ELLENA: «ALLE RETI FONSAI NESSUNA ASSEGNAZIONE DEL MODELLO UNIPOL»

Il direttore generale di Unipol Assicurazioni precisa che si andrà avanti, almeno all’inizio, con divisioni assolutamente separate. Anche per rispettare la storia dei marchi e la caratterizzazione delle reti.

«È da escludere in modo assoluto che il rilancio delle reti Fondiaria Sai possa avvenire attraverso una loro “unipolizzazione”. Non ci sarà, pertanto, un’assegnazione del modello Unipol, ma andremo avanti con divisioni separate; ognuna deve partire dalla sua realtà e pian piano costruiremo un rapporto». Franco Ellena (nella foto), direttore generale di Unipol Assicurazioni, sgombra il campo da possibili dubbi e aggiunge: «ci sono alcuni marchi che hanno fatto in passato la storia del mercato assicurativo in Italia che da troppo tempo sono depressi. Se vogliamo coagulare attorno a un progetto delle energie positive dobbiamo in qualche modo ridare l’orgoglio di essere agente Sai,  Fondiaria ecc. E questo richiede da parte nostra rispetto e lo sforzo di comprendere passaggi che hanno portato quelle aziende a vivere questa realtà».

Ellena fa un paragone con la rete Unipol. «Abbiamo compiuto passi da gigante con i nostri agenti della divisione Unipol, ma è evidente che non si può pensare di gestire reti agenziali con più marchi proponendo a tutti la stessa cosa». Semmai, lascia intendere Ellena, ci saranno fasi successive. «Con la divisione Unipol continueremo a costruire il Patto Unipol, con le altre reti agenziali partiremo, invece, da zero: si dovrà lavorare per definire prima gli obiettivi e le condizioni affinché possa nascere anche qui un patto che consenta di accorciare la distanza fra compagnia e rete agenziale e innovi il rapporto in modo profondo». Quanto tempo ci vorrà prima di arrivare a un’unica entità agenziale? Naturalmente Ellena non si sbilancia, ma a quanto risulta a Intermedia Channel, il tutto non avverrà prima di tre anni.

L’AGENTE DEVE CAMBIARE IL SUO RUOLO – Ellena si sofferma anche sull’attività dell’agente assicurativo che, a suo dire, deve cambiare. «La distribuzione assicurativa tradizionale espletata attraverso il canale agenziale necessita di profondi cambiamenti, perché la rete agenziale, in questi anni, ha svolto più un’attività di gestione che non di vendita. E una rete di gestione, oggi, non paga più, in quanto non riesce più a cogliere i bisogni del consumatore», sottolinea il direttore generale di Unipol Assicurazioni, per il quale è necessario fare un grosso sforzo per riposizionare la rete. «È quello che abbiamo iniziato a fare attraverso il Patto Unipol sottoscritto tra noi e gli agenti. Tutti si sono concentrati sulla questione relativa alle provvigioni variabili dell’accordo, ma vorrei evidenziare come questo rappresenti un accordo innovativo perché, tra l’altro, prevede che tra la rete agenziale e la compagnia diminuisca molto la distanza. In questo Patto c’è il tentativo e la voglia di innovare il rapporto, anche attraverso una rete che utilizzi nuovi strumenti e più canali», ha detto Ellena.

ADDIO AUTO –  «Credo che il futuro della rete agenziale non sia nella vendita dell’auto, perché è un mercato che nei prossimi anni sarà stagnante, non offrirà sviluppo. Le agenzie si sono sempre mantenute con questo ramo, ma se continueranno a puntare su questo mercato, con tutta probabilità entreranno in crisi», avverte Ellena. Cosa fare, allora? «Bisogna riposizionarsi e rilanciarsi cercando di puntare sulla consulenza, in settori come per esempio la previdenza. Si parla spesso di fare un lavoro di consulenza, ma questo non si traduce nei fatti.  È ora di mettere in pratica questo slogan».

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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One Comment;

  1. Diogene said:

    Agenti di serie A e di serie B? O è prevista anche la C?

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