DUE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI SUL CARO TARIFFE RC AUTO NEL SUD

aula senato

Sono state presentate da Pd e Idv all’indirizzo del Ministero dello Sviluppo economico. Entrambe criticano l’interpretazione data in merito all’art. 32 della legge sulle liberalizzazioni.   

Due interrogazioni parlamentari sono state presentate all’indirizzo del ministro dello Sviluppo economico sulle “irragionevoli” maggiorazioni tariffarie delle Rc auto nelle zone d’Italia definite ad alto rischio.

Nella prima, i senatori del Pd Anna Maria Carloni (nella foto sotto), Teresa Armato, Alfonso Andria, Franca Chiaromonte, Vincenzo De Luca e Maria Fortuna Incostante, con riferimento alla nota del Mise sull’art. 32 della legge sulle liberalizzazioni in cui si asserisce «che una ragionevole e legittima interpretazione della norma dovrebbe includere, nelle differenziazioni tariffarie possibili, anche per le classi di massimo sconto, quelle legate alle oggettive differenze delle condizioni di rischio rilevate nei singoli territori (frequenza dei sinistri, livello dei risarcimenti, eccetera)», hanno parlato di «discriminazione palese della maggioranza dei cittadini onesti e virtuosi del Meridione d’Italia, che senza alcun ragionevole addebito a loro carico vedono progressivamente lievitare il costo dell’assicurazione della vettura rispetto ai residenti in altre Regioni italiane».

Un addebito che i cinque senatori hanno definito «irragionevole» e che si somma peraltro a «importi altrettanto maggiorati al Sud per il pagamento del bollo auto (a Napoli, 40% in più che a Roma), così che l’abnorme livello raggiunto dalle tariffe concorre a diffondere comportamenti elusivi e zone di ampia evasione».

Attraverso l’interrogazione, i senatori hanno chiesto al ministro dello Sviluppo Economico «le motivazioni di un’interpretazione della disposizione che penalizza una buona parte della popolazione meridionale e sulle iniziative che si intendono intraprendere per ripristinare diritti violati ed effettiva parità di trattamento per i cittadini residenti in talune specifiche aree territoriali con particolare riferimento all’area metropolitana partenopea».

Dello stesso tenore è anche l’interrogazione parlamentare presentata dai senatori dell’Italia dei Valori Aniello Di Nardo e Felice Belisario (nella foto sotto a sinistra), che sottolineano come l’interpretazione resa dal Ministero archivi «definitivamente la possibilità per i cittadini di alcune regioni d’Italia di essere soggetti all’imposizione di una tariffa più equa e non discriminatoria; vanifichi del tutto la portata della norma contenuta nel decreto-legge e, schierandosi, ancora una volta, dalla parte delle compagnie assicurative, mortifichi i diritti dei cittadini consumatori».

I due senatori chiedono al ministro dello Sviluppo economico quali misure urgenti si intendono adottare per «porre fine alla situazione di evidente discriminazione in cui versano i cittadini del sud Italia e in particolare della Campania, dove nel capoluogo a parità di veicolo si registra una tariffa assicurativa doppia rispetto a quella del capoluogo lombardo» e quali azioni si intendono porre in essere «per rendere più equo e competitivo il comparto delle assicurazioni sulla Rc auto, visto che, nonostante i numerosi interventi legislativi e regolatori degli ultimi 5 anni, i prezzi delle polizze continuano a registrare incrementi significativi e generalizzati».

Redazione – Intermedia Channel

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One Comment;

  1. Filippo said:

    Condivido le interrogazioni dei senatori, io lavoro da otto anni presso un’agenzia principale di una compagnia primaria italiana della provincia di Messina e purtroppo negli ultimi anni le tariffe si sono raddoppiate o anche oltre fino ad essere quasi alla stregua delle tariffe della Campania, con l’amaro risultato di non riuscire a vendere alcuna polizza auto ormai da circa un triennio e per i nostri assicurati che devono sperare di non aver un sinistro, perchè nonostante assicurati anche da oltre vent’anni vedono raddoppiarsi il premio annuo da pagare e oltre il danno anche la beffa in quanto quel sinistro sarà loro malgrado penalizzante per ulteriori cinque anni.
    E’ veramente una situazione drammatica e non sto qui a parlare dei ragazzi intorno ai 20 anni perchè per loro serve proprio un miracolo.

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