Fondi pensione, le regole che permettono all’iscritto di lasciare in eredità la pensione

Pensioni - Eredità Imc

Pensioni - Eredità Imc

(di Carlo Giuro – Milano Finanza)

I cento quesiti

Domanda. Uno dei profili di maggiore delicatezza è quello del decesso dell’aderente. Cosa succede in questo caso?

Risposta. Il tema è molto sentito anche considerando la sensibilità che il risparmiatore italiano ha nei confronti della motivazione successoria. Basti ricordare come gli economisti, analizzando il caso del Paese, hanno individuato un particolare atteggiamento definito come consumo post mortem, il volere lasciare cioè in eredità per favorire il consumo postumo. Andando alla previdenza complementare, per rispondere in maniera puntuale occorre individuare il momento in cui avviene il decesso, vale a dire prima o dopo avere raggiunto il pensionamento.

D. Cosa accade se l’evento luttuoso si verifica in costanza di attività lavorativa?

R. In questo caso l’intera posizione individuale maturata è riscattata dagli eredi, ovvero dai diversi beneficiari dallo stesso designati, siano essi persone fisiche o giuridiche. In mancanza di tali soggetti, la posizione resta acquisita al fondo pensione nelle forme pensionistiche collettive, mentre in quelle individuali viene devoluta a finalità sociali secondo le modalità stabilite con apposito decreto ministeriale. La Covip ha precisato che questa disposizione è ispirata al criterio della valorizzazione della volontà dell’aderente per cui ritiene che la posizione verrà attribuita agli eredi (per la cui individuazione occorre fare riferimento alla disciplina del codice civile in materia) laddove non risulti una diversa volontà dell’aderente; in quest’ultimo caso, invece, la posizione sarà riscattata dal soggetto o dai soggetti appositamente designati dall’iscritto.

D. Si può anche ripartire la quota da trasmettere ai beneficiari?

R. La risposta è affermativa. Secondo l’Autorità di Vigilanza l’aderente può anche determinare la quota della posizione individuale che spetta a ciascuno degli aventi diritto, e ciò sia nell’ipotesi in cui concorrano soltanto eredi, sia nell’ipotesi in cui concorrano solo terzi, sia nell’ipotesi in cui concorrano eredi e terzi.

D. Dal punto di vista fiscale qual è il trattamento?

R. Le prestazioni erogate da una forma pensionistica complementare a un erede dell’aderente (o, si presume, a un diverso beneficiario designato dall’iscritto) sono escluse dall’applicazione dell’imposta di successione, al pari delle indennità di fine rapporto. Così come chiarito dalla Covip il diritto alla posizione individuale da riscattare, in caso di premorienza, è infatti da intendersi acquisito a titolo proprio (cosiddetto iure proprio) e non già a titolo di successione (iure hereditatis) e tale qualificazione riguarda tutti coloro che sono legittimati a esercitare tale diritto, siano essi i soggetti designati che gli eredi dell’iscritto. Per gli altri profili tributari, se le prestazioni vengono percepite in unica soluzione, vanno tassate come le somme (riscatti) percepite dagli eredi in caso di morte dell’iscritto prima della maturazione del diritto alla prestazioni.

Related posts

Top