FONDAZIONE ANIA: IN ITALIA MUOIONO 11 PEDONI OGNI SETTIMANA

Fondazione ANIA

Lunedì 6 maggio parte la Seconda settimana Mondiale per la sicurezza stradale indetta dall’Onu e dedicata ai pedoni. Il Segretario Generale Guidoni: «Emergenza nazionale e mondiale. Un terzo delle vittime era sulle strisce»

Fondazione ANIA«Ogni settimana sulle strade italiane perdono la vita 11 pedoni, che nell’ultimo anno hanno fatto complessivamente registrate 589 vittime e oltre 20mila feriti. Numeri che richiamano l’attenzione su quella che è una vera e propria emergenza sia a livello nazionale, sia a livello mondiale. Non è una caso che, proprio in questi giorni e su questo tema, sia arrivato un appello anche dalle Nazioni Unite». Con queste parole, il Segretario Generale della Fondazione ANIA Umberto Guidoni, è intervenuto alla vigilia della Seconda Settimana mondiale della Sicurezza Stradale indetta dalle Nazione Unite dal 6 al 12 maggio del 2013 e che, quest’anno, sarà dedicata alla sicurezza dei pedoni. L’iniziativa rientra nel programma del “Decennio della Sicurezza Stradale 2011-2020”, per il quale le Nazioni Unite hanno fissato l’obiettivo di dimezzare il numero delle vittime per incidente stradale a livello mondiale.

A livello statistico – si legge in una nota -, una persona su quattro che muore negli incidenti stradali nel mondo è un pedone: un totale di 270mila morti ogni anno. In Italia la percentuale è del 15%, ma il nostro Paese risulta uno dei peggiori in Europa, classificandosi al terzo posto per numero di pedoni morti, preceduto solo da Polonia e Romania (Fonte: CARE 2010).

«Il confronto con l’Europa e le statistiche mondiali – ha proseguito Guidoni – ci debbono spingere ad affrontare il problema della tutela dei pedoni e, più in generale, degli utenti deboli della strada. Per quanto riguarda il nostro Paese, è indispensabile avviare un processo che porti ad un cambiamento radicale del modo di pensare, inculcando una profonda cultura del rispetto delle regole della strada. In altri paesi d’Europa, le strisce pedonali sono un “territorio blindato”, un luogo dove il pedone è protetto. Da noi ancora non è così e dobbiamo lavorare per convincere tutti che le regole vanno sempre rispettate. Per fare ciò, è fondamentale un impegno condiviso con azioni che coinvolgano il settore pubblico, quello privato e, non da ultimi, i media che svolgono un ruolo prioritario nell’opera di sensibilizzazione ed informazione della collettività».

Un terzo dei pedoni morti in Italia – continua la nota – è stato travolto proprio mentre era su un attraversamento pedonale. Tra le varie iniziative portate avanti dalla Fondazione ANIA in favore delle utenze deboli, “si ricorda il finanziamento per il ripristino di oltre 650 attraversamenti pedonali pericolosi a Roma, inserito tra i progetti di un protocollo di intesa con il Comune della Capitale“.

«Il progetto delle strisce pedonali a Roma – ha concluso Guidoni – rappresenta un positivo esempio di come si possa intervenire a tutela dei pedoni. Nella Capitale il numero dei pedoni morti è sceso di un terzo in due anni, passando da 65 a 44. Non possiamo certo illuderci che ciò sia stato possibile solo grazie alla nostra opera sulle strisce pedonali, ma da questa esperienza è arrivato un segnale chiaro: creando un dibattito sul tema, stimolando le pubbliche amministrazioni e sensibilizzando i cittadini, è possibile ottenere risultati tangibili».

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