Ecco l’altro Franz Kafka, a suo agio tra polizze e infortuni

Nel nome di Kafka - Presentazione libro Imc

Nel nome di Kafka - Presentazione libro Imc

(di Francesco Cevasco – Corriere della Sera)

Lo stravagante libro di Cesare Lanza «Nel nome di Kafka», edito da L’attimo fuggente

C’è un altro Kafka. È celato dall’immagine che abbaglia i nostri occhi quando sentiamo quel nome. L’altro, il dottor Franz, non era (soltanto) uno scrittore; era (anche) un impiegato delle Assicurazioni. Prima ausiliario, poi di concetto, poi di alto livello. Gran carriera: prima alle Assicurazioni Generali (anno 1907), poi all’Istituto di Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro per il Regno di Boemia (1908).

Ce lo ricorda uno stravagante libro: Nel nome di Kafka. L’assicuratore (L’attimo fuggente editore). Lo ha imbastito Cesare Lanza, eclettica figura di giornalista, scrittore, regista, produttore televisivo eccetera.

Ecco l’altro Kafka.

Con una (piccola) raccomandazione comincia a fare l’assicuratore alle Generali. Bravo, molto bravo. A differenza di tanti suoi colleghi scrittori che si trovano un impiego per non fare niente e intascare uno stipendio, lui è pignolo, acribico, dedito al lavoro, quasi fanatico. Nel 1906 s’è laureato in Giurisprudenza con la sufficienza. Ma ne sa più di un avvocato scafato. Elabora velocemente una teoria per cui tutti (o quasi) i lavoratori devono essere garantiti contro gli infortuni: allora in fabbrica si perdevano dita, braccia, gambe con una certa facilità.

Quando arriva il nuovo direttore dell’Istituto praghese, il dottor Robert Marschner, fa l’orazione celebrativa (un po’ ruffiana ma assai abile). Quando la Prima guerra mondiale sta già massacrando migliaia di giovani boemi e tedeschi, Kafka scrive e firma un appello, siamo nel 1916, in cui rivolto ai «Connazionali!» comunica la nascita di una: «Associazione tedesca per l’istituzione e la gestione di una casa di cura per le malattie nervose a beneficio dei combattenti e del popolo della Boemia tedesca con sede a Praga».

E se si sviluppa l’industria dello sfruttamento degli alberi, l’altro Kafka ha già pronta la soluzione per convincere i padroni («Guardate che ci guadagnate anche voi») ad applicare «misure di prevenzione nelle piallatrici per legno per evitare infortuni ai lavoratori». Poi, per fortuna, Franz è diventato Kafka e si è messo soltanto a scrivere libri. La vita è strana: anche l’autore di questo libro (al quale ha collaborato Ilaria Ammirati) da bambino vendeva Bibbie porta a porta e da ragazzo polizze di assicurazione.

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