Fondi pensione, il nuovo decreto sugli investimenti darà più libertà di scelta

Investimenti - Pianificazione Imc

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(Fonte: Milano Finanza)

In tema di gestione finanziaria va ricordato come sia stato adottato nell’ultimo scorcio del 2014 il nuovo Regolamento sui criteri e limiti di investimento delle risorse dei fondi pensione e sulle regole in materia di conflitti di interesse che sostituisce gradualmente (si prevede un periodo transitorio di 18 mesi) la precedente disciplina che risale al lontano 1996, quando circolava ancora la lira. Il decreto 703 del 1996 era infatti figlio di un’epoca ormai lontana anni luce da oggi che ha reso necessario un aggiornamento delle regole sugli investimenti dei fondi pensione che, dopo una lunga gestazione, sono arrivati soltanto a fine 2014 con il decreto 166/2014.

L’evoluzione dei mercati finanziari e della relativa regolamentazione, la riforma del sistema della previdenza complementare e il recepimento nell’ordinamento italiano della direttiva europea sui fondi pensione (Direttiva 2003/41/Ce), hanno reso infatti necessario procedere a una revisione della relativa disciplina. Quali sono le principali novità? Come sottolinea la Covip nell’ultima Relazione annuale, la modifica della regolamentazione esistente, partendo dall’obiettivo di perseguire gli interessi degli aderenti e dalla considerazione che l’investimento previdenziale ha una natura peculiare e differente da quello puramente finanziario, si muove verso una maggiore attenzione alle capacità di conoscenza e gestione degli investimenti e dei rischi a essi connessi. La riduzione delle restrizioni quantitative e l’allargamento delle opzioni di investimento sono accompagnate da una maggiore focalizzazione sui processi decisionali del fondo pensione, sulle capacità professionali e sull’adeguatezza delle strutture organizzative. Si conferma il principio della sana e prudente gestione, da perseguirsi attraverso l’ottimizzazione della combinazione redditività-rischio, l’adeguata diversificazione e l’efficiente gestione e i principi di diversificazione degli attivi e dei rischi e di contenimento dei costi di transazione, gestione e funzionamento. La protezione degli interessi degli aderenti e dei beneficiari è in particolare realizzata attraverso la previsione di strutture organizzativo-professionali e processi decisionali adeguati e proporzionati alla dimensione, alla complessità e alle caratteristiche del portafoglio e, più in generale, alla politica di investimento e alle modalità di gestione (diretta o indiretta) che il fondo intende adottare.

Vanno assicurati in maniera trasparente, l’identificazione, il controllo e la gestione di tutti i rischi cui il fondo pensione può essere esposto nell’amministrare le risorse, individuando nel contempo le relative responsabilità. La strategia di investimento dovrà essere poi motivata e coerente con gli interessi e le caratteristiche degli aderenti. I risultati della gestione dovranno essere verificati tramite l’utilizzo di parametri coerenti con gli obiettivi e i criteri della politica d’investimento. Con riferimento poi ai conflitti di interesse, la nuova normativa ribadisce la validità del principio di trasparenza e prevede un obbligo di prevenzione, gestione e controllo dei conflitti tramite adeguate misure organizzative. Più nello specifico si tiene conto dei principi dettati in materia dalla normativa europea relativa ai mercati degli strumenti finanziari e della tipologia di fondo pensione, operando una distinzione tra fondi dotati di soggettività giuridica e quelli che ne sono privi.

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