombo, Letterio Munafò, Federico Serrao, che si vanno ad aggiungere ad altri presidenti di GAA che già dallo scorso anno non avevano rinnovato la tessera allo SNA, come Roberto Arena ed ex presidenti GAA come Massimo Allevi.  Inoltre il coordinatore regionale dell’Emilia Romagna Luigi Mingozzi ed il vice coordinatore Angelo Breglia (agente plurimandatario), il vice coordinatore regionale della Sardegna, Giovanni Puxeddu, e il vice della Lombardia, Andrea Mauri, i presidenti provinciali e componenti Esecutivi Provinciali SNA di altre Sezioni Provinciali, nomi eccellenti come Elio Pugliese, Enzo Andrei, e altri ancora che nell’ultimo periodo sono stati in prima linea movimento di opinione il “Coraggio di Cambiare”. Oltre a costoro ci sono altri che, seppur non si sono ancora dimessi, hanno già dichiarato di non voler rinnovare la tessera non solo allo SNA, ma anche all’UNAPASS, tra i quali spiccano i presidenti GAA Enrico Ulivieri, Giovanni Trotta, Giuseppe Consoli, Bruno Coccato ed ex presidenti come Pasquale Laera.

Dopo i numerosi tentativi di intavolare un dialogo costruttivo e la mancata volontà di inaugurare un nuovo modello associativo più moderno e rispondente alle crescenti esigenze della professione – in grado di riunire sotto un’unica sigla associativa Sna, Unapass e i Gruppi Agenti – è emersa come non più procrastinabile la necessità di dar vita ad una nuova associazione sindacale che possa comporre insieme le migliori energie ed esperienze nel campo della rappresentanza degli interessi collettivi degli agenti di assicurazione, che prevalentemente punterà agli agenti “non aderenti ad alcun sindacato”, che sono i più numerosi, e non a sottrarre iscritti a SNA e UNAPASS.

Un percorso obbligato indotto dalla palese crisi irreversibile all’interno dello SNA, animato da personalismi e ambiguità, incapace di relazionarsi con la base associativa e le varie articolazioni di cui si compone, ma soprattutto fallace nel rappresentare in maniera razionale, utilitaristica ed efficace gli interessi della categoria. Dal suo insediamento l’Esecutivo Nazionale ed il suo Presidente si sono resi protagonisti di approssimazione ed inadeguatezza nei rapporti istituzionali e nella trattazione di materie legislative, hanno concluso accordi grotteschi ed imbarazzanti suscitando la preoccupazione ma spesso anche l’ilarità delle parti coinvolte, hanno pervicacemente perseverato in atteggiamenti discriminatori e denigratori, senza alcun rispetto delle norme statutarie e in alcuni casi dei diritti civili, nei confronti dei singoli così come verso i Gruppi Agenti.

Di fronte a questo quadro preoccupante per il futuro della categoria, e a seguito della forte delusione e amarezza verso l’operato di entrambe le “organizzazioni sindacali SNA e UNPASS”, da più parti è stato avvertita come naturale l’esigenza di dar vita ad un nuova organizzazione di categoria generalista nel quale far confluire il “Coraggio di Cambiare“, e che vedrà il coinvolgimento diretto in termini strategici e politici dei Gruppi Agenti.

Una nuova associazione moderna, snella ed agile, attenta alle nuove dinamiche di mercato nazionale ed europeo, con una visione degli assetti competente e lungimirante, con la capacità di offrire una nuova modalità di tutela sindacale che dia più forza contestualmente al singolo iscritto così come al Gruppo aziendale, in grado di porsi come l’interlocutore privilegiato nel panorama istituzionale, aperta a tutti gli agenti di assicurazione italiani con l’obiettivo primario di riportarli a svolgere un ruolo da protagonista nel mondo dell’intermediazione assicurativa.

Il D-Day della nuova associazione è il prossimo 30 novembre. Nelle intenzioni dei Costituenti sarà “l’inizio di una nuova era del movimento sindacale degli agenti di assicurazione italiani”.

(Nella foto in alto, l’incontro del 12 settembre scorso a Bologna che ha dato vita ufficialmente al Comitato Costituente Nuova Associazione)

Intermedia Channel

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7 Comments

  1. Allibito said:

    Essendo l’articolo a firma Inermedia Channel, dobbiamo pensare che questo sia non già il pensiero del “comitato costituente” ma della testata giornalistica online?

    Detto questo, lascia sempre perplessi chi non accettando le regole democratiche (leggi confrontarsi nelle sedi deputate esporre le proprie visuali e su quelle farsi eleggere) sceglie di crearsi il proprio “partito”, nella peggiore espressione del malcostume italiano della frammentazione, autoproclamandosi portatore di verità.

    Così come parecchie perplessità sorgono nell’ascoltare in audizione il Presidente dell’Ania preannunciare tale nascita, una sorta di stonatissima benedizione. Dividi et impera, da sempre, lo slogan dei potenti!

    Quanto ai nomi “eccellenti”, si iniziano già a leggere le prese di distanza, le precisazioni, i distinguo.

    Penso ne vedremo ancora delle belle!

    • Luciano Villalta said:

      “Essendo l’articolo a firma Intermedia Channel, dobbiamo pensare che questo sia non già il pensiero del “comitato costituente” ma della testata giornalistica online?”

      Quello all’interno dell’articolo è il pensiero del “Comitato Costituente Nuova Associazione”, del quale abbiamo riportato il comunicato in maniera integrale.

      • Allibito said:

        Ringrazio per la opportuna precisazione.

  2. Roberto said:

    Cari colleghi, il bello è che tutti hanno sempre ragione e nessuno ha mai torto, basta cambiare il punto di vista da cui si guardano le stesse cose. Non hanno senso le sterili ed inutili polemiche, da qualunque parte esse provengano, perchè poi il risultato è sempre lo stesso, ci si divide dopo essersi confrontati perchè il ” bene comune ” ( cioè la nostra professione ) in realtà ci sta a cuore solo individualmente e mai collettivamente. La soluzione purtroppo non c’è, perchè le regole che vorrebbero governare il mondo assicurativo sono dettate da persone che non svolgono questa professione quotidianamente e quindi nulla ci capiscono: ne deriva così che i risultati prodottì ( vedi il ” geniale ” Art. 34 dei tre preventivi, e relative sanzioni,o delle tre carte come lo chiamo io ) sono delle ” amenità bestiali “….ma questa è un’altra storia!

  3. Gabriele said:

    Caro amico Gianni,
    Mi dispiace dire che sei poco informato. I 12 presidenti Gaa prima di arrivare alla decisione di costituire il Comitato Costituente , vista la gravitá del momento, dal 30 maggio al 25 settembre 2012 hanno fatto tutti i tentativi possibili scrivendo tre documenti a SNA e UNAPASS pregandoli di fondare una casa comune, da costruire a nuovo, visto che le fondamenta non tenevano più, mettendosi TUTTI in gioco, per il bene della categoria, senza sterile spartizione di poltrone. Ma l’arroganza e la mancanza di capacità di ascolto, in particolare del presidente SNA e la volontà di far prevalere le personali ambizioni del presidente di Unapass di tentare di entrare in Parlamento, hanno impedito l’unità della categoria, costringendo i numerosi colleghi delusi dalle politiche degli ultimi anni delle due organizzazioni sindacali a creare un nuovo modello associativo, aperto a tutti, che sarà costituito il 30 c.m. Ti ricordo che fino al 2008, quando Cirasola era vicepresidente nazionale, insieme a Ghironi, allo SNA, le cose andavano fin troppo bene (nel 2007 la legge di libertà Bersani e nel 2006 la maniftazione a roma dei 15000 contro l’Isvap, te le ricordi?) Nel 2009 c’erano circa 9000 iscritti paganti (e non 7000 sedicenti ma non paganti) e ai congressi si veniva eletti all’unanimità con standing ovatiion e lacrime di commozione e non con 8 voti fidi differenza e lotte intestine e fratricidie con veleni e coltelli. Forse queste circostanze non le conoscevi e per questo motivo il tuo sentiment negativo, non è condivisile, anzi é contestabile, ma giustificabile. La categoria è già fortemente spaccata da anni e certamente non per colpa di chi oggi se ne va, ma di chi ci resta.

    • Massimo Congiu said:

      Caro Gabriele non entro nel merito della libera scelta di chi vorrà costituire un terzo sindacato degli agenti, al quale auguro un successo al concorso di una difesa dei comuni interessi; mi riferisco alle inesattezze che scrivi per quel che riguardano la mia persona, certamente dovute alla non conoscenza diretta dei fatti e per i quali sono sempre disponibile a confrontarci, come e quando vuoi, con la trasparenza e la serietà del mio agire, e magari senza anonimato…..a presto! Massimo Congiu

  4. gianni said:

    Senza nulla togliere alle colpe dell’attuale dirigenza SNA, incapace o volutamente complice di questa scissione, non posso che essere critico sull’atteggiamento di Cirasola & c.; comprendo che un monomandatario “fermo” come un Agente Generali non si senta rappresentato dall’attuale vertice dello SNA, ma addirittura andarsene senza nemmeno provare con gli strumenti democratici previsti dallo Statuto a far cambiare rotta allo SNA…..non ci sono parole!!!

    Poi, ti raccomando gli slogan: NUOVO modello associativo, NUOVO modello di agenzia, NUOVE relazioni industriali…solo gli uomini sono quelli vecchi, perchè di nuovi, francamente, non ce ne sono…

    Ma se qualcosa non andava nello SNA, perchè il buon Cirasola non ha provato a cambiarlo quando è stato Vicepresidente nazionale (2 o 3 mandati addirittura…)…ed adesso ci vorrebbe far credere che ha in mano le soluzioni per gli Agenti italiani? Ma quali?
    …quando verrà il momento di superare gli slogan e dare un contenuto serio a questa istanza, in sè non priva di pregio, di cambiamento?

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