FONDAZIONE ANIA: AVVIARE UN’AZIONE UNITARIA A LIVELLO EUROPEO CONTRO GLI INCIDENTI STRADALI

Si è svolto a Roma il Pin talk Italia, organizzato con il Consiglio europeo sicurezza dei trasporti. Migliorati i risultati a livello continentale, ma sulle strade Ue muoiono ancora 30mila persone

Fondazione ANIA HP«Impostare a livello europeo un’azione di coordinamento di alcune norme che regolano la circolazione, in grado di fornire un quadro di riferimento unitario e chiaro agli addetti ai lavori, ai singoli cittadini, ai media e alle Istituzioni, nazionali e locali». Con queste parole Aldo Minucci, Presidente della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale, ha concluso il suo intervento di apertura questa mattina nel corso del convegno “La sicurezza stradale in Italia nel contesto dell’obiettivo europeo 2020”, svoltosi a Roma nella sede del Cnel e organizzato in collaborazione con il Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti (ETSC).

Un’occasione per fare il punto sul problema dell’incidentalità stradale in Italia e in Europa – si legge in una nota -, rilanciando temi fondamentali come l’introduzione di alcune norme unitarie che regolino la circolazione stradale a livello continentale, ma anche una riforma del codice della strada italiano, che porti a una netta distinzione tra le norme relative ai comportamenti da quelle puramente tecniche.

Negli ultimi anni, in Europa, informa la Fondazione ANIA, sono stati fatti importanti passi avanti nel campo della sicurezza stradale. Il numero dei morti sulle strade è sensibilmente diminuito anche se, secondo gli ultimi dati relativi al 2011, nell’Unione europea ogni ora muoiono oltre 3 persone a causa di un incidente stradale: oltre 82 decessi al giorno, per un totale di 30.168 morti. A questi si aggiungono le oltre 250.000 persone che sono state ricoverate come feriti gravi a seguito di incidenti stradali. Nell’Unione europea, per ogni decesso provocato da incidente stradale, vengono registrati almeno 44 feriti, di cui 10 gravi.

Dopo l’obiettivo fissato dalla Commissione europea nel 2001 – prosegue la nota -, che prevedeva il dimezzamento delle vittime di incidenti stradali nei paesi membri entro il 2010 (obiettivo non raggiunto dall’Italia), l’Unione europea ha posto come nuovo traguardo un ulteriore dimezzamento dei morti da incidenti stradali entro il 2020.

«Il problema è enorme nelle sue dimensioni e per le sue conseguenze sociali ma anche economiche – ha aggiunto Minucci – e, tuttavia, non sufficientemente considerato, anche a causa della difficoltà di parlarne con un linguaggio europeo comune. Appuntamenti come questo odierno sono molto importanti non solo perché ci permettono di approfondire il tema, di scambiare buone pratiche e di darci nuovi obiettivi, ma anche perché ci pongono nella condizione di aprire un confronto comune da cui potranno scaturire azioni unitarie. Infatti, nonostante i miglioramenti, ci sono ancora troppi morti e feriti. Un bollettino di guerra. Ogni giorno. Non semplici numeri, ma progetti di vita reale che si interrompono. Le nostre strade devono tornare ad essere simbolo di incontro, di sviluppo, di viaggio e non di pericolo».

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