Fininvest non deve passare al trust le quote Mediolanum

Consiglio di Stato - Palazzo Spada Imc

Consiglio di Stato - Palazzo Spada Imc

(di Laura Galvagni – Il Sole 24 Ore)

Il consiglio di Stato ha accolto la richiesta dei legali di Berlusconi contro il provvedimento di Bankitalia del 6 novembre scorso

Fininvest tiene in portafoglio la quota Mediolanum del 20%, eccedente quel 9,9% che Banca d’Italia ha fissato come limite massimo alla partecipazione che il Biscione può detenere nella banca. Lo potrà fare almeno fino al prossimo 14 gennaio, giorno in cui il Consiglio di Stato si riunirà per esprimersi nel merito del ricorso presentato dai legali di Silvio Berlusconi (Andrea Di Porto, Andrea Saccucci e Luigi Medugno) contro il dispositivo di Bankitalia che ne imponeva la vendita. In quella sede verrà stabilito il da farsi e si capirà se la holding Berlusconi potrà restare azionista forte di Mediolanum o se dovrà battere in ritirata secondo le tempistiche dell’istituto guidato da Ignazio Visco.

Ieri infatti il Consiglio di Stato ha sospeso l’esecutività della sentenza del Tar che confermava l’obbligo di cessione imposto da Palazzo Koch. Lo ha fatto accogliendo la richiesta di sospensiva avanzata dagli avvocati dell’ex premier. Palazzo Spada (nella foto) ha anche sospeso il provvedimento del 6 novembre scorso con cui Banca d’Italia imponeva a Fininvest di trasferire il 20% a un trust entro 30 giorni, cioè entro il 6 dicembre.

La prima decisione di Palazzo Koch che imponeva la vendita risale al 7 ottobre del 2014, dopo l’iscrizione di Mediolanum tra i gruppi bancari e la perdita dei requisiti di onorabilità da parte dell’ex presidente del Consiglio a causa della condanna ricevuta per frode fiscale. Banca d’Italia aveva poi concesso tempo 30 mesi (decorrenti da gennaio scorso) per vendere le quote. Di qui la decisione di presentarsi prima al Tar, che ha però confermato quanto disposto dagli uomini di Visco, e quindi al Consiglio di Stato che il 27 agosto scorso aveva rinviato direttamente al merito, con l’accordo delle parti, senza trattare la richiesta di sospensiva, partendo dal presupposto che non ci fossero elementi tali da imporre l’urgenza. A cambiare le carte in tavola è però intervenuto un successivo provvedimento di Banca d’Italia del 6 novembre che invece ha stabilito il trasferimento della quota al trust entro 30 giorni. Trust, ricordiamo, che Fininvest ha comunque già costituito da tempo. Da qui l’istanza dei legali dei ricorrenti di riattivare la richiesta di sospensiva. Ieri si è tenuta la camera di consiglio, al termine della quale i giudici amministrativi (presidente Stefano Baccarini) hanno deciso per l’accoglimento della richiesta degli avvocati di Berlusconi. La decisione, hanno spiegato dal Consiglio di Stato, è stata presa, tra l’altro, «considerato che il ricorso solleva questioni la cui serietà e complessità richiedono un approfondimento in sede di merito, già fissato per la prossima udienza pubblica del 14 gennaio» e che «nelle more, valutati comparativamente gli opposti interessi, prevale l’esigenza di conservare la situazione attualmente esistente».

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