DISCEPOLO (GRUPPO AGENTI REALE MUTUA): «SI’ ALL’ACCORDO CASA COMUNE»

Giovanni Discepolo IMC

Il presidente uscente spiega a Intermedia Channel i punti salienti dell’intesa con la compagnia. E  sulla sua esperienza da presidente dice….

ROMA – Non è facile ritrovarsi tutto a un tratto nel bel mezzo di una serie di trattative aperte con la propria mandante e assumersi l’onore e l’onere di portare avanti un gruppo agenti come quello di Reale Mutua (non uno qualsiasi..) quando meno te l’aspetti. È quello che è successo a Giovanni Discepolo (nella foto), 63 anni, agente Reale Mutua a Caserta. Discepolo è subentrato nella carica di presidente all’inizio dello scorso anno al dimissionario Marco Mainini.

«In passato mi era stato proposto più volte di assumere questa carica ma, nonostante fossi nel gruppo dirigente da venti anni, ho sempre rifiutato per una serie di motivi, tra cui la distanza territoriale che mi separa da Torino. E anche per l’età», spiega lo stesso Discepolo, intervistato da Intermedia Channel a Roma dove si sta tenendo il congresso del gruppo agenti Reale Mutua. «Poi, essendo vicepresidente vicario e viste le dimissioni di Mainini, sono stato costretto…ma certamente non mi ricandiderò, nonostante le pressioni dei miei colleghi. Questo è un ruolo che affatica molto».

Domanda. Fra poche ore si concluderà ufficialmente questa sua esperienza. Come è andata?

Risposta. Mi sono occupato subito di argomenti che erano in dirittura di arrivo, come per esempio il plurimandato funzionale. Era già stato previsto nel 2007, ma non aveva mai trovato la sua applicazione completa. Lo abbiamo fatto con i Lloyd’s di Londra. Già 30 agenzie pilota hanno sperimentato questo progetto e la prossima settimana toccherà ad altre 30 agenzie.

D. Come nasce questo accordo?

R. Per non perdere i nostri clienti, nel 2007 abbiamo chiesto alla compagnia di permetterci di percorrere altre strade per poter lavorare in alcuni settori come la Rc professionale e la D&O (Rc degli amministratori e dei sindaci d’impresa, ndr). Seppur con dei paletti, la mandante ha dimostrato molta sensibilità. Oltre al plurimandato funzionale, mi sono ritrovato anche a chiudere un altro accordo, quello relativo all’autonomia rami elementari. Infine, l’accordo denominato Casa comune, chiuso alcuni giorni fa.

D. Dando un’occhiata alla mozione di Baveno del 2010, tra gli obiettivi del nuovo consiglio direttivo c’erano: il raggiungimento di politiche assuntive sostenibili, la realizzazione di un progetto per la determinazione autonoma dei dati di agenzia, uniformare i mandati agenziali. Li avete centrati?

R. Per quanto riguarda le politiche assuntive direi di no. Non è dipeso da noi e per questo sono molto critico con i dirigenti della compagnia. Sui dati di agenzia: abbiamo predisposto un programma, un database completo, anche se non permette a 360 gradi una vera e propria elaborazione dei dati, che ci consente di visionare il quadro completo di un cliente: numero di polizza, premi, sinistri, scadenze. È un programma che si basa anche sui dati della compagnia. Il problema è che quelli che noi agenti andiamo a estrapolare non coincidono alcune volte con altri numeri che arrivano dalla compagnia per altre vie. E questo è un problema. Sul terzo punto: il mandato unico lo abbiamo centrato attraverso l’accordo Casa comune. La compagnia si è resa conto che più mandati risultano difficili da gestire, anche perché possono genersare fratture interne.

D. L’esclusiva di marchio. È ancora un patrimonio distintivo e inalienabile della storia del gruppo agenti Reale Mutua?

R. Assolutamente sì. Alcuni parametri fondamentali dell’accordo sono rimasti invariati. Altri sono cambiati. Fra le parti che non sono state modificate ricordo l’obbligo da parte della compagnia di dare mandato all’erede della persona (genitore) che viene a mancare o che è soggetta a invalidità permanente. Siamo gli unici ad avere un accordo di questo tipo. E poi la revoca ad nutum: se avviene, la compagnia paga una penale pari al doppio della liquidazione spettante. Abbiamo solo ceduto qualcosa alla compagnia, ma i parametri fondamentali li abbiamo mantenuti.

D. Sistema informatico. Vi dà ancora grattacapi?

R. Oggi la piattaforma è cambiata e lavoriamo on line, tanto è vero che la gestione dei sinistri web avviene in modo più veloce. Sicuramente ci sono meno problemi dal punto di vista strutturale. Ma c’è, comunque, qualcosa che non va: spesso, chi lavora negli uffici della compagnia, lo fa con una certa superficialità. L’emissione per esempio dei quietanzamenti avviene a volte in modo errato. L’errore, è chiaro, è umano. Non ci sono i controlli a monte che invece sarebbero necessari…

D. L’accordo denominato Casa comune è stato definito da qualcuno “il padre di tutti gli accordi”. Quali sono i punti salienti?

R. Un accordo in scadenza prevede una riduzione provvigionale sull’Rc auto di due punti percentuali: con Casa comune li recuperiamo. Non solo: con il mandato unico, contenuto nel nuovo accordo, l’aggio di incasso nei rami elementari sarà aumentato per i nuovi agenti. E poi ancora l’accordo post Bersani, che scade il 31 dicembre 2012. Con Casa comune abbiamo ottenuto di ripercorrere i punti forti di quell’accordo 2007 che ha portato una grossa redditività per le agenzie Reale Mutua: con sovraprovvigioni sugli affari nuovi continueremo a registrare un pay out intorno al 25,6%. Senza Casa comune scendiamo al 24%. Altri punti salienti: la rivalsa viene calcolata in 12 anni, ma viene rateizzata in 18 anni, la riduzione media degli affitti di agenzia del 20%, il mantenimento per quel che riguarda la liquidazione del moltiplicatore 6.

D. A che punto è la trattativa per l’accordo Casa comune?

R. L’accordo è stato presentato e deve essere ancora elaborato dal gruppo agenti e visionato dai legali. La compagnia sta spingendo per siglare subito il documento: è consapevole che, senza questo accordo, molte agenzie, circa il 60%-70% andrebbero in difficoltà.

Vorrebbe chiudere in tempi rapidi. Noi non sappiamo se il sistema informatico è in grado di recepire queste novità e le relative modifiche. L’accordo, inoltre, va ratificato nell’ambito di un congresso agenti ad hoc che, con tutta probabilità, sarà convocato in via straordinaria presumibilmente subito dopo la prossima estate. Capisco che la compagnia vorrebbe chiudere entro il 30 giugno prossimo, ma non ci sono i tempi tecnici per farlo.

D. Ancora poche ore e poi lascerà l’incarico di presidente del gruppo agenti Reale Mutua. Cosa si sente di dire agli iscritti?

R. Ho fatto tutto quello che potevo fare. Mi sono impegnato al massimo e credo di esserci riuscito. L’accordo Casa comune ritengo sia valido e mi aspetto il consenso degli iscritti. Molti, per la verità, si sono ricreduti rispetto alla originaria posizione negativa che avevano manifestato e questo è importante. Le stesse regioni lo hanno approvato all’unanimità.

 

Dall’inviato Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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