Fonsai: No alla scarcerazione di Jonella Ligresti

Fondiaria SAI - PalazzoAncora carcere per Jonella Ligresti, ex presidente di FonSai, indagata per falso in bilancio aggravato e per aggiotaggio nell’inchiesta torinese che ha travolto l’intero passato vertice della compagnia. Il Gip di Torino Silvia Salvadori, la stessa che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare per Jonella, la sorella Giulia Maria, il fratello Paolo (latitante in Svizzera), e per i manager Emanuele Erbetta, Fausto Marchionni, Antonio Talarico e per Salvatore Ligresti, ha respinto ieri l’istanza di scarcerazione presentata dai legali di Jonella Gian Luigi Tizzoni e Marco Benito Salamene dopo l’interrogatorio del primo di agosto. Attualmente Jonella si trova nel carcere delle Vallette dove è rinchiusa dallo scorso 17 luglio. Contestualmente un’analoga istanza di attenuazione delle misure cautelari è stata presentata dai legali al tribunale della libertà sia per Jonella, sia per l’ex ad della compagnia Erbetta, in carcere a Novara, l’ex vicepresidente Talarico e perSalvatore Ligresti entrambi agli arresti domiciliari a Milano. Il tribunale si è riservato ma una decisione è attesa per quest’oggi. Nel frattempo la secondogenita di Salvatore, Giulia Maria, ex presidente della holding quotata di famiglia, la Premafin, ancora detenuta nel carcere di Vercelli ha iniziato un percorso che dovrebbe sfociare in una richiesta di patteggiamento di fronte ai pm. Per lei, sino a oggi, non sono state avanzate richieste di attenuazione della misura o di scarcerazione.

Intanto il procuratore aggiunto Vittorio Nessi e il pm Marco Gianoglio stanno proseguendogli interrogatori e le escussioni delle testimonianze dei manager della compagnia assicurativa cercando di tirare le fila dell’operazione di drastico maquillage di bilancio che avrebbe portato al sottodimensionamento delle riserve sinistri per quasi 600 milioni di euro. Un’operazione a «vasi comunicanti» che di fatto ha compresso arbitrariamente le riserve destinate al risarcimento dei sinistri per favorire la distribuzione di dividendi in capo alla capogruppo Premafin. Proseguono intanto in Canton Ticino, le ricerche dei magistrati svizzeri coordinati dal procuratore pubblico John Noseda sulle presunte operazioni di riciclaggio di Paolo Gioacchino Ligresti, che da anni aveva avanzato richiesta di cittadinanza alla Confederazione. Una richiesta giunta a buon fine provvidenzialmente a pochi giorni dall’ordine di custodia cautelare emesso dalla procura di Torino.

Autore: Stefano Elli – Il Sole 24 Ore

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