Europa assicurativa verso il consolidamento

Unione Europea (3) Imc

Unione Europea (3) Imc

(di Federica Pezzatti – Il Sole 24 Ore)

Axa e Allianz al top in Europa. In Italia Generali è leader nella raccolta premi, seguita proprio da Intesa: sommando i due gruppi si supera il 30% del mercato

Che presto o tardi il consolidamento del settore assicurativo debba palesarsi anche in Europa lo dicono da tempo gli esperti. L’Europa è un mercato gigantesco, un aumento dell’1% dei premi nel vecchio continente vale molto di più di un aumento a due cifre del business registrato negli emerging market. E secondo le stime tra il 2010 e il 2020 l’Europa contribuirà alla crescita mondiale dei premi assicurativi per il 30%-35%. Inoltre, mentre ormai da un biennio i merger mondiali tra le compagnie proseguono, l’Europa ne è finora stata sostanzialmente fuori, complici i problemi regolamentari posti di Solvency 2. Per le assicurazioni mettersi in regola con questa normativa ha voluto dire investire centinaia di milioni di euro. In molti ritengono comunque che il consolidamento avverrà soprattutto con l’acquisizione di piccole e medie imprese da parte dei big. Mentre sono più difficili da ipotizzare matrimoni tra i campioni europei del settore, anche in conseguenza di Brexit che rende tutto più fluido e volatile.

Guardando ai player europei e alle loro dimensioni, in particolare al totale degli attivi, primeggia la francese Axa che a fine 2015 (ultimo dato disponibile nella comparazione realizzata da Fitch in uno studio di fine 2016) vantava attività per 887 miliardi di euro (contro i 496,4 di Generali) e contro gli 833 di Allianz. Anche se si guarda al Solvency Ratio II, indicatore di solidità primeggia la francese che (secondo lo studio di Fitch) arriva a 205%, ma è in buona posizione anche Allianz (200%). Generali si ferma a 171% anche se va detto che sul gruppo basato in Italia pesa proprio il rischio Paese e in particolare l’elevata percentuale di titoli di Stato in pancia al Leone che ne ha penalizzato anche la valutazione borsistica (-5,4% negli ultimi tre anni).

Settore assicurativo europeo - Confronto (Il Sole 24 Ore 25.01.2017) Imc

Nell’ultimo anno ha invece brillato (+50%) Prudential Plc, che, forte del suo network asiatico di oltre 13 milioni di clienti in 12 mercati dell’area, risultava anche tra le preferite di un recente studio comparativo di Barclays.

Tra i titoli principali la più “piccola” tra i colossi europei risulta la svizzera Zurich che esce da due anni difficili, ma che viene consigliata ancora da un recente report di Credit Suisse che vede nel titolo un’occasione (nonostante il gruppo svizzero abbia già recuperato nell’ultimo anno il 24%, contro l’indice Stoxx di settore fermo a 2,9%): si tratta di una potenziale storia di ristrutturazione grazie all’arrivo di Mario Greco, Ceo del gruppo da marzo 2016 (dopo aver lasciato la guida di Generali). Va ricordato che il titolo svizzero ai prezzi attuali vince la sfida della cedola, con un dividend yield pari al 6,15%.

Guardando alle cifre del business realizzato in Italia, i due campioni nazionali sono proprio Generali e Intesa, gruppi sotto i riflettori. A fine 2015, ultimo dato disponibile, il gruppo Generali ha mantenuto la propria leadership nel complesso degli affari, con una raccolta premi del lavoro diretto di 25.567 milioni di euro ed una quota di mercato del 16,4%, seguita proprio da Intesa Sanpaolo con una raccolta pari a 21.972 milioni ed una quota del 14,1%. Sommando i premi raccolti dai due big italiani si supera il 30% della raccolta premi, mentre il terzo in classifica è Poste Italiane che, con una raccolta di 18.238 milioni di euro ed una quota dell’11,7%, è salita al terzo posto scavalcando Unipol (con una quota di mercato pari al 10%); al quinto posto Allianz (8,9%). La partita si gioca soprattutto nel Vita dove il gruppo Intesa Sanpaolo è cresciuto del 2,7% nel 2015 e si conferma il primo operatore del ramo con un fatturato pari a 21.686 milioni di euro ed una quota di mercato del 18,3%. In seconda posizione il gruppo Generali, con una raccolta pari a 19.494 milioni ed una quota del 16,4%, seguito da Poste Italiane. Mentre Allianz si trova in quarta posizione, con una raccolta di 8.622 milioni ed una quota del 7,3%.

Numeri che, in caso di accordi o partnership tra il Leone e Intesa Sanpaolo, difficilmente sfuggiranno all’Autorità garante della concorrenza che già in passato è intervenuta con delle misure restrittive imposte a Intesa nel 2010. Queste erano un’evoluzione dei paletti messi al gruppo nel 2006 a seguito della fusione con Sanpaolo Imi, per quella che era una posizione dominante esercitata con Generali nelle assicurazioni attraverso la joint venture Intesa vita. Nel 2014 pero l’Authority ha rimosso i divieti fissati in quanto si era verificato il «pieno superamento dell’alleanza strategica precedentemente in essere con il gruppo Generali e sancita nell’allora joint venture Intesa Vita», di cui Intesa San paolo ha ricomprato il 100% del capitale. Inoltre, aveva spiegato allora l’Antitrust, «non sono più in essere quei legami azionari e personali che avevano indotto l’Autorità a imputare ai gruppi Generali e Intesa Sanpaolo la posizione dominante collettiva».

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