FONDIARIA SAI: FOCUS SUI DATI DEL PRIMO SEMESTRE 2012

Il risultato consolidato ha segnato un utile pari a 24,9 milioni di euro, in ripresa rispetto alla perdita di 61,5 milioni di euro dell’analogo periodo dello scorso anno. Migliora anche il combined ratio, passato da 101,9% al 98,1%.

Nel primo semestre 2012, Fondiaria Sai ha registrato un risultato consolidato positivo per 24,9 milioni di euro, contro una perdita di 61,5 milioni di euro al 30/6/2011). Secondo una nota della società, questo risultato «deriva da un consolidamento del positivo trend della gestione corrente», che ha assorbito «gli effetti sia del recente sisma in Emilia Romagna, sia quelli del fallimento di Imco e Sinergia Holding di Partecipazioni». Il primo evento «ha avuto un impatto sui sinistri di generazione corrente (al netto dell’effetto riassicurativo) di circa 42 milioni di euro, mentre il fallimento delle due società ha determinato un peggioramento del risultato prima delle imposte quantificabile in 76 milioni di euro, di cui 73 milioni di euro a fronte delle posizioni creditorie vantate dal gruppo e 3 milioni di euro sui conti tecnici a causa dell’escussione di alcune polizze fideiussorie».

La compagnia, per quanto riguarda la gestione corrente,  evidenzia nel segmento danni «l’andamento positivo dei rami auto, accompagnato da una sostanziale tenuta delle riserve sinistri accantonate a fine 2011, che permette di confermare i livelli di sufficienza attesi ad esito degli smontamenti per pagamenti».

In questo contesto «prosegue l’approccio particolarmente prudente del gruppo nella rivalutazione del carico residuo, in linea con le ipotesi già declinate nei piani di sviluppo, soprattutto nei rami di responsabilità civile. Altri elementi caratterizzanti la gestione risultano essere una significativa flessione della raccolta premi nel segmento vita, causata dal difficile contesto macroeconomico; anche in questo ambito, peraltro, i risultati registrati dal segmento risultano apprezzabili, grazie al positivo andamento della gestione finanziaria, pur se in leggera controtendenza a partire dal mese di maggio, per effetto delle rinnovate tensioni sul debito sovrano di alcuni paesi dell’area Euro. Negativo il contributo registrato dai segmenti immobiliare e altre attività, seppur con qualche segnale di ripresa della gestione corrente, unitamente al proseguimento delle attività finalizzate alla dismissione delle attività non-core».

RACCOLTA PREMI – Nel primo semestre 2012, la raccolta premi ammonta complessivamente a 4.993,8 milioni di euro, con un calo del 19,7% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno.

Nei rami danni, la raccolta del lavoro diretto ha raggiunto 3.401,4 milioni di euro (-6,9%). Nel settore auto, i premi evidenziano una diminuzione del ramo Rc pari al 6,2%, «che riflette il proseguimento delle politiche di risanamento del portafoglio plurisinistrato». Premi in calo anche nel ramo Cvt (-11,7%). Negli altri rami danni la raccolta premi è risultata in flessione del 7% circa, dovuta «sostanzialmente al settore corporate, a causa del programmato disimpegno da comparti con contribuzione negativa ai risultati complessivi, quali sanità ed enti pubblici».

Per quanto concerne l’andamento della sinistrosità, nel ramo Rc auto si registra una diminuzione del denunciato (-18,4%), «dovuta sia a un generalizzato trend di miglioramento del mercato, sia agli interventi di risanamento di portafogli denotanti andamenti non soddisfacenti; a ciò va aggiunto il rafforzamento di presidi dedicati sui sinistri, anche per il tramite dell’apposita struttura antifrode creata all’interno del gruppo. Il settore auto ha beneficiato anche «della rilevante contrazione del denunciato nel ramo Cvt (-20,8%)», che va a «compensare il già analizzato calo di raccolta». Gli altri rami danni hanno evidenziato «una crescita del denunciato pari al 2,1%».

Il combined ratio risulta pari a 98,1% (101,9% al 30 giugno 2011), «grazie soprattutto al calo del loss ratio (dal 75,3% del 30/6/11 al 71,7%), denotando un confortante progresso pur in presenza di un elevato peso degli oneri tecnici, la cui stagionalità incide in maniera rilevante nella prima parte dell’anno». Escludendo il costo stimato per l’evento sismico registrato in Emilia Romagna, il combined ratio scenderebbe al 96,9%.

Il settore danni ha chiuso con un utile ante imposte pari a 80 milioni di euro, rispetto alla perdita di 91,3 milioni di euro dell’analogo periodo riferito allo scorso anno.

La raccolta del lavoro diretto nei rami vita ha raggiunto 1.590,6 milioni di euro (al 30/6/11 era stata pari a 2.559,9 milioni di euro). L’andamento della raccolta «sconta soprattutto la difficoltà del contesto macroeconomico di riferimento e riguarda in modo particolare i premi di Ramo III (assicurazioni connesse con fondi di investimento), in calo dell’82% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno (da 1.656,6 milioni di euro a 299 milioni di euro). Tale fenomeno risulta controbilanciato dalla crescita rilevante dei premi di Ramo I (+56,9%), caratterizzati da una migliore marginalità prospettica. La diminuzione della raccolta risulta assai più consistente nel comparto della bancassicurazione (48% circa)». La nuova produzione, rilevata secondo la metrica Ape, si è attestata 137,5 milioni di euro (-42,5% anno su anno).

Il settore rileva un utile prima delle imposte pari a 44,4 milioni di euro (73,8 milioni di euro al 30 giugno 2011): «a fronte delle difficoltà nella raccolta, gli indicatori di redditività tecnica si presentano positivi; il gruppo ha inoltre fronteggiato senza difficoltà le richieste di riscatto e le somme in scadenza nel periodo, limitando il correlato rischio di liquidità a seguito del realizzo delle attività finanziarie sottostanti».

Escludendo il contributo degli strumenti finanziari a fair value rilevato a conto economico e i proventi netti derivanti da partecipazioni in controllate, il reddito complessivo netto degli investimenti è pari a 410,6 milioni di euro (334,5 milioni di euro al 30 giugno 2011).

Il settore immobiliare ha registrato un risultato ante imposte negativo per 25,8 milioni di euro (positivo per 8,4 milioni di euro al 30 giugno 2011), nel quale «si riflettono l’assenza di significative operazioni di realizzo, gli impairments su investimenti immobiliari per 2,4 milioni di euro e la svalutazione di crediti vantati verso il gruppo Imco/Sinergia a fronte del fallimento per 11 milioni di euro».

Il settore altre attività evidenzia una perdita prima delle imposte di 13,7 milioni di euro (contro i 30,2 milioni di euro dell’analogo periodo dello scorso anno). Il risultato non comprende l’apporto negativo di Atahotels, che, da questa semestrale, viene riclassificata «tra le attività in corso di dismissione a esito delle iniziative finalizzate alla cessione e dunque al disimpegno del gruppo dal settore».

Le spese di gestione complessive ammontano a 858,6 milioni di euro, in contrazione rispetto all’esercizio precedente (976,9 milioni di euro al 30 giugno 2011), «anche a seguito delle iniziative avviate nel gruppo per il contenimento della spesa complessiva e già scontando i primi effetti del rinnovo del Ccnl.

Il risultato delle attività operative cessate è stato negativo per 11,1 milioni di euro e accoglie la perdita di periodo per 13,5 milion i di euro del gruppo Atahotels e il risultato positivo, per 2,3 milioni di euro, derivante dalla cessione della partecipazione in Igli spa.

Il conto economico, dunque, ha chiuso con un risultato consolidato che evidenzia un ritorno all’utile, pari 24,9 milioni di euro (perdita di 61,5 milioni di euro al 30/6/11). La quota di pertinenza del gruppo si è attestata a quota 7,6 milioni di euro (-61,9 milioni di euro al 30/6/11).

Rispetto al 31 dicembre 2011, si evidenzia una riduzione dell’indebitamento per 32,3 milioni di eurro, che scende a 1.317,6 milioni di euro rispetto a 1.349,9 milioni di euro risultante alla fine dell’esercizio precedente.

PATRIMONIO – Il patrimonio netto consolidato ammonta a 1.850,3 milioni di euro (1.556,7 milioni di euro al 31/12/11). Il patrimonio netto di gruppo risulta pari a 1.224,5 milioni di euro (1.037 milioni di euro al 31/12/11); «l’incremento è essenzialmente imputabile alla variazione positiva della riserva su attività finanziarie disponibili per la vendita, per 205,8 milioni di euro». Al 30 giugno 2012 il volume degli investimenti ha raggiunto 32.330,4 milioni di euro, contro i 33.789,3 milioni di euro al 31 dicembre 2011; a ciò si aggiungono 953,8 milioni di euro di disponibilità liquide.

Sempre al 30 giugno 2012, l’indice di solvibilità corretta si colloca all’88,5%, contro il 78,2% del 31/12/11. L’indice di copertura, spiega una nota, «è stato determinato con riferimento al margine richiesto prospettico di fine esercizio 2012 e risulta influenzato per circa 15 punti percentuali dalle misure introdotte dal recente Regolamento Isvap n. 43.

Redazione – Intermedia Channel

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