EBA STRINGE L’ACCORDO TRA CATTOLICA PREVIDENZA E AIOP NAZIONALE PER I DIPENDENTI DELLE RSA

Sottoscritto l’accordo tra Cattolica Previdenza e AIOP Nazionale – Associazione Italiana Ospedalità Privata – per l’assicurazione in caso di perdita dell’autosufficienza (Long Term Care) a favore dei dipendenti delle Strutture Associate RSA; la copertura assicurativa è efficace dallo scorso 1 gennaio

European Brokers AssicurazioniCon gennaio 2014 è entrata in piena efficacia la copertura assicurativa oggetto dell’accordo sottoscritto tra AIOP Nazionale, le rispettive Organizzazioni Sindacali e Cattolica Previdenza per il caso di perdita dell’autosufficienza (Long Term Care), prestata a favore dei dipendenti di tutte le Strutture RSA Associate ad Aiop. L’accordo è stato intermediato da European Brokers Assicurazioni, che ne ha dato notizia con un comunicato ufficiale.

L’Associazione Aiop Nazionale, in accordo con le Organizzazioni Sindacali, ha quindi identificato nella soluzione assicurativa proposta da Cattolica Previdenza – si legge nel comunicato – la risposta più appropriata alla questione dell’assistenza a lungo termine per i collaboratori di tutte le Strutture Associate; la soluzione ha rappresentato al tempo stesso “uno strumento di incentivazione e di riqualificazione del trattamento economico della malattia dei dipendenti”.

Aiop, Associazione Italiana Ospedalità Privata, rappresenta 500 Case di cura operanti su tutto il territorio nazionale con oltre 53.000 posti letto di cui 45.000 accreditati con il Servizio sanitario nazionale, 26 centri di riabilitazione con 2.000 posti letto di cui 1.800 accreditati e 41 RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) con 2.800 posti letto tutti accreditati.

L’iniziativa – prosegue il comunicato – si colloca “nel particolare momento che stiamo attraversando, in cui alla crisi economica si affiancano le incertezze e i timori circa l’adeguatezza dell’intervento pubblico in ambito socio-assistenziale, soprattutto nella prospettiva futura di forte crescita della domanda di servizi in questo campo, dovuta all’allungamento della speranza di vita della popolazione”.

Il contratto di assicurazione, stipulato su base collettiva, prevede la corresponsione di una rendita vitalizia pari a 12.000 euro annui, ovvero 1.000 euro al mese, nel caso di perdita di autosufficienza del dipendente-assicurato nel compimento degli atti elementari della vita quotidiana. Il premio che garantisce la prestazione assicurata è interamente a carico del datore di lavoro, ma è facoltà di ciascun dipendente “personalizzare” la prestazione qualora lo desiderasse, chiedendo che la rendita venga raddoppiata.

Esperienze come questa – conclude la nota –, di condivisione tra soggetti diversi in ambito privato (Imprese di Assicurazione, Associazioni, Datori di Lavoro, Organizzazioni Sindacali e Dipendenti) nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni in ambito socio-assistenziale che vanno al di là del perimetro pubblico, rappresentano iniziative esemplari e di grande attualità, che seguono i più innovativi e avanzati modelli di welfare-mix sperimentati con successo a livello europeo”.

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