Donnet: il Leone tornerà a mordere sui mercati

Philippe Donnet (6) Imc

Philippe Donnet (6) Imc

(di Piercarlo Fiumanò – Il Piccolo)

Il Ceo di Generali: nel 2018 parte la “fase” tre della crescita. Nel mirino Europa e Asia. Via libera al bilancio e al dividendo. Piano per il risparmio gestito

Generali, parte tre, la rivincita. Philippe Donnet (nella foto), con il suo italiano ormai perfetto, ha imparato a muoversi con disinvoltura nell’unica “Messa cantata” della finanza italiana. Alla fine dell’assemblea dei soci delle Generali, che ha approvato i conti dell’esercizio 2016, chiuso con un utile di 2,081 miliardi di euro (+2,5%) e un dividendo di 0,8 euro per azione (+11,1%), annuncia che il 2018 sarà l’anno del Leone nella Champions delle polizze: «Dopo la prima fase della ristrutturazione finanziaria, oggi siamo a metà della seconda che è il rafforzamento industriale. Stiamo preparando la terza fase della crescita». Europa (con gli antichi domini dell’Est) e Asia restano nel mirino per una possibile espansione. All’appuntamento triestino è rappresentato il 52% del capitale.

«Siamo una compagnia italiana, indipendente, internazionale», proclama il presidente Galateri di Genola. Allontanata l’ombra di Intesa Sanpaolo (la quota del 3% di Cà de Sass acquistata come contromossa difensiva sarà ceduta “al più presto”, annuncia Donnet), la compagnia triestina mantiene barra dritta sugli obiettivi del piano strategico. Il Ceo ringrazia la squadra (in prima fila gli uomini ex Axa come Frédéric de Courtois e Timothy Ryan) e spiega che il traguardo è vicino: «Stiamo rafforzando il capitale e il core business assicurativo nonostante un peggioramento dello scenario di mercato».

Un riferimento ai tassi ai minimi che stanno mettendo sotto pressione le compagnie: «Restiamo ben posizionati per centrare a fine 2018 tutti i nostri obiettivi di cassa e dividendo». Il management (ieri ha fatto il suo esordio in assemblea il nuovo Cfo Luigi Lubelli) conferma il target di 5 miliardi di dividendi (2,4 già distribuiti) nel periodo 2015-2018 previsto dal piano, senza intaccare la posizione di capitale. Gli altri obiettivi sono 7 miliardi di cassa netta operativa e un Roe operativo medio superiore 13%.

Il francese Donnet mostra uno scatto d’orgoglio quando spiega (con tabelle comparative) che le Generali sono in grado di misurarsi alla pari con Axa, Allianz e la Zurich dell’ex Ceo Mario Greco e non intendono certo diventare una preda. E anche quando all’unisono con Galateri replica a un socio che la compagnia resta autonoma e non subisce condizionamenti da Mediobanca. I mercati riacquistano interesse e stanno alla finestra mentre continua ad aumentare la presenza dei fondi esteri in assemblea, salita al 24,4% rispetto al 19,87% dello scorso anno (+5,07%). Il parterre dei grandi soci industriali è compatto con Piazzetta Cuccia al 12,98%, Leonardo Del Vecchio con il 3,16% e Francesco Gaetano Caltagirone in ascesa ormai secondo azionista con il 3,65%. L’esecuzione della strategia va avanti in modo «disciplinato», dice Donnet. I soci digeriscono senza particolari rilievi la conferma dell’uscita da una dozzina di Paesi ormai fuori dal perimetro strategico del gruppo: «Ottimizziamo la nostra presenza internazionale senza indebolirla», spiega il Ceo.

Le dismissioni di attivi per circa 1 miliardo saranno reinvestiti «in attività a maggiore rendimento». Torniamo cioè a quell’obiettivo di crescita che per ora non si realizzerà a colpi di acquisizioni anche se «le occasioni che si presentano andranno valutate». Donnet non spiega come la fase tre sarà realizzata: «É prematuro». Escluso un aumento di capitale, le Generali «razionalizzano» intanto la macchina operativa con nuovi tagli dei costi. Il Ceo ha poi dato appuntamento all’11 maggio, giorno del cda sulla trimestrale, per la presentazione di un piano di rilancio dell’asset management che al momento è considerato un fattore di crescita importante. Peccato che il potenziale di Generali non sia riflesso nel titolo che a Piazza Affari «è sottovalutato», ha riconosciuto ancora l’ad, ricordando che dall’Investor day di novembre l’azione ha però guadagnato il 30%, meglio dell’indice del settore assicurativo.

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