Fondi e polizze, check up di inizio anno

Salvadanaio Stress Test Imc

Salvadanaio Stress Test Imc

(Autore: Carlo Giuro – Milano Finanza)

Dopo un fine 2014 denso di sorprese, è l’ora di un tagliando al portafoglio. Con un occhio alle tasse

Nuovi venti di crisi in Grecia, economia Usa più forte del previsto, prezzo del petrolio in caduta libera. Nelle ultime settimane soltanto questi tre eventi hanno cambiato le carte in tavola di chi elabora le previsioni per il 2015. Sullo sfondo restano sempre le mosse delle banche centrali. Se sul fronte del Giappone il Paese si prepara a varare nuove manovre espansive, in Europa restano i dubbi su come agirà la Bce. Il 2015 dovrebbe essere allora l’anno del Quantitative easing in salsa europea, vale a dire la politica di acquisto obbligazioni pubbliche e private che potrebbero raggiungere un ammontare complessivo di mille miliardi di euro, anche se non se ne conosce la data. Ne consegue che di fronte a un anno che si apre all’insegna di molte incognite è importante verificare la tenuta del proprio portafoglio. Opinione abbastanza diffusa è che la manovra della Bce, anche se non farà ripartire immediatamente l’economia, potrebbe però creare le condizioni di liquidità e di mantenimento dei tassi a livelli estremamente bassi favorevoli al rialzo delle borse, particolarmente quelle di Paesi come Italia, Spagna e Francia. Sull’altra sponda dell’Oceano la Federal Reserve, dopo avere annunciato la fine del quantitative easing, si prepara da alzare i tassi di interesse con un rialzo dei rendimenti. Sul fronte azionario sembra poi difficile prefigurare il possibile andamento di Wall Street che, dopo 7 anni di rialzi consecutivi ha registrato una crescita sostenuta, a due cifre, anche nel 2014. Non vi è univocità di vedute tra chi ritiene che non vi siano ulteriori margini di rialzo per effetto della possibile manovra della Fed e chi invece è confidente che vi siano spazi per una nuova performance a doppia cifra in considerazione della crescita economica statunitense.

Come tradurre in scelte la lettura dello scenario economico? La view generalizzata è che i titoli di Stato non prospetti più rendimenti particolarmente profittevoli (anche se il Qe potrebbe fare diminuire ulteriormente lo spread Btp-bund con effetto beneficio sul rendimento dei decennali). Per trovare rendimento nel reddito fisso occorre allora volgere lo sguardo verso strumenti con livelli di rischiosità più alti come le emissioni societarie, l’high yield o le aree emergenti. Maggiori soddisfazioni potrebbero provenire invece dall’investimento borsistico. Ponendosi allora nei panni del risparmiatore, in premessa, l’atteggiamento da assumere è quello della razionalità stabilendo in maniera precisa gli obiettivi dell’investimento in base al profilo di rischio e l’orizzonte temporale di riferimento. Occorre poi ricordarsi che non esistono investimenti risk free: anche la liquidità, e soprattutto in questo frangente di tassi ai minimi storici per effetto della politica monetaria accomodante della Bce, ha un costo, quello che si definisce come costo-opportunità, vale a dire il rendimento più elevato che si sarebbe potuto avere attraverso un investimento diverso. E come rimarcato dal recente 48° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese, in Italia si registra una crescita del risparmio, a dispetto della contrazione dei redditi, a testimonianza di una liquidità precauzionale che il Censis definisce come cash di tutela. Occorre allora costruire o verificare che il proprio portafoglio sia adeguatamente diversificato, limitando la quota di liquidità alle esigenze strettamente transattive e precauzionali ma non esagerando in atteggiamenti di attesa eccessivamente prolungati. Una porzione di imprevisto può essere poi fronteggiata in ottica di need allocation sottoscrivendo opportune coperture assicurative e liberando quote di liquidità da investire in maniera più profittevole. La quota da mantenere comunque liquida può essere impiegata in fondi monetari o, come forma di integrazione al reddito o alla pensione, in fondi obbligazionari con cedola. Volgendo la prospettiva all’esigenza di accumulazione, sia indistinta che finalizzata, l’asset allocation va articolata in maniera comunque diversificata come scudo al rischio e alla volatilità.

Quali possono essere le soluzioni finanziarie da utilizzare? Considerando la complessità dei mercati e spesso la loro correlazione sembra potersi prediligere la via del risparmio gestito, con attenzione per la componente prudente a fondi obbligazionari specializzati sui bond governativi area euro, portatori del vantaggio diversificazione dal momento che all’interno del portafoglio sono già incluse le emissioni ad alta sicurezza di Paesi come Germania e Olanda. Iniettando, sempre in coerenza con il proprio profilo di rischio, una dose di diversificazione ulteriore, può essere utile combinare fondi obbligazionari corporate. In un possibile fly to quality va valutata con favore la possibilità di ripartire ulteriormente la propria asset allocation con fondi azionari diversificati per area geografica/settori. Ulteriore soluzione potrebbe essere quella, alla luce della voglia di sicurezza che da sempre caratterizza il risparmiatore italiano, di combinare una quota di polizze vita rivalutabili (con garanzia conservazione del capitale/minimo garantito) con fondi comuni azionari. Se l’esigenza fosse poi successoria senza volere rinunciare al dinamismo dell’investimento gestito la strada potrebbe essere quella delle polizze unit linked. Va in ogni modo sottolineato come nel disegno di legge di Stabilità si prevede, con riferimento alle assicurazioni sulla vita, l’abrogazione dell’esonero da tassazione, ai fini Irpef, della componente finanziaria dei capitali caso morte corrisposti ai beneficiari di contratti di assicurazione sulla vita non esclusivamente stipulati a copertura del rischio di premorienza. Rimane invece saldamente ferma l’esenzione dalla imposta di successione e la possibilità di designare beneficiari anche al di fuori dell’asse ereditario pur nel rispetto della quota di legittima.

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