ASSOCIAZIONI CONSUMATORI: NO ALL’OBBLIGO DI ASSICURAZIONE PER RISCHI ED EVENTI CLIMATICI

Trefiletti e Lannutti

“Un inaccettabile regalo per le compagnie di assicurazione”

Con un comunicato ufficiale congiunto anche Federconsumatori ed Adusbef, dopo il Codacons, criticano fortemente l’ipotesi di obbligo di assicurazione per rischi ed eventi climatici su “beni e strutture”.

Un provvedimento del tutto improponibile che consentirebbe alle compagnie di assicurazione di lucrare sulle disgrazie dei cittadini” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti (nella foto, da sinistra verso destra).

Rendere obbligatorie le polizze sulle calamità naturali – continua il comunicato – vorrebbe dire accrescere a dismisura gli introiti delle compagnie assicurative, che già guadagnano abbastanza applicando le tariffe rc auto più care d’Europa.

Secondo una nostra stima, i maggiori guadagni, con un costo medio di 200 Euro l’anno a polizza, ammonterebbero a circa 6 miliardi di Euro (assicurando 30 milioni di abitazioni private tra prime e seconde case). Del tutto inutile, inoltre, l’applicazione di tale obbligo alle sole aree ad alto rischio: come ha dimostrato il recente terremoto in Emilia, non è possibile definire con certezza quali siano le aree a rischio o meno”.

Federconsumatori e Adusbef chiudono il comunicato congiunto chiamando alla responsabilità Istituzioni e parlamentari “affinché non facciano passare questo grave e vergognoso provvedimento”.

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3 Comments

  1. Antonio D'Aquanno said:

    Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti parlano di vergognoso provvedimento.
    Vorrei dire loro se non è vergognoso vedere il prezzo della benzina alle stelle, le varie addizionali regionali incrementate ed assistere all’introduzione di altre imposte ad hoc (una tantum) ogni volta che in Italia si registra un terremoto o PIOGGE sopra la media !! Si ribaltano solo su determinate categorie i costi degli interventi pubblici. Se prendiamo il costo del carburante la manovra ha ogni volta effetti pari a zero per chi non usa l’auto o la usa in maniera marginale e notevoli per trasportatori, agenti, ed altre categorie che dell’auto ne fanno uno strumento di lavoro.
    Parlano di introiti che crescerebbero a dismisura per le Compagnie assicurative come avviene già per la RC Auto!! Ricordo loro che esiste il libero mercato e che se ci sono tutti questi profitti da fare sulla RC auto è strano che nessun altro operatore colga l’occasione e venga ad abbassare anche di poco le tariffe…. fermo restando che l’attività assicurativa è un’ attività imprenditoriale e non esisterebbe senza fine di lucro…. Non ci sarebbe motivo per intraprenderla…
    Ma si sono accorti che in sempre maggiori zone d’Italia le Compagnie fanno le valige e chiudono decine di agenzie ??? Che fanno.. scappano difronte agli ingenti introiti delle polizze Auto ????
    Per tornare alla polizza contro le calamità i lor signori sanno cosa avviene in Francia (che rappresenta un esempio da seguire su come fronteggiare questo tipo di problema) ????
    Andassero a documentarsi prima di rilasciare simili dichiarazioni che fanno arretrare il paese ancor più di quanto già non avvenga.
    Buon lavoro a tutti.

  2. pier luigi incerti said:

    Mi associo a Matteo Menoni,questi signori non sanno cosa dicono,ma fanno,more solito,della pura demagogia!
    Sono sempre i soliti noti che pretendono che lo Stato si faccia carico di tutto,dalla salute alle calamità naturali,salvo poi lamentarsi se ad ogni disgrazia si aumentano le tasse sulla benzina!
    Come al solito le assicurazioni sono sempre viste come indebite arricchitrici e si tira fuori la solita tiritera delle tariffe auto:mai una volta che le associazioni dei consumatori ammettano che in Italia la truffa ai danni delle Compagnie e’il motivo principale, del caro-tariffe.
    Sarebbe il caso che le nostre organizzazioni sindacali intervenissero per smentire questi saccenti venditori di fumo!

  3. matteo menoni said:

    Bisogna proprio essere ignoranti per fare certe affermazioni!
    E’ meglio far spendere al cittadino gli ipotetici “200,00 euro” e garantirlo nel caso la sua casa venga distrutta o lasciargli la somma, che sicuramente non investire per la sua sicurezza, e quando succederà il disastro chiedere aiuti allo stato già assente?

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