Educare alla tutela del reddito, la sfida di Zurich in uno scenario economico e sociale in continua evoluzione

Investimenti - Protezione Imc

Investimenti - Protezione ImcRicerca internazionale del gruppo assicurativo elvetico in 11 Paesi nel Mondo sulla Protezione Individuale del Reddito (IPG). Emerge la poca conoscenza del tema, viene sottovalutata la possibilità di perdere il proprio reddito da lavoro ma c’è molto interesse a capirne di più. Per quanto riguarda la situazione in Italia, cresce la fiducia verso il welfare aziendale ma è allarme povertà: sono oltre quattro milioni le persone che vivono senza redditi da lavoro. Con il protrarsi della crisi finanziaria cresce la sfiducia verso interventi a sostegno delle famiglie da parte dello Stato: sei intervistati su dieci si aspettano una diminuzione del supporto economico da parte dello Stato nei prossimi cinque anni. Su scala globale, si assiste ad una sottovalutazione del rischio di perdere il reddito: il 38% del campione ritiene che il fenomeno possa capitare solo nel 10% dei casi, mentre secondo le statistiche fino al 25% della forza lavoro potrebbe perdere la capacità lavorativa. Sei persone su dieci non sanno ancora come poter proteggere il proprio reddito e quattro su dieci non hanno idea che esistano forme di assicurazione ad hoc

Zurich Insurance Group ha presentato i risultati preliminari della Ricerca internazionale Income Protection Gap Study 2016* realizzata in undici Paesi nel mondo sul fenomeno della riduzione o perdita del reddito familiare a causa di morte o invalidità.

Negli ultimi anni – a livello globale ed in particolare in Italia – si è assistito a grandi cambiamenti nello scenario economico sociale. Nel 2015, segnala Zurich, si è toccato il nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia per le nascite: 15mila nati in meno rispetto al 2014 (Fonte: Istat – Report sugli indicatori demografici – 2016), il processo di senilizzazione della popolazione in atto ha fatto aumentare le percentuali di disabilità della popolazione italiana, mentre si è ridotto l’intervento dello stato sociale. Ad aggravare una situazione caratterizzata anche da una prolungata crisi economica, l’incremento del tasso di disoccupazione, a quota 11,7% lo scorso aprile, la diffusione di forme contrattuali non coperte dal welfare sociale e l’allarme povertà in Italia. Sono oltre quattro milioni le persone che vivono senza redditi da lavoro, mentre il reddito disponibile delle famiglie, misurato in termini di potere d’acquisto ai prezzi del 2015, si è ridotto negli ultimi sette anni di oltre il dieci per cento e la spesa in termini reali delle famiglie si è contratta di circa sette punti percentuali (Fonte: Studio Confcommercio – Giugno 2016).

Zurich - Ricerca Income protection gaps 2016 - Personal Risk Imc

Emerge quindi l’esigenza di una maggiore educazione sulla tutela del reddito: i risultati dell’indagine di Zurich evidenziano in primo luogo la sottovalutazione del rischio: sei persone su dieci non sanno ancora come poter proteggere il proprio reddito e quattro su dieci non hanno idea che esistano forme di assicurazione ad hoc. Inoltre si rileva una scarsa informazione sul fenomeno: per oltre il 50% degli intervistati i fattori determinanti che potrebbero favorire la diffusione di prodotti assicurativi a tutela del reddito sono una maggiore trasparenza nell’informativa rilasciata e una riduzione delle tariffe dei premi, percepiti più onerosi di quanto siano in realtà.

Dall’indagine di Zurich emerge nel nostro Paese un trend di sfiducia nei confronti di interventi a sostegno delle famiglie da parte dello Stato. Su questo punto l’Italia è tra i Paesi più pessimisti: sei intervistati su dieci si aspettano infatti una contrazione del sostegno pubblico nei prossimi cinque anni. A conferma del dato, il 65% degli intervistati è interessato a sottoscrivere una polizza a protezione del reddito.

Il 36% degli intervistati ritiene che il rischio di poter perdere il reddito a causa di una sopravvenuta perdita della capacità di lavorare sia inferiore al 10%, mentre secondo le statistiche fino al 25% della forza lavoro potrebbe perdere la capacità lavorativa.

Si registra a un ampio consenso verso misure di welfare aziendale: il 56% degli italiani preferirebbe un pacchetto di benefit con incluse coperture assicurative, rispetto ad uno stipendio più elevato, trend che viene anche sostenuto dal Governo, che con la Legge di Stabilità 2016 ha potenziato le agevolazioni fiscali per le aziende che concedono servizi e prestazioni di welfare aziendale ai dipendenti.

Dai risultati della ricerca di Zurich su scala globale emerge la sottovalutazione del rischio di poter perdere il proprio reddito a causa di morte o invalidità: circa il 38% del campione ritiene che questa possibilità possa capitare solo nel 10% dei casi, mentre secondo le statistiche fino al 25% della forza lavoro potrebbe perdere la capacità lavorativa. Il 44% degli intervistati ha già vissuto la perdita di reddito a causa di una sopravvenuta disabilità.

In media, circa un terzo degli intervistati possiede un’assicurazione contro la riduzione o la perdita del reddito familiare a causa di morte o invalidità, anche se il numero varia considerevolmente da Paese a Paese (il 17% degli intervistati in Germania e i due terzi degli intervistati in Malesia).

La conoscenza del fenomeno è scarsa: la ricerca ha rivelato che sei persone su dieci non sanno ancora come poter proteggere il proprio reddito e 4 su 10 non hanno idea che esistano forme di assicurazione ad hoc. Zurich rileva come il 53% degli intervistati senza copertura assicurativa, qualora informati sul tema, sarebbero interessati a sottoscriverne una polizza a protezione del reddito.

Zurich - Ricerca Income protection gaps 2016 - Acquisto polizza scala globale (2) Imc

I curatori della ricerca evidenziano inoltre una scarsa fiducia degli intervistati nei confronti dello Stato, come fornitore di sostegno sociale. A confermare il dato, 2/3 degli intervistati dichiarano che preferirebbero sottoscrivere una polizza a protezione del proprio reddito con una compagnia assicurativa, piuttosto di attendere un sostegno da parte dello Stato o dell’azienda per cui lavorano.

Zurich - Ricerca Income protection gaps 2016 - Preferenza polizza IP vs salario (2) Imc

Anche sul posto di lavoro, non è comune che le aziende offrano ai dipendenti strumenti di tutela del reddito: solo il 13% degli intervistati beneficia di soluzioni assicurative offerte dal datore di lavoro. E questo nonostante sei persone su persone abbiano dichiarato di preferire un pacchetto di prestazioni assicurative ad uno stipendio più elevato. L’offerta di polizze sul reddito e sulla vita permette alle aziende di attrarre e trattenere i migliori talenti e aiutare a colmare il gap sulla protezione del reddito.

“Il nostro Paese sta cercando di colmare il gap in termini di sottoassicurazione, soprattutto sul fronte della protezione personale – ha spiegato Marco Allievi, Head of Corporate Life and Pension per Zurich in Italia. E in questo contesto, le aziende sono sempre più chiamate, attraverso pacchetti di employee benefit, a giocare un ruolo fondamentale per sostenere i propri dipendenti e le rispettive famiglie nel momento del bisogno. Come emerge dalla ricerca Zurich, poi, gli italiani stanno dando prova di apprezzare molto gli employee benefit di natura assicurativa, restituendo alle aziende benefici in termini di migliore retention, maggiore livello di soddisfazione e contenimento dei costi di recruiting”.

“Una maggiore educazione sulla tutela del reddito – ha commentato Gary Shaughnessy, CEO Global Life and designated CEO Europe, Middle East and Africa del Gruppo Zurich – è un passo fondamentale per prevenirne il rischio. Infatti, solamente quando si è consapevoli di un determinato pericolo e non si sottovaluta, si prendono le relative precauzioni per se stessi e per le persone più care. In qualità di compagnia assicurativa, noi di Zurich abbiamo la responsabilità e un ruolo importante per contribuire a una maggiore consapevolezza del fenomeno della riduzione o perdita del reddito familiare a causa di morte o invalidità e auspichiamo una più importante azione concertata tra consumatori, compagnie assicurative, impiegati e lo Stato per prevenire con successo questo rischio”.

Intermedia Channel



* Ricerca condotta da Epiphany RBC, intervistate 11.000 persone in 11 Paesi nel mondo (Australia, Brasile, Germania, Hong Kong, Italia, Malaysia, Messico, Spagna, Svizzera, UK e USA). A partire dai risultati della ricerca, Zurich e Oxford University analizzeranno il fenomeno e pubblicheranno nel corso dell’anno una ulteriore indagine

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