Direttore Itas, delegati sostenuti dai confederali. Di Benedetto fermo su Agrusti

ITAS - Nuova sede Imc

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(Fonte: Corriere del Trentino)

Potrebbe essere decisivo il passaggio di oggi nel cda di Itas assicurazioni per la selezione del nuovo direttore generale del gruppo. Il presidente Giovanni Di Benedetto vorrebbe riempire la casella rimasta vuota con Raffaele Agrusti. Ma nel frattempo Cgil, Cisl e Uil hanno offerto ai delegati un’alleanza strategica «per individuare azioni congiunte che sappiano tutelare il patrimonio comune della più antica mutua assicuratrice d’Italia»

Potrebbe essere un passaggio decisivo quello che si consumerà oggi nel cda di Itas Assicurazioni (nella foto, la sede) per la selezione del nuovo direttore generale del gruppo dopo il divorzio da Ermanno Grassi a seguito della delicata vicenda giudiziaria che si è abbattuta sulla mutua. Ma non è detto che il copione sia già scritto.

Il presidente di Itas, Giovanni Di Benedetto, vorrebbe riempire la casella rimasta orfana con Raffaele Agrusti, chief financial officer della Rai dal 2016 e prima direttore generale e amministratore delegato di Generali assicurazioni. La separazione dal colosso triestino non è stata indolore con una coda di veleni e un’inchiesta penale, poi finita archiviata, e a tali circostanze si sono riferiti i delegati di Itas che in una lettera hanno chiesto un surplus di moralità, un voto all’unanimità del board e, se ciò non fosse praticabile, di optare per una soluzione ad interim pescata all’interno della compagnia. A sostenere il punto ci hanno pensato ieri anche le rappresentanze sindacali di Cgil, Cisl e Uil che hanno offerto ai delegati un’alleanza strategica «per individuare azioni congiunte che sappiano tutelare il patrimonio comune della più antica mutua assicuratrice d’Italia».

Nello specifico, i lavoratori «ritengono opportuno che la selezione del prossimo direttore venga effettuata in modo ponderato e non affrettato, dando segnali di chiarezza e trasparenza» e auspicano che «la nomina del prossimo direttore generale, risulti espressione assoluta dell’unanimità del consiglio di amministrazione, lasciando altrimenti che la scelta diventi appannaggio del prossimo cda. In questa evenienza, chiedono che venga individuata una governance per il periodo di transizione, con una figura di garanzia in possesso della conoscenza delle dinamiche aziendali, anche valorizzando le risorse interne». Infine, l’appunto a Di Benedetto: «Inoltre i lavoratori nel loro duplice ruolo di soci assicurati e dipendenti, si interrogano sul motivo per il quale la società non abbia saputo attivare quegli strumenti che avrebbero dovuto prevenire le anomalie, i cui effetti sono emersi in queste settimane».

Il fuoco incrociato di delegati e sindacati, unito alle perplessità emerse nel dibattito pubblico, dovrebbero suggerire a Di Benedetto di non avventurarsi in forzature dall’esito incerto.

Ma, secondo indiscrezioni, ieri il presidente avrebbe incontrato Agrusti, possibile preludio ad un’accelerazione. Le altre opzioni rimaste in campo sono l’ottenimento di un ulteriore rinvio del punto all’ordine del giorno — che avrebbe come effetto quello di riaprire i giochi — oppure la scelta di un nominativo diverso tra quelli selezionati nella rosa di «Key2-people», la società incaricata di individuare i profili più adatti. Si tratta di Andrea Battista, Alberto Maturi e Bruno Scaroni. Da sparring partner a protagonisti, ciò che Di Benedetto vorrebbe evitare perché il ribaltamento delle posizioni avrebbe i chiari contorni di una sconfitta.

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