Fmi, monito su banche e assicurazioni tedesche

Fondo Monetario Internazionale (3) Imc

Fondo Monetario Internazionale (3) Imc

(di Alessandro Merli – Il Sole 24 Ore)

I grandi istituti devono ristrutturarsi, le Landesbanken hanno bisogno di ridimensionarsi, di aprirsi ai capitali privati e di riformare la governance. Allarme sulle assicurazioni vita: le polizze a rendimento garantito «erodono la solvibilità delle compagnie assicurative» nell’era dei tassi a zero

Il Fondo monetario accende un faro sul sistema finanziario tedesco, critica la scarsa redditività delle banche, soprattutto delle casse di risparmio e degli istituti pubblici, e sottolinea la necessità di accelerare l’aggiustamento delle banche stesse e delle compagnie di assicurazione al periodo prolungato di tassi d’interesse bassi.

Per le assicurazioni del ramo vita, osserva l’Fmi, «la solvibilità viene erosa» dalla diffusione delle polizze a rendimento garantito, una particolarità del sistema tedesco e di pochi altri Paesi.

«È importante mantenere la spinta a trasformare il sistema», ha detto ieri a Francoforte Michaela Erbenova, responsabile del Fsap (Financial Sector Assessment Program – ndIMC) per la Germania, la verifica dello stato di salute del sistema finanziario che l’Fmi conduce ogni cinque anni nei Paesi di importanza sistemica. Il rapporto dei tecnici, che andrà all’esame del consiglio dell’istituzione di Washington a fine giugno, sostiene che il passaggio alla vigilanza bancaria dell’Ssm, sotto l’egida della Banca Centrale europea, un anno e mezzo fa, ha avuto «un impatto positivo». Un’osservazione che suona come una critica implicita alla vigilanza nazionale, dopo che il sistema bancario tedesco ha dovuto ricevere massicce iniezioni di denaro pubblico in seguito alla crisi finanziaria e che la più grande banca del Paese, Deutsche Bank, è stata coinvolta in tutti i principali scandali della finanza globale degli ultimi anni. L’Fmi è tra l’altro favorevole al completamento dell’unione bancaria nell’eurozona, con la creazione di uno schema comune di assicurazione dei depositi, che il Governo tedesco sta cercando di bloccare.

Le banche tedesche sono le più attive nel protestare contro la politica dei tassi d’interesse bassi della Bce, ma i bassi tassi hanno semplicemente portato alla luce, ha sostenuto Erbenova, una serie di inefficienze strutturali di lungo periodo, fra cui la bassa redditività, un problema particolarmente acuto per le casse di risparmio, che hanno costi molto alti. In alcune banche, inoltre, la leva finanziaria resta molto elevata e «nei grandi istituti gli sforzi di ristrutturazione devono ancora portare frutto e il taglio dei costi resta lento», due riferimenti che appaiono diretti soprattutto a Deutsche Bank. Le banche tedesche, dice l’Fmi, devono inoltre adattare più rapidamente il proprio modello di business alle nuove regole e al cambiamento tecnologico. Le Landesbanken, gli istituti a controllo regionale, un altro comparto critico del settore bancario tedesco, coinvolto in tutte le crisi finanziarie internazionali degli ultimi decenni, hanno bisogno di ridimensionarsi, aprirsi ai capitali privati e riformare la governance, ha affermato Erbenova.

Complessivamente, peraltro, l’Fmi osserva che le banche tedesche sono sufficientemente capitalizzate e i crediti deteriorati sono bassi e in calo.

Le conclusioni del lavoro del Fondo notano i benefici del passaggio della vigilanza a livello europeo, ma denunciano la mancanza di dati con un livello sufficiente di dettaglio, il che ostacola la vigilanza e il monitoraggio dei rischi. I supervisori devono comunicare alle banche la necessità di rafforzare il ruolo dei consigli di sorveglianza, i controlli interni, le esposizioni verso parti correlate.

Il Fondo monetario dedica anche un capitolo alle assicurazioni del ramo vita, dove i tassi d’interesse bassi erodono l’abilità delle compagnie di rispettare gli impegni delle polizze a rendimento garantito e quindi la loro solvibilità. Le regole di Solvency II prevedono una lunga transizione, ma le autorità devono sollecitare le compagnie a predisporre un’adeguata comunicazione, in vista della pubblicazione dei dati il prossimo anno. Nelle vecchie polizze il rendimento garantito è del 3%, nelle nuove dell’1-2%, ma anche questo è difficile da rispettare nell’attuale situazione. Solo il 15% dei nuovi premi è svincolato da questo tipo di garanzie. L’aggiustamento del modello di business andrebbe quindi accelerato, secondo l’Fmi.

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