Fondo Italiano d’Investimento, via al piano Casse professionali

Asset management - Investimenti - Strategie Imc

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(di Luisa Leone – Milano Finanza)

Progettato un veicolo per investire in private equity, venture capital e private debt. Oggi un team della sgr presenta l’idea in Adepp. Si tratta di un fondo di fondi dedicato agli enti privatizzati e ai fondi negoziali che consenta di minimizzare i rischi grazie alla diversificazione

Un fondo di fondi tagliato a misura di investitori previdenziali. È la proposta del Fondo Italiano d’Investimento (Fii) per le casse professionali e i fondi negoziali, che secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza dovrebbe essere presentata oggi all’Adepp, l’associazione che riunisce gli enti privatizzati.

Dopo una lunga gestazione, durata più di un anno, entra dunque nel vivo il dialogo tra la sgr presieduta da Innocenzo Cipolletta e gli operatori previdenziali, che da tempo si confrontano su un possibile strumento per investire sull’economia italiana. Dopo qualche nulla di fatto ora la proposta si è concretizzata in un veicolo che permetta a fondi e casse di investire in private equity, private debt e venture capital, con una diversificazione tale da garantire a questi investitori, prudenti per antonomasia, una maggiore protezione.

Vista la tipologia di asset l’orizzonte non potrà che essere medio-lungo, con ritorni ovviamente non immediati. Ad ogni modo, il Fondo Italiano sarebbe disposto a recepire le richieste dei potenziali investitori nella messa a punto del veicolo, per cui alla fine si dovrebbe riuscire a confezionare un fondo di fondi su misura per la previdenza. Per gli investitori non si tratterà che di una fetta molto piccola della propria asset allocation, ma per l’universo di riferimento l’iniziativa potrebbe avere risvolti interessanti, anche perché potrebbe aprire la strada ad altre iniziative simili.

Di certo sia le casse previdenziali che i fondi negoziali si stanno muovendo con sempre maggiore interesse su strumenti meno usuali di quelli utilizzati finora. L’Adepp per esempio, come anticipato da MF-Milano Finanza lo scorso 17 marzo, è alle prese con la selezione di un operatore che metta a punto per gli enti privatizzati un fondo per investire sulle infrastrutture. Questa iniziativa, con una size minima di 500 milioni, avrà certo una dimensione maggiore rispetto al veicolo proposto dal Fondo Italiano, ma la ratio è comune: impiegare il risparmio previdenziale per sostenere le aziende italiane. Proprio per spingere casse e fondi in questa direzione, la legge di Bilancio 2017 ha previsto la detassazione per i redditi prodotti dagli investimenti in economia reale, purché detenuti per almeno cinque anni e nel limite massimo del 5% degli asset complessivi. Di fatto si è così superata la precedente impostazione (Stabilità 2016) basata sul meccanismo del credito d’imposta, che era risultato di difficile applicazione.

L’iniziativa del Fondo Italiano, sebbene il primo socio della sgr sia la Cassa Depositi e Prestiti, prescinde però da eventuali benedizioni o agevolazioni che potranno venire da parte dell’esecutivo e si muove parallelamente ad altre iniziative a sostegno del venture capital. In questo senso Fii starebbe studiando la possibilità di intervenire anche nelle primissime fasi di vita delle avventure imprenditoriali, oltre che ad accompagnare le aziende nel salto oltre la fase di start up, cosa che oggi non avviene.

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