Esenti da imposta di successione anche i Pir e i titoli di Stato ed equiparati

Linee guida - Normativa - Procedure Imc

Linee guida - Normativa - Procedure Imc

(di Gianfranco Ursino – Plus24)

I fondi comuni sono invece assoggettati solo parzialmente

L’utilizzo di prodotti assicurativi esenti dalle imposte successorie viene spesso motivata come strumento di pianificazione successoria. In realtà sono diversi i prodotti finanziari che non prevedono il pagamento delle imposte di successione. Nelle ultime settimane sono apparsi sul mercato, grazie all’ultima legge di Stabilità, i Pir (Piani individuali di risparmio) che possono assumere la veste di fondi comuni, Etf, polizze, gestioni patrimoniali e anche di semplice deposito titoli: veri e propri contenitori fiscali che tra le loro caratteristiche prevedono l’azzeramento delle imposte successorie, oltreché delle tasse sulle rendite finanziare.

Sotto il profilo della imposta di successione, storicamente (dal dlgs 346/1990) anche i titoli di Stato italiani non concorrono a formare l’attivo ereditario e quindi al loro valore non si applica alcuna aliquota d’imposta. Non vanno compresi nell’asse ereditario neanche i titoli del debito pubblico emessi da Paesi Ue o aderenti allo Spazio economico europeo (See), come anche i titoli emessi da enti e da organismi internazionali (Bei, Bers, Birs eccetera). Sono esenti dalle imposte successorie anche i titoli equiparati ai titoli di Stato, come i Buoni fruttiferi postali.

I titoli del debito pubblico, invece, non sono esenti sotto il profilo dell’imposta di donazione che si applica in misura normale (risoluzione delle Entrate 82/E/1997), anche se la dottrina notarile in via dubitativa sostiene il contrario. Il problema non si pone per i Buoni postali poiché sono titoli nominativi non cedibili e possono essere trasferiti solo per successione causa decesso dell’intestatario.

Poi c’è la particolarità delle quote/azioni di fondi comuni d’investimento e Sicav che non vanno assoggettate all’imposta di successione per il loro intero valore. In questo caso occorre scomputare il valore dei titoli di Stato compresi nel patrimonio del fondo stesso alla data in cui si verifica la morte del sottoscrittore. In altri termini, occorre sottrarre dal valore della quota del fondo comune detenuta dal de cuius un valore pari al “peso” percentuale dei titoli di Stato in cui è investito il fondo: ciò perché altrimenti, secondo l’amministrazione finanziaria, ci sarebbe un’indiretta tassazione della trasmissione di titoli di Stato per successione ereditaria (circolare ministeriale n. 37/E/1999).

I gestori dei fondi comuni sono quindi tenuti a rilasciare, su richiesta degli eredi, un documento attestante non solo il valore delle quote del fondo ma anche la composizione del fondo stesso alla data di morte del titolare delle quote.

Related posts

Top