Fondi in arancione

Busta arancione (2) Imc

Busta arancione (2) Imc

(di Carlo Giuro – Milano Finanza)

La stima della rendita integrativa è stata ribattezzata sul modello delle proiezioni Inps. Ma per averla gli scritti dovranno aspettare due mesi in più

La Covip, recependo le istanze delle principali associazioni di categoria, ha rinviato il termine per gli adeguamenti ai nuovi Regolamenti (emanati il 25 maggio 2016) sulle modalità di adesione, sulla nuova documentazione informativa e contrattuale (con particolare riferimento alla Nota informativa) e sulle comunicazioni periodiche agli iscritti. Con riferimento proprio a tale ultimo profilo, quest’anno slitta dal precedente 31 marzo al 31 maggio la scadenza per la relativa trasmissione agli aderenti da parte delle forme pensionistiche complementari. L’intervento della Covip si è reso necessario per consentire ai fondi di apportare al documento alcune modifiche richieste dalla stessa Commissione di Vigilanza, in ottica di maggiore trasparenza verso gli iscritti.

Il corredo informativo, che si compone della comunicazione annuale e dal progetto esemplificativo personalizzato, va spedito in forma cartacea o con posta elettronica. L’adempimento, di fondamentale importanza per stimolare una consapevolezza anche nel durante al risparmiatore previdenziale, si tinge quest’anno di arancione, alla luce della ridenominazione del progetto esemplificativo in La mia pensione complementare, in analogia a La mia pensione dell’Inps, ovvero la busta arancione con la simulazione dell’assegno pubblico ispirata al documento previsto nel sistema di welfare svedese.

La quantità e qualità delle informazioni che le forme pensionistiche mettono a disposizione degli aderenti assumono particolare rilevanza in sistemi previdenziali che si vanno sempre più organizzando secondo il principio della contribuzione definita, come in Italia. In tale contesto l’incertezza sulla prestazione pensionistica alla fine della vita lavorativa pone in capo agli individui responsabilità crescenti. È opportuno allora che le scelte previdenziali siano congrue e consapevoli non solo in fase di adesione ma anche nel corso della partecipazione alla forma previdenziale che, sostanzialmente, coincide con la vita lavorativa.

Andando ai contenuti, il primo tassello del kit informativo trasmesso agli iscritti è rappresentato dalla comunicazione periodica annuale, da intendersi come una sorta di estratto conto della posizione di previdenza complementare. La comunicazione è articolata una prima parte in cui vengono riportati i dati relativi alla posizione individuale e di una seconda parte recante le informazioni generali. L’obiettivo è quello di permettere agli aderenti, di controllare tempo per tempo la regolarità dei versamenti, di verificare l’adeguatezza del proprio percorso previdenziale, di disporre delle informazioni necessarie a valutare la modifica di alcune scelte, riguardanti ad esempio l’intensità della contribuzione e la linea di investimento (comparto). Il risparmiatore previdenziale deve utilizzare il documento informativo come stimolo per un check up più complessivo analizzando sia la propria situazione soggettiva che oggettiva (andamento dei mercati finanziari). Eventuali decisioni conseguenti possono essere quelle di spostarsi da una linea di investimento all’altra anche in considerazione dell’approssimarsi dell’età pensionabile in ottica life cycle (da linee più aggressive a quelle con minore esposizione al rischio) o, extrema ratio, di trasferire la posizione individuale ad altra soluzione.

Strumento utile che è inviato con la comunicazione periodica è poi La mia pensione complementare, finora denominato Progetto esemplificativo personalizzato. L’obiettivo è illustrare all’iscritto l’evoluzione prevista della posizione e l’importo della prestazione attesa al pensionamento. Il documento illustra inoltre il valore della rendita corrispondente alla posizione individuale maturata. È necessario tenere conto che si tratta di una proiezione fondata su ipotesi di calcolo che potrebbero non trovare conferma nel tempo. Va ricordato che alla comunicazione obbligatoria è allegata sia la certificazione fiscale con l’importo dei contributi versati da portare in deduzione entro il limite il limite annuo di 5.164,57 euro, sia i moduli che gli iscritti possono utilizzare per comunicare i contributi non dedotti l’anno precedente da inviare entro il 31 dicembre (va in ogni modo evidenziato come si possa utilizzare anche una comunicazione in forma libera).

Related posts

Top