Festival della Dottrina Sociale, Bedoni (Cattolica): «Noi in prima fila insieme al volontariato»

Paolo Bedoni (2) Imc

Paolo Bedoni (2) Imc

(Fonte: L’Arena)

Il presidente di Cattolica Assicurazioni sottolinea il valore della solidarietà in una società che cambia. Quest’anno il gruppo ha messo a disposizione il Cattolica Center di via Germania «È nel nostro Dna essere aperti e competitivi sul mercato ma ancorati al territorio»

Cattolica Assicurazioni insieme alla sua Fondazione è, come sempre, accanto agli organizzatori del Festival della Dottrina sociale (Verona, 24/27 novembre – ndIMC). Quest’anno fa qualcosa di più perché mette a disposizione il bellissimo spazio ristrutturato di Cattolica Center in via Germania. Dell’edizione del 2016, ma anche delle scelte che Cattolica fa sui temi dell’etica d’impresa, ne parliamo con il presidente Paolo Bedoni (nella foto).

«In mezzo alla gente» è il tema al centro dei lavori di quest’anno del Festival della Dottrina sociale di cui Cattolica Assicurazioni è da sempre main sponsor. Qua! è il senso di questa scelta?

Potremmo dire che il titolo scelto quest’anno riassume in sé il senso e il carattere di un’iniziativa che è nata sei anni fa proprio con l’intento di far vivere nella dimensione popolare un tema che al popolo appartiene nella vita e nell’esperienza di tutti i giorni: la Dottrina sociale della Chiesa. La straordinaria attualità di questo tema noi l’abbiamo vissuta e toccata con mano nei sei incontri che, come ogni anno, Cattolica ha tenuto con i suoi soci sul territorio veronese. La ricorrenza speciale (quest’anno è il 120° anniversario della vita di Cattolica) ha riportato in primo piano proprio il legame profondo tra bisogni del territorio e impegno sociale dei cattolici che nel 1896, cinque anni dopo la pubblicazione della Rerum Novarum di Leone XIII, fu all’origine della nascita a Verona di Cattolica. Nelle testimonianze dei nostri soci questo legame emerge come più attuale che mai. E’ più che naturale quindi che Cattolica stia accanto agli organizzatori di un Festival che ha l’obiettivo di vivere e far vivere la dottrina sociale come esperienza di popolo.

Tra l’altro, quest’anno la gran parte degli eventi sono ospitati nel Cattolica Center, l’ex spazio di Autogerma, rimesso a nuovo da Cattolica come una sorta di centro congressuale. Sarà questa una scelta definitiva per il Festival?

Lo abbiamo fatto con piacere, anche perché lo spazio di Cattolica Center è a disposizione della città e del territorio.

Lo abbiamo inaugurato lo scorso aprile con l’Assemblea dei soci ma il Festival sarà l’occasione per sperimentare il carattere multiforme di una manifestazione ricca di eventi, che in tanti casi si svolgono contemporaneamente.

Ma in che modo Cattolica concilia il fatto di essere una società quotata in Borsa con un impegno così forte sui temi di carattere etico e solidale che sono al centro del Festival, peraltro in linea con il programma di responsabilità sociale della compagnia?

Molto semplicemente è il nostro Dna. Non a caso abbiamo dato ai nostri incontri di quest’anno con i soci a Verona, a Legnago, a Soave, a Peschiera e a Pescantina il titolo «Aperta al mercato, ancorata al territorio». Sono i fatti (la storia ma soprattutto i bilanci in utile) a dimostrare che, per un gruppo come Cattolica, l’impegno sui temi sociali e della solidarietà, scritto a chiare lettere nella sua ragione sociale, rafforza la sua capacità di proporsi in modo competitivo sul mercato. E’ un elemento fondante della sua reputazione.

Sappiamo bene che la reputazione di un’impresa, soprattutto nell’area dei servizi e del terziario in generale, costituisce un determinante elemento di valutazione della sua affidabilità e della sua credibilità sul mercato.

Nel programma del Festival è previsto un workshop della Business Unit Enti religiosi e non profit di Cattolica sul tema del volontariato. Si parla di un «volto nuovo». Cosa intende fare Cattolica su questo tema?

I workshop, per loro natura, hanno carattere di studio e di approfondimento. Questo è qualcosa di più perché il lavoro fatto nei due precedenti workshop a Roma e a Verona ha messo la nostra «Business Unit Enti religiosi e non profit» in condizione di formulare una vera e propria strategia di approccio al mondo del volontariato, con scelte di natura assicurativa ad esso specificatamente dedicate. Guardiamo al volontariato tradizionale, che svolge un ruolo fondamentale nel nostro Paese anche dal punto di vista economico, ma anche a quello che abbiamo definito il «volto nuovo» del volontariato espressione spontanea di una società civile che si mobilita al di fuori dei movimenti organizzati.

Con la nuova struttura della Business Unit siamo però andati già molto avanti in un rapporto di conoscenza e di fiducia reciproca con il mondo religioso e con tutte le sue presenze ed iniziative nel cuore della società civile. La Business Unit è un bell’esempio di professionalità e competenza applicata a temi di impegno sociale ed etico. Ma anche di specializzazione della presenza di Cattolica sul mercato che sta riguardando anche il comparto agroalimentare e, in una prospettive, di breve termine, l’intera area del welfare.

E’ una fase nuova della vostra strategia?

In effetti con queste scelte, che sono espressione del nostro piano industriale, stiamo andando avanti speditamente nella costruzione di un approccio sempre più dinamico con una clientela che chiede alle compagnie un rapporto personalizzato e qualificato, che non si esaurisce con la vendita del prodotto. Abbiamo scelto di innovare e qualificare la nostra proposta assicurativa soprattutto in aree di business in cui meglio si può esprimere la nostra capacità competitiva, anche grazie agli importanti rapporti di partnership che nel frattempo abbiamo costruito. E che continueremo a costruire perché è questa la nuova frontiera su cui si misura una concezione moderna ed innovativa del mondo.

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