“EMERGENZA SANITÀ: INVERTIRE LA ROTTA O SI RISCHIA L’ALLARME SOCIALE”

Al Convegno Cineas svoltosi ieri, presentate le ‘Indicazioni sulla scelta della polizza responsabilità civile professionale per operatori sanitari’ alla presenza dei rappresentanti delle compagnie di assicurazione e sanità, a confronto sul tema del rischio clinico e dell’RC professionale

Mutua - Assicurazione sanitaria ImcUn sistema sanitario che nel 2012 è costato 143 miliardi di euro (pari al 9.2% del PIL nazionale), con un aumento di 50 miliardi di euro rispetto al 2000; un costo di 13 miliardi di euro (cioè il 9.3% della spesa sanitaria nel suo complesso) per la medicina difensiva; 9 i milioni di italiani che nel 2012 non hanno potuto accedere a prestazioni sanitarie necessarie per ragioni economiche: sono questi i numeri ben poco rassicuranti con cui si è aperto il Convegno ‘Le Assicurazioni in Sanità: una soluzione condivisa è possibile!’ organizzato ieri al Politecnico di Milano dal Consorzio universitario non profit Cineas. Il Convegno è stato patrocinato da ACOI (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani), ANIA, Cittadinanza Attiva, SIAIS (Società Italiana dell’Architettura e dell’Ingegneria per la Sanità), SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia), SIHRMA (Società italiana degli Healthcare Risk Manager) e SIOT (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia), con il contributo di Guy Carpenter.

La spesa sanitaria è insostenibile, la maggior parte degli ospedali italiani non è assicurata, i cittadini non sono tutelati, i medici sono in trincea e le assicurazioni in fuga: siamo di fronte all’emergenza sanitaria – ha affermato Adolfo Bertani, presidente di Cineas -. Ormai si tratta di allarme sociale perché questo sistema scontenta tutti: occorre invertire tendenza e mettersi al lavoro, anche tra parti contrapposte, per trovare le giuste soluzioni e riportare la sanità in un circolo virtuoso”.

In questo già complicato contesto, sostiene Cineas, si inserisce il tema della malpractice medica e quello dell’RC Professionale per il personale medico ospedaliero che quest’anno ha portato molte associazioni di categorie alla mobilitazione e, in alcuni casi, allo sciopero.

Purtroppo la politica del diritto in Italia è estremamente aggressiva nei confronti dei medici con il risultato di estremizzazioni: cosa distingue l’incisione del chirurgo dal taglio di una lama? Mancando una definizione di atto medico e di colpa grave c’è una totale opinabilità di definizioni con la conseguenza di sentenze prive di logica e assicurazioni in fuga da un settore – sanitario – di incerta valutazione” ha quindi argomentato Mauro Longoni, Vice Presidente ACOI e Vice Presidente Cineas.

Al Convegno sono state presentate le ‘Indicazioni sulla scelta della polizza responsabilità civile professionale per operatori sanitari’: un vademecum per medici e personale sanitario “che chiarisce definizioni ‘tecniche’ fornendo gli strumenti utili a stipulare consapevolmente il contratto di RC professionale”, obbligatorio da agosto 2014.

A poco meno di un anno da questa scadenza, ci troviamo in una situazione di stallo perché nessuna misura o indicazione concreta è stata portata avanti dalle Istituzioni che hanno solo preso tempo; occorre quindi unirci e fare sistema proseguendo l’attività del Tavolo Cineas: Assicurazioni e Sanità con un’opportuna campagna di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica, che vada oltre agli scioperi, per spiegare quali sono i rischi di un sistema come quello attuale. È necessario scuotere le coscienze su questo tema, perché ci troviamo in una situazione di allarme sociale”  ha concluso Bertani.

In sede di Convegno, Cineas ha anche proposto al mondo delle compagnie assicuratrici, tramite l’ANIA, di dedicare un 10% dei fondi destinati alla Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale ad attività di formazione e prevenzione del rischio clinico. L’obiettivo della proposta Cineas è di mettere in moto “un circolo virtuoso che possa diminuire la sinistralità in ospedale, e quindi il numero delle denunce e dei conseguenti risarcimenti, così da rendere i medici meno inclini alla medicina difensiva e i pazienti maggiormente tutelati”, aiutando nel contempo le compagnie assicuratrici a poter contare “su un sistema tecnicamente più equilibrato”.

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