FORUM 3a PUNTATA: «COLLABORAZIONE FRA ISCRITTI IN SEZIONE A) DEL RUI: QUALI OPPORTUNITA’?»

Per molti, limitare la collaborazione alla sola Rc auto non rende il mercato libero.  

Aprire alla collaborazione a 360 gradi (e non solo all’Rc auto) fra intermediari iscritti in sezione a) del Rui può davvero concorrere alla liberalizzazione del mercato assicurativo? Sostanzialmente è questo il tema della terza puntata del Forum Dì la tua sulle liberalizzazioni, lanciato da Intermedia Channel all’inizio di febbraio. Come hanno risposto i lettori su questo specifico punto?

«La collaborazione fra iscritti in sezione a) del Rui sarebbe il vero argomento da cavalcare con tutte le forze e le risorse disponibili, anche dai sindacati agenti», afferma Andrea Silvetti, che aggiunge: «ciò darebbe a livello legislativo la possibilità di ottemperare al meglio all’art.34, proponendo prodotti vendibili; permetterebbe a livello gestionale a tutti di entrare nel plurimandato (anche se indiretto) senza passare per le forche caudine delle compagnie, senza grandi costi gestionali e senza l’assillo produttivo che le compagnie richiedono; consentirebbe a livello economico l’aggregazione di più agenti (tipo studio associato) sia pluri che mono, con notevole abbattimento dei costi e razionalizzazione del lavoro; creerebbe a livello politico/sindacale una rete di relazioni tra agenti sempre più stretta, con implicazioni a livello di unità della categoria mai raggiunte sino a oggi».

Sulla stessa lunghezza d’onda è Corrado Marelli, agente assicurativo a Meda (MB): «la possibilità di collaborazione fra agenti di sezione a) sarebbe la prima liberalizzazione da fare», dice, «si pensa che la soluzione più semplice sia quella che un agente assuma il mandato anche delle compagnie che offrono il prodotto migliore, ma nella realtà nessuna impresa è disponibile a rilasciare un mandato a un agente che non le garantisca almeno due milioni di euro di premi….»

«Per quanto riguarda gli altri rami non auto è necessario, indispensabile, indipendentemente dal plurimandato, ripristinare la possibilità di poter operare tra agenti», sottolinea Piero. «La collaborazione fra iscritti in a) anche per un plurimandatario consolidato risulta difficile, perché è complicato lavorare con più di tre-quattro mandati generalisti diretti. Solo così si può offrire al cliente il miglior prodotto possibile».

«Limitare il rapporto di collaborazione tra agenti/intermediari solo per la Rcauto non ha motivo, poiché nel contratto Rc auto vengono prestate garanzie Ard (incendio, furto, collisione, kasko, atti vandalici, cristalli, eventi naturali). Queste garanzie complementari rientrano nel settore danni. È quindi un servizio al cliente che non è corretto e completo», evidenzia Gianna. «È pertanto necessario che la collaborazione tra agenti/intermediari sia estesa a tutto il settore assicurativo e non limitarlo alla sola Rc auto. E’ un controsenso dare riferimenti al cliente del solo premio e condizioni Rc auto quando la richiesta più volte è estesa anche alle garanzie complementari. La libertà di collaborazione tra intermediari permette di dare un servizio adeguato, poiché si stabilisce un rapporto di collaborazione tutto a beneficio degli assicurati».

 «Come può un agente che appoggia un contratto a un collega essere pagato più di quello che prende direttamente dalla propria mandante?», si chiede Marzio Monticelli. «È evidente che rendere possibile la collaborazione fra agenti renderebbe il mercato concorrenziale, ma questo non lo vuole nessuno dei poteri forti e forse neppure il governo Monti. Forse è meglio tornare alla tariffa amministrata dallo Stato e il premio uguale in tutta Italia per le classi migliori è un primo passo in questo senso».

C’è pure chi esprime qualche dubbio. «Vedo di buon occhio la collaborazione tra agenti iscritti in sezione a), ma credo che oggi il problema debba essere visto più in generale», afferma Umberto.

Infine, questo è il pensiero del lettore Giorgio: «la panacea non è, secondo me, la possibilità di aprire la collaborazione tra gli iscritti a) del Rui, anche se è una anomalia. Se parliamo di liberalizzazioni già oggi abbiamo la possibilità di assumere più mandati. Forse occorre una definitiva presa di posizione di tutti noi che operiamo in questo settore nei confronti degli ostracismi al plurimandato che le compagnie in qualche modo hanno fatto in questi anni».

 

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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2 Comments

  1. Gianpiero said:

    Buongiorno,
    io penso che, considerando le caratteristiche della struttura distributiva attuale italiana, la collaborazione di A con A ovviando in parte alle difficiltà gestionali evidenziate da molte parti tipiche di un plurimandato lo potrebbe di fatto introdurre rendendolo praticabile dalla maggiornaza della rete delle agenzie italiana.
    Ma occorrerebbe pensare anche a tutti gli altri ed allora perchè non permettere la collaborazione anche di A con B?
    Per chi vuole, probabilmente potrebbe essere più semplice riuscire ad organizzarsi anche come broker oltreché come agente, anziché ottenere un significativo secondo mandato agenziale.
    Io penso che l’aver preteso ai tempi di separare gli intermediari tra le varie sezioni del RUI sia stato frutto di una mentalità vetero sindacale che tuttora sta provocando danni alla ns. categoria.
    Grazie per l’attenzione!

    • Paolo said:

      Da tempo gli intermediari offrono prodotti confezionati da quella o quell’altra società per cui hanno il mandato, molte volte un potenziale cliente aquisito da tempo, richiede una certa garanzia, ma purtroppo non sempre la fabbrica prodotto e i tecnici della mandante sono affermativi, la maggior parte delle volte si perde il contatto, e questo nel lungo sminuisce la fiducia e nel tempo (oltre ai soldi,si perde irrimediabilmente anche il potenziale cliente).

      Il poter lavorare con più possibilità mandatarie, oltre che essere un completo soddisfacimento professionale, ci rende sempre di più ricchi e liberi di operare a 360°.

      Quindi ben venga la possibilità di operare tra intermediari ad ogni livello, cioe:A con A, A con B, e B con B, come daltronde liberamente esercitano già i colleghi sia europei, che americani, che sono il riferimento significativo di questi rating, presi in esame dagli analisti del marketing sia relazionale che operativo.

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