CONSIDERAZIONI DEL PRESIDENTE IVASS SALVATORE ROSSI E RELAZIONE ANNUALE 2012

IVASS HP

IVASS HPNel presentare la Relazione annuale sull’attività svolta dall’Autorità di Vigilanza nel 2012, il presidente IVASS Salvatore Rossi ha soffermato le proprie considerazioni su diversi aspetti: il passaggio dall’ISVAP all’IVASS, l’azione di vigilanza nei primi mesi del 2013, l’evoluzione delle regole internazionali e le prospettive della vigilanza assicurativa.

Rossi ha ricordato come “già all’indomani dell’approvazione della legge istitutiva (dell’IVASS – ndIMC), quando ancora l’Isvap era sotto la guida di un Commissario straordinario, ci ponemmo il problema di come dare concreta applicazione alla indicazione di rivedere la vigilanza assicurativa e collegarla con quella bancaria […]. Una banca e una compagnia assicurativa sono soggetti diversi, nella natura, negli scopi, negli effetti economici che producono; e tuttavia presentano, analogie e similarità, che non possono non riflettersi sui rispettivi assetti di regolazione e supervisione“.

La vigilanza assicurativa, in Italia come in altri paesi, riguarda due diversi campi: il controllo prudenziale sulle imprese di assicurazione; la tutela del consumatore di servizi assicurativi – ha puntualizzato il presidente IVASS –. È nostro obiettivo rafforzare l’uno e l’altra, in modo da garantire stabilità al mercato e protezione al cittadino nel suo rapporto con le imprese e gli intermediari“.

La tutela degli assicurati nei loro rapporti con gli interlocutori professionali deve restare un obiettivo centrale dell’Ivass – ha proseguito Rossi –, anche alla luce del vincolo, posto in capo alle imprese assicurative, a contrarre polizze per la copertura obbligatoria della responsabilità civile nella conduzione di autoveicoli“.

Il presidente IVASS si è quindi soffermato su reclami e sanzioni, e sull’efficacia dell’azione sanzionatoria a carico delle compagnie, che talvolta possono riservare amare sorprese per i consumatori: “l’Istituto ha sempre considerato l’ampia mole dei reclami che correntemente riceve, ben 31.000 nel 2012, come una primaria fonte informativa per definire controlli, ispezioni, sanzioni in materia di tutela degli assicurati. I provvedimenti sanzionatori sono numerosissimi, oltre 5.000 nel 2012, prevalentemente nel settore r.c. auto, con sanzioni complessivamente pari lo scorso anno a oltre 50 milioni di euro. La loro efficacia deterrente può essere accresciuta modificandone l’impostazione: diversamente dal caso bancario, le sanzioni colpiscono le imprese e non le persone fisiche, sicché possono finire con l’essere considerate una mera voce di costo, da scaricare sulle tariffe“.

Rossi pensa quindi ad un rafforzamento delle azioni, presendendo esempio da quanto succede nel sistema bancario: “Il sistema non prevede un dispositivo stragiudiziale di risoluzione delle controversie fra clienti e controparti professionali, in analogia con l’Arbitro Bancario Finanziario. Entrambe le questioni sono ora oggetto di riflessione; necessiterebbero, eventualmente, di interventi legislativi“.

E’ però nella parte riservata all’attività dell’istituto nella prima parte del 2013, che il presidente IVASS torna su una delle questioni più spinose e controverse del sistema assicurativo: il peso delle tariffe Rc auto. Dopo aver ricordato la relazione annuale Antitrust dello scorso 18 giugno, che già riferiva del forte “divario tra i livelli tariffari prevalenti in Italia e quelli, molto più bassi, che si riscontrano in altri paesi europei“, Rossi ammonisce come il fenomeno stia assumendo “una connotazione di ingiustizia grave nella fase di difficoltà in cui molte famiglie italiane versano per effetto della crisi che investe il Paese. Ne è un pericoloso segnale anche il numero crescente di veicoli che circolano sprovvisti di assicurazione“.

La questione è complessa – ha continuato il presidente IVASS –. Vi possono essere: scarsa concorrenza; inefficienze delle imprese, anche nella liquidazione dei sinistri; costi indebiti legati a comportamenti fraudolenti degli assicurati nel richiedere indennizzi sui sinistri, talvolta con l’intervento della criminalità organizzata. Quest’ultima patologia – ha rammentato ancora Rossi – produce forti distorsioni del mercato, acute in alcune aree del Mezzogiorno dalle quali le imprese di assicurazione tendono a ritirarsi, a volte anche con pratiche elusive dell’obbligo a contrarre“.

Nell’interesse dei consumatori onesti e dell’intero sistema è necessario individuare soluzioni rapide e durature. Le tariffe possono e debbono scendere, senza pregiudicare la solvibilità delle compagnie, se vengono messi in campo gli opportuni presidi. L’Ivass si adopererà perché questo obiettivo si realizzi […]. Tornerò più diffusamente su questo tema in occasione dell’Assemblea annuale dell’ANIA del 2 luglio prossimo, dando anche conto di una iniziativa comune che intendiamo avviare con l’Agcm“, ha quindi concluso questo passaggio il presidente IVASS.

Rossi ha anche accennato ai dossier più importanti, tra quelli presenti sul tavolo dell’autorità di vigilanza. Per quanto riguarda il gruppo Generali, “l’Ivass è chiamato a verificare che sia salvaguardata la sana e prudente gestione delle singole imprese coinvolte” nell’importante processo di ristrutturazione in atto “e del gruppo nel suo complesso“; l’autorità sta inoltre vagliando la seconda fase del progetto di integrazione Unipol-Fonsai, valutando “attraverso una serrata interlocuzione con le compagnie interessate e con altre Autorità, la sussistenza dei requisiti prudenziali in capo alla società che risulterebbe dalla fusione“, ovvero UnipolSai.

Relazione sull’attività svolta dall’Istituto nel 2012

Considerazioni finali del presidente IVASS

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