FARAONE (GAFS): «FUSIONE CON IL GA FONDIARIA ENTRO L’ANNO»

Romolo Faraone IMC

È quanto auspica il presidente del Gruppo agenti Fondiaria Sai, ex Polaris Assicurazioni. Che parla anche della nuova proprietà e del rapporto con le altre rappresentanze agenziali di FonSai.

«È un momento molto difficile per tutti gli agenti del gruppo Fondiaria Sai, indipendentemente dalla divisione di appartenenza. Negli ultimi otto mesi le relazioni con la nostra mandante hanno vissuto una fase di standby, a eccezione dell’attività legata all’ordinaria amministrazione. E in un contesto difficile di mercato ciò ha influito non poco». Così Romolo Faraone (nella foto), 41 anni, presidente del Gruppo agenti Fondiaria Sai (Gafs) e agente a Rosolini (Siracusa), descrive lo stato d’animo che il gruppo aziendale sta vivendo in questo momento. «Noi agenti siamo il punto di riferimento della nostra clientela, comprensibilmente intenta a chiederci notizie sulla compagnia e sulla veridicità delle stesse notizie pubblicate dalla stampa. Per fortuna abbiamo uno spirito molto forte e questo ci ha permesso comunque di andare avanti». Faraone, in questa intervista con Intermedia Channel, parla del passato, ma anche del futuro della rappresentanza aziendale da lui presieduta. Ecco che cosa è emerso.

Domanda. A distanza di dieci anni vi trovate di fronte a un nuovo cambio di proprietà…Chi l’avrebbe mai detto?

Risposta. Il nostro gruppo aziendale rappresenta la rete degli agenti di provenienza Polaris Assicurazioni, marchio scomparso alla fine del 2001 dopo la fusione per incorporazione in Fondiaria Assicurazioni. Successivamente abbiamo modificato la denominazione in quella attuale, con l’auspicio che la fusione avrebbe portato alla nascita di un nuovo polo assicurativo. Ahimé, a distanza di 10 anni, siamo di nuovo punto e daccapo, essendo interessati a una ulteriore fusione. Direi che ci sono adesso tutti gli auspici affinché si diventi uno dei principali competitors del mercato assicurativo italiano.

D. Anche il Gafs aveva accordi in scadenza alla fine dello scorso anno?

R. Sì, come del resto anche gli altri gruppi aziendali dell’orbita FonSai. Tutti insieme siamo riusciti a raggiungere una intesa con l’ex amministratore delegato Emanuele Erbetta e a rinnovare per un ulteriore anno, fino alla fine del 2012, gli accordi in essere. Se non altro è stato un piccolo segnale di distensione verso la rete. Non potevamo permetterci di arrivare in prossimità di una scadenza di un accordo senza dare punti di riferimento certi agli iscritti al nostro gruppo. Siamo riusciti a ottenere la proroga di un anno, con l’impegno, nel frattempo, di aprire un tavolo di confronto per trovare una sua naturale evoluzione.

D. Tutto fermo anche per quanto riguarda il catalogo prodotti?

R. Per la verità già lo scorso anno la compagnia si era impegnata a rivedere tutti i prodotti, perché nonostante le vicissitudini finanziarie che hanno coinvolto il gruppo assicurativo, si avvertiva la necessità di svecchiarne alcuni.

D. Della tariffa auto cosa pensa? È cambiato qualcosa in termini di assunzione del rischio?

R. Negli ultimi due anni la compagnia ha attuato una politica di restrizione, da questo punto di vista. È vero che, in generale, tutto il mercato ha registrato segnali negativi per quanto concerne la frequenza dei sinistri, ma è altrettanto vero che da noi probabilmente la reazione in termini di restrizione è stata molto forte. Dall’inizio di quest’anno, via via che la ristrutturazione del gruppo andava avanti, le maglie sono state allargate. Anche su nostra sollecitazione. Il Gafs non ha fatto altro che richiedere quegli strumenti necessari per potere stare sul mercato e mantenere le posizioni. 

D. Quali sono gli obiettivi del gruppo agenti da lei presieduto?

R. All’ultimo congresso elettivo del gruppo, che si è svolto a ottobre dello scorso anno a Salerno, ho posto una condizione: continuare a fare il presidente solo a patto che si arrivi in tempi brevi a una fusione con l’altro gruppo agenti della divisione Fondiaria (il Ga Fondiaria presieduto da Domenico Assini, ndr). L’assemblea si è espressa ufficialmente accogliendo questa mia volontà e dunque il mio programma va proprio in questa direzione. Naturalmente ci sono dei paletti da rispettare, ma sono fermamente convinto che, come suol dirsi, l’unione fa la forza.

D. Perché, da allora, la fusione non si è concretizzata?

R. Intanto abbiamo intensificato ogni oltre aspettativa i rapporti con il Ga Fondiaria. Non è stato possibile procedere in tempi brevi per un limite oggettivo, riconducibile al fatto che a oggi, all’interno della divisione Fondiaria, vigono due tipi di mandati diversi, per cui anche gli accordi tengono in considerazione questo fattore. Quello su cui intendiamo lavorare è arrivare a un unico mandato, il che consentirebbe di accelerare sul processo di fusione. L’obiettivo è chiudere l’operazione entro la fine di quest’anno.

D. Si tratterebbe di un nuovo soggetto?

R. No, sarebbe una fusione per incorporazione (il Gafs nel Ga Fondiaria, ndr). Le nostre 115 agenzie si aggiungerebbero alle 420 del Ga Fondiaria, per un totale di circa 550 punti vendita.

D. Tornando al futuro di FonSai, quale messaggio si sente di dare alla nuova proprietà?

R. Adesso siamo ben contenti, dopo sette mesi di stallo, di avere un nuovo punto di riferimento. Bisognava uscire da questo empasse e già questo è un aspetto positivo. Certo le preoccupazioni ci sono, ma non parlerei di allarmismo. Personalmente preferisco la determinazione. Questa è una nuova avventura, con tutte le sorprese e gli imprevisti del caso. Sinceramente mi è difficile immaginare cosa succederà in futuro, anche perché l’Antitrust ha posto dei paletti…

D. …forse il problema riguarderà più Milano Assicurazioni…

R. Bisognerà vedere in concreto quello che sarà prospettato anche all’organo di vigilanza, in merito alle modalità con cui adempiere alle indicazioni dell’Antitrust. In secondo luogo c’è da dire che sia noi, sia Unipol, abbiamo una grossa fetta di mercato nei rami danni e dunque si può immaginare che vengano fatte delle operazioni chirurgiche. Noi siano abituati ad avere un colloquio con la nostra mandante aperto, a volte anche duro, ma con grande onestà intellettuale. Non cambieremo il nostro modo di rapportarci. È chiaro che se dovesse mancare un dialogo vero con la direzione e se non ci fosse consentito di affrontare le problematiche, il gruppo agenti sarebbe pronto ad assumere qualsiasi decisione che ci possa comunque tutelare.

D. Nell’immediato come si muoverà il Gafs?

R. Innanzitutto stiamo continuando a operare in sinergia con gli altri tre gruppi aziendali agenti di Fondiaria Sai e allo stesso modo mi piacerebbe impostare questo rapporto anche con le altre rappresentanze di Milano Assicurazioni. È chiaro che è nostra intenzione proseguire il percorso verso la fusione con il Ga Fondiaria, possibilmente entro il prossimo 31 dicembre. In ogni caso, indipendentemente da ciò, sono convinto che i gruppi agenti debbano continuare sulla strada della concertazione e della condivisione delle priorità che abbiamo in comune. Per essere determinanti nei confronti della mandante.

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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