E’ lecita la cessione del credito in ipotesi di sinistro stradale?

Sentenza - Giurisprudenza Imc

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(di Luca Perini – Il Punto Pensioni&Lavoro)

Le situazioni giuridiche del danneggiato (e non solo) non appaiono poi così limpide: istruzioni per l’uso

Certo, la risposta sembra immediata. L’operazione non è indifferente in termini di effetti e conseguenze, anche importanti, per il soggetto coinvolto nel sinistro e il carrozziere di fiducia. Diffidate quindi dalle facili informazioni che sentite in giro.

Cosa s’intende per cessione del credito risarcitorio? La cessione – nelle fattispecie prese qui in esame – è il contratto con il quale il danneggiato consente al proprio carrozziere di essere pagato direttamente dall’assicurazione, senza dover sostenere costi in proprio. Ma attenzione, in caso di sinistro stradale esistono numerose criticità, per le quali, a fronte di una cessione del credito risarcitorio, il carrozziere non è in condizione di recuperare il credito presso l’assicurazione e il danneggiato rimane esposto in proprio anche per costi non trascurabili.

Il quadro di riferimento –  La Suprema Corte per anni ha sancito la libera cedibilità del credito risarcitorio. Sdoganato oggi – ma in verità già da qualche anno oramai – anche il danno non patrimoniale, con la nota sentenza Cass. civ. n. 22601/13, per cui è divenuto cedibile anche per esempio il diritto al risarcimento del colpo di frusta (un tempo invece la posta di danno non patrimoniale, alla persona, assumeva quel carattere di personalità che la rendeva a tutti gli effetti incedibile). Ora, e pur tuttavia, dovessi essere il danneggiato e quindi il cedente di un credito risarcitorio, da sinistro stradale, qualche dubbio in merito alla sua cedibilità, e dalla sua cessione, me lo porrei. In ogni caso dovrebbe porsi qualche dubbio – di riflesso – anche il carrozziere, il cessionario, quanto all’azionabilità del diritto soggettivo di cui è divenuto titolare…

Sì, anche in questo caso quante volte è stato scritto e quante volte il giudice di merito ha fatto riferimento alle note sentenze Cass. civ., nn. 51 e 52/2012. E’ quindi cedibile anche il credito risarcitorio nel comparto RCA. Tuttavia, a dire il vero, più si leggono dette sentenze e più ci si accorge che presentano anche dei passaggi poco chiari, delle criticità.

La prima, elementare, perché la fattispecie di causa riguarda il diritto soggettivo risarcitorio da azione diretta nei confronti dell’assicurazione del responsabile del sinistro stradale. Le sentenze non hanno dunque ad oggetto la fattispecie più comune, oramai, quando applicabile, fattispecie dell’indennizzo diretto da azionare nei confronti invece della propria assicurazione, del danneggiato per intenderci. In secondo luogo, invece, perché in più di un passaggio delle sentenze si legge che la carrozzeria potrà agire nei confronti non solo del responsabile civile del sinistro, ma chiaramente anche della di lui compagnia, ma non ai sensi della procedura liquidativa prevista del codice delle assicurazioni private, bensì in forza dell’atto di cessione.

Viene da pensare alla terrificante soluzione, comunque inimmaginabile, allo stato dell’arte, tale per cui la carrozzeria cessionaria del credito risarcitorio in r.c.a. potrebbe agire nei confronti dell’assicurazione ai sensi dei più generici principi di diritto civile, il che significherebbe negare all’origine la procedura liquidativa del codice delle assicurazioni private e quindi tutto il sistema di diritti / obblighi che ne derivano.

Il problema è maggiore quando si pensa al più comune diritto di credito da indennizzo diretto. Tale diritto (soggettivo) risarcitorio, e la conseguente azione da indennizzo diretto nei confronti della Compagnia dello stesso danneggiato, dovrebbero infatti considerarsi – varia ed in aumento la giurisprudenza di merito sulla questione [1] – a tutti gli effetti incedibili.

Una sentenza della Suprema Corte non vi è, ma la si attende. E pertanto si cerca di procedere per logica (giuridica): la questione va posta quindi in termini di astratta cedibilità del credito. Perché l’azione da indennizzo diretto prevede (chiaramente ancor più il DPR n. 254/06 di attuazione) come unico destinatario il danneggiato/consumatore/assicurato. In questo modo l’azione, e quindi il diritto soggettivo di credito risarcitorio da indennizzo diretto, non possono che considerarsi del tutto personali – in quanto strettamente aderenti alla situazione giuridica di danneggiato/cliente/consumatore/assicurato – e quindi incedibili.

Il rischio dell’incedibilità, già in astratto di tale credito, sussiste, lo dimostrano le richiamate sentenze, che hanno generato un filone giurisprudenziale. Sempre quale danneggiato, ritengo sia poi necessario prestare molta attenzione alla tipologia di diritto soggettivo risarcitorio che tramite l’atto viene ceduto. Predisposti tramite moduli prestampati, alcuni atti di cessione non prevedono il trasferimento del diritto risarcitorio del credito da indennizzo diretto.

Questo significa che da un conseguente eventuale insuccesso dell’azione giudiziaria promossa nei confronti della Compagnia non ceduta [2], la carrozzeria riservi successive azioni di ristoro nei confronti proprio del danneggiato cedente… Di più. Sempre con riguardo all’atto di cessione sarebbero da valutare alcuni profili attinenti alla validità ed efficacia dell’atto. Il credito derivante da sinistro stradale viene ritenuto attuale, non di certo futuro, questo è noto. In quanto tale ritengo che nell’atto di cessione tale credito debba essere quantificato, inter partes, o perlomeno quantificabile.

Diversamente – in mancanza di una espressa pattuizione in merito, a maggior ragione da parte del danneggiato – vi sarebbe il rischio che il credito possa essere quantificato in via postuma da parte del suo nuovo titolare, la carrozzeria. E’ la carrozzeria che si fa il prezzo del danno. E con ciò viene meno anche probabilmente il concetto di danno. Ad ogni modo la probabile conseguenza è la nullità dell’atto di cessione per assoluta indeterminatezza / indeterminabilità del suo oggetto [3].

Un’ultima questione, degna di nota. Un accenno al quantomai attuale tema dell’illecito frazionamento del credito risarcitorio. Si ricorda al danneggiato che la cessione del credito non può pregiudicare la posizione del debitore ceduto, che di solito è l’assicurazione, rendendo più gravoso l’adempimento della prestazione risarcitoria [4]. Ora, tutto quanto predetto, ebbene sì, qualche dubbio in merito a quella che sembrava una evidente libera cedibilità del credito risarcitorio, nel comparto r.c.a., potrebbe venire.

In conclusione, attenzione quindi a valutare attentamente l’opportunità di firmare un modulo di cessione del credito “a cuor leggero”, pena il rischio di trovarsi a pagare conti salati, per il sol fatto di ritenere che comunque l’assicurazione rimborserà tutte le spese. Stessa cosa vale per il carrozziere, il quale, convinto di recuperare tutto presso l’impresa assicurativa, potrebbe sostenere costi legali altrettanto salati per poi trovarsi di fronte un cliente insolvente.


[1] Tribunale di Milano, sentenza n. 1567/16; Giudice di Pace di Milano, sentenze nn. 7782/16, 6952/16, 4551/16, 4386/16, 2218/15, 701/15; Giudice di Pace di La Spezia, sentenza n. 411/15, Giudice di Pace di Roma, sentenze nn. 41417/15 e 25932/14.

[2] Giudice di Pace di Milano, sentenze nn. 7451/16, 6531/16; Giudice di Pace di Latina, sentenze nn. 1117/15 e 25/15; Giudice di Pace di Torino, sentenze nn. 5097/14, 1941/14, 893/14, 7520/13, 6370/13.

[3] Giudice di Pace di Milano, sentenze nn. 14149/15 e 11458/14; Giudice di Pace di Roma, sentenze nn. 42476/15; 43846/14, 12740/13.

[4] Tribunale di Milano, sentenza del 21.10.2015; Giudice di Pace di Milano, sentenze nn. 7783/16, 1841/15, 106934/13; Giudice di Pace di Roma, sentenze nn. 27803/16, 8226/16, 35220/15, 7019/15, 2980/15, 21010/14; Giudice di Pace di Terni, sentenze nn. 814/15, 605/14, 458/14.

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