FISAC-CGIL: PREOCCUPAZIONE PER IL GRUPPO CARIGE

Fisac CGIL ImcIn una nota apparsa sul proprio portale nazionale, la Fisac-Cgil esprime “viva preoccupazione” sulle vicende che ha visto coinvolto il gruppo Banca Carige che riguardano anche le due Compagnie di Assicurazioni del gruppo. “Da molti mesi ormai, in un crescendo fra indiscrezioni e dichiarazioni alla stampa – si legge nella nota –, l’annunciata vendita delle Compagnie di Assicurazioni ha ingenerato fra i 600 lavoratori uno stato d’ansia non più sopportabile, aggravato dallo scarso confronto tenuto dalla proprietà e cioè da Banca Carige, con le Organizzazioni Sindacali del Gruppo Assicurativo“.

Le ultime informazioni trapelate sulla stampa – continua la nota – disegnano un quadro allarmante: una gestione manageriale dissennata che ha portato la Compagnia Assicurativa del ramo danni sull’orlo del commissariamento a fine 2012. La cessione degli asset assicurativi da parte di Banca Carige, sembra più una svendita che una vendita profittevole, tutto questo è inaccettabile“.

Secondo la Fisac-Cgil “quello che è grave, per le lavoratrici e per i lavoratori, è che la paventata vendita comporterebbe certamente ricadute negative sulle sedi di lavoro e sui livelli occupazionali. Temiamo, ancora una volta, che a pagare le conseguenze di scelte strategiche sbagliate sia sempre l’anello più debole della catena: i dipendenti!“.

E’ incomprensibile, al riguardo – prosegue la nota del sindacato –, la chiusura da parte della proprietà nel voler aprire un tavolo di trattativa con i Sindacati per discutere i termini di una clausola che salvaguardi, in caso di vendita, le lavoratrici e i lavoratori da eventuali chiusure di sedi, trasferimenti di personale ed esuberi che allo stato attuale non esistono nel Gruppo Assicurativo“.

La Fisac-Cgil annuncia in chiusura di nota che proseguirà a seguire con la massima attenzione le vicende del Gruppo Assicurativo Banca Carige “perché ritiene che gli errori commessi dai vertici delle compagnie ed eventualmente da parte di chi aveva la competenza di esercitare le opportune azioni di controllo, adesso non possono assolutamente ricadere sulla comunità delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno sempre prestato la loro opera con dedizione e onestà, pagando ulteriormente un prezzo improprio; tanto più nel contesto economico finanziario difficile in cui versa l’intero Paese“.

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