Durc online in stand by di un mese se ci sono irregolarità

Archivio Digitale Imc

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(di Alessandro Rota Porta – Quotidiano del Lavoro)

Il sistema blocca eventuali interrogazioni. L’interessato viene invitato tramite Pec a regolarizzare. Se non procede, l’esito negativo viene comunicato a chi ha chiesto il documento

Uno dei punti critici del nuovo Durc online che debutterà il 1° luglio è costituito dalla gestione di eventuali casi di irregolarità vera o presunta delle aziende che potrebbero determinare dei danni alle stesse (si veda “Per il Durc online vecchia procedura se mancano i dati negli archivi”, di Alessandro Rota Porta, Quotidiano del Lavoro, 03.06.2015).

A questo proposito, il decreto interministeriale attuativo del 30 gennaio 2015, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 1° giugno, prevede che, nel caso in cui la regolarità contributiva non sia attestabile, il sistema – tramite Pec – invierà un preavviso di irregolarità al soggetto in questione (o all’intermediario delegato) invitando lo stesso a regolarizzare le proprie scoperture entro 15 giorni dalla notifica dell’invito. In questa situazione, eventuali ulteriori interrogazioni del sistema saranno “congelate”, per un periodo non superiore a 30 giorni dalla data dell’interrogazione che ha originato il blocco.

Se la regolarizzazione non avviene, l’esito negativo viene comunicato ai soggetti che hanno effettuato l’interrogazione, con indicazione degli importi oggetto dell’irregolarità.

Il decreto, confermando in larga parte l’impianto vigente, precisa che la regolarità è comunque rilasciata in presenza di queste ipotesi: rateizzazioni concesse dagli enti coinvolti ovvero dagli agenti della riscossione; sospensione dei pagamenti in forza di disposizioni legislative ovvero sospensione della cartella di pagamento o dell’avviso di addebito a seguito di ricorso giudiziario; crediti in fase amministrava oggetto di compensazione (purché verificati); crediti in fase amministrativa in pendenza di contenzioso amministrativo o giudiziale, rispettivamente fino alla decisione che respinge il ricorso o fino al passaggio in giudicato della sentenza.

Inoltre non genera l’irregolarità lo scostamento non grave tra le somme dovute e quelle versate (nella misura massima di 150 euro, compresi eventuali accessori di legge, con riferimento a ciascuna gestione).

Da notare come l’articolo 5 del decreto abbia recepito l’orientamento di prassi secondo il quale il Durc – nelle ipotesi di concordato preventivo con continuità dell’attività aziendale – debba essere rilasciato già a partire dalla pubblicazione della domanda di concordato nel registro delle imprese, se il piano contempla l’integrale assolvimento dei debiti previdenziali e assistenziali contratti prima dell’attivazione della procedura concorsuale. In queste fattispecie l’impresa dovrà comunque essere regolare con riferimento agli obblighi contributivi correnti.

Infine merita segnalare come resti confermato l’obbligo in capo all’interessato di autocertificare alla Dtl l’inesistenza a proprio carico di provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi in ordine alla commissioni delle violazioni indicate all’allegato A del decreto attuativo stesso.

Se la verifica di regolarità ha esito positivo, in tempo reale viene generato un documento in formato “pdf” non modificabile recante i dati identificativi del soggetto, l’iscrizione all’Inps, all’Inail e alla Cassa edile (ove prevista), la dichiarazione di regolarità, il numero identificativo, la data di effettuazione della verifica e la scadenza del Durc (che viene fissata, in via universale, in 120 giorni).

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