Esonero del datore di lavoro dalla responsabilità civile e limitazione al danno differenziale

Sentenza (6) Imc

Sentenza (6) Imc

(a cura della Redazione di Plus Plus24 Diritto – Quotidiano del Diritto)

Il datore di lavoro risponde dei danni subiti dal lavoratore infortunato nei limiti del cd. danno differenziale che non comprende le componenti del danno biologico coperte dall’assicurazione obbligatoria, sicché, per le fattispecie anteriori all’ambito temporale di applicazione dell’articolo 13 del d.lgs. n. 38/2000, il datore risponde dell’intero danno non patrimoniale, non potendo essere decurtati gli importi percepiti a titolo di rendita INAIL, corrispondenti, nel regime allora vigente, solo al danno patrimoniale legato al pregiudizio alla capacità lavorativa generica.

  • Lavoro – Subordinato – Infortuni sul lavoro – Assicurazione contro gli infortuni – Responsabilità del datore di lavoro – Esonero del datore di lavoro e limitazione al danno differenziale – Applicabilità alle sole componenti di danno coperte dall’assicurazione obbligatoria – Modificazione nel corso degli anni di tali componenti – Conseguenze in riferimento all’entità del risarcimento spettante per il danno biologico e per il danno morale (Corte Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 5 maggio 2010 n. 10834)

L’esonero del datore di lavoro dalla responsabilità civile per i danni occorsi al lavoratore infortunato e la limitazione dell’azione risarcitoria di quest’ultimo al cosiddetto danno differenziale, nel caso di esclusione di detto esonero per la presenza di responsabilità di rilievo penale riguarda solo le componenti del danno coperte dall’assicurazione obbligatoria, la cui individuazione è mutata nel corso degli anni. Per le fattispecie sottratte, “ratione temporis”, all’applicazione dell’articolo 13 del d.lgs. n. 38/2000, la suddetta limitazione riguarda solo il danno patrimoniale collegato alla riduzione della capacità lavorativa generica e non si applica al danno non patrimoniale e morale per i quali continua a trovare applicazione la disciplina antecedente al d.lgs. citato che escludeva la copertura assicurativa obbligatoria.

  • Infortuni sul lavoro – Risarcimento del danno – Limitazione dell’azione risarcitoria al danno differenziale – Applicabilità ai soli fini della copertura assicurativa del danno patrimoniale – Estensione della predetta limitazione ai fini della copertura assicurativa del danno non patrimoniale, o morale, ed al danno alla salute, o biologico – Esclusione (Corte cassazione, Sez. L, sentenza 11 aprile 2006 n. 8386)

In tema di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, l’esonero del datore di lavoro dalla responsabilità civile per i danni occorsi al lavoratore infortunato o tecnopatico e la limitazione dell’azione risarcitoria di quest’ultimo al cosiddetto danno differenziale, nel caso di esclusione di detto esonero per la presenza di responsabilità di rilievo penale riguarda soltanto le componenti del danno, coperte dalla stessa assicurazione obbligatoria, la cui individuazione, peraltro, è mutata nel corso degli anni. Detta limitazione riguarda soltanto il danno patrimoniale derivante dalla riduzione della capacità lavorativa generica, non riguarda, invece, il danno non patrimoniale o morale (di cui all’articolo 2059 c.c.). Parimenti non riguarda, altresì, il danno alla salute o biologico, sia pure limitatamente alle fattispecie sottratte “ratione temporis” all’applicazione della disposizione sopravvenuta (articolo 13 del d.lgs. n. 38/2000). Per tali fattispecie continua a trovare applicazione la disciplina precedente.

  • Lavoro – Subordinato – Infortuni sul lavoro – Assicurazione contro gli infortuni – Responsabilità del datore di lavoro – Esonero del datore di lavoro e limitazione al danno differenziale – Applicabilità alle sole componenti di danno coperte dall’assicurazione obbligatoria – Modificazione nel corso degli anni di tali componenti (Corte Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 29 gennaio 2002 n. 1114)

In tema di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, l’esonero del datore di lavoro dalla responsabilità civile per i danni occorsi al lavoratore infortunato e la limitazione dell’azione risarcitoria di quest’ultimo al cosiddetto danno differenziale nel caso di esclusione di detto esonero per la presenza di responsabilità di rilievo penale riguarda solo le componenti del danno coperte dall’assicurazione obbligatoria, la cui individuazione è mutata nel corso degli anni. Ne consegue che per le fattispecie sottratte “ratione temporis” all’applicazione dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 38/2000, per le quali si deve far riferimento ai principi ricavabili dalle sentenze della Corte Costituzionale nn. 87, 356 e 485 del 1991, le suddette limitazioni riguardano solo il danno patrimoniale collegato alla riduzione della capacità lavorativa generica.

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